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Las Vegas: via le mascherine per i vaccinati, rischio calcolato?

Un rischio calcolato o solo azzardo? Solo il tempo ci dirà la verità, ma per il momento Las Vegas fa allin. Via l'obbligo delle mascherine nei casinò per coloro che hanno completato la vaccinazione.

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17/05/2021 14:00

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Las Vegas: via le mascherine per i vaccinati

Las Vegas verso la normalità. A quasi un anno dalla riapertura dei casinò dopo il lockdown (era il 4 giugno, ndr), Sin City fa un passo significativo nel “post” covid-19.

Via le mascherine per coloro che sono vaccinati e hanno completato l’intero percorso: sia tra lo staff e che per i giocatori.

Per coloro che invece non hanno avuto la vaccinazione o solo una parte di essa, resta l’obbligo di indossare la mascherina per tutto il tempo che si troveranno all’interno delle strutture.

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Una scelta chiara e arrivata prima a livello nazionale, poi con il benestare del governatore del Nevada.

Il rischio è alto? La situazione sarà monitorata e sorprende, visto che appena due settimane fa si parlava di obbligo di mascherina almeno fino all’autunno.

Rimane il dubbio su come si possa vigilare su coloro che dovranno continuare ad indossare la mascherina. Basterà fidarsi delle persone stesse? Oppure ci sarà un controllo capillare e attento su questi giocatori?

Difficile dirlo. La sensazione a prima vista è che si tratti di un azzardo: soprattutto nel timing.

Las Vegas per lunghi mesi ha seguito rigidi protocolli, con capienza limitata, temperatura corporea e obbligo di mascherine. E solo in rari casi abbiamo assistito a dei piccoli cluster.

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Ad onor di cronaca va pure detto che gli Stati Uniti sono al primo posto per numero di vaccinati, con oltre 200 milioni di persone che hanno completato il percorso. Basterà però per arginare il pericolo?

Capienza massima e niente plexiglas ai tavoli

Dicevamo dei tempi a Las Vegas. Fa storcere il naso non tanto la scelta di abolire mascherine e quanto altro, che prima o poi andavano prese, quanto la rapidità con cui si passa dalla massima attenzione ad una sorta di libera tutti. Una via di mezzo non sembra esserci e fino a pochi giorni fa la sensazione era quella di un ritorno graduale alla normalità.

Invece in poche settimane, con il benestare anche degli esperti sanitari, si è giunti ad una libertà totale. Ad esempio la capienza nei casinò torna al massimo. Questa era una mossa già prevista da tempo e che nel giro di due settimane ha visto le case da gioco di Las Vegas, passare da un 50%-75% al 100% di persone al proprio interno.

Ciò che non era atteso, concerne l’abolizione dei plexiglas ai tavoli. Sicuramente antiestetici visivamente (soprattutto nel poker), ma al tempo stesso decisivi nell’arginare la diffusione del virus, permettendo ai giocatori di poter godersi i casinò nella massima sicurezza. Dal governo centrale e dai piani alti dello stato del Nevada invece, ecco l’Ok nel togliere i plexiglas dai tavoli. E i casinò di Sin City sono già al lavoro per rimuoverli, sia dai tradizionali tavoli di Baccarat, Blackjack e via dicendo, come dai tavoli da poker.

WSOP, tra speranze e paure

A Las Vegas è già iniziato il countdown per le WSOP. Si tratta della prima edizione in epoca post-covid, dopo quella annullata nel 2020 e giocata solo online. Il via alle danze è previsto per fine settembre e dunque c’è tempo ancora. Ma se le scelte prese in questi giorni non andassero a buon fine, cosa succederebbe alla più importante kermesse al mondo di poker live? Scenario difficile da immaginare a così tanto tempo di distanza, ma un’altra ondata di covid-19 mettere KO le WSOP anche per il 2021.

E non stiamo parlando di una manifestazione qualunque, ma di un evento che sposta migliaia di persone verso Las Vegas. Non a caso, l’edizione 2021 è stata spostata da giugno a settembre, sia per avere una vaccinazione di massa che possa permettere a tutti di giocare nella massima sicurezza e sia per avere anche i giocatori europei nelle condizioni di raggiungere gli Stati Uniti, considerando che i voli verso lo stato americano sono attualmente inferiori ai numeri pre-covid.

Dunque c’è da incrociare le dita e sperare che tutto possa volgere al meglio, senza alcun rimpianto.