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Il bad boy della NBA Charles Oakley bara al tavolo di Ultimate Texas Hold’em: bannato a Las Vegas

L'ex stella NBA Charles Oakley viene bannato dal Cosmopolitan per cheating. La polizia di Las Vegas l'ha arrestato ad un tavolo da poker.

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09/08/2018 08:03

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Charles Oakley era considerato uno dei bad boys della NBA negli anni ’80-’90 per il suo gioco molto fisico e ruvido dall’alto dei suoi 211 centimetri e della sua stazza imponente (111 chili). La sua fama lo ha accompagnato anche a Las Vegas dove lo conoscono molto bene. E lo scorso 8 luglio è stato arrestato per aver tentato di barare ad un tavolo di Ultimate Texas Hold’em, versione del poker che si gioca contro il banco (il cui payout è sfavorevole al player), al casinò Cosmopolitan di Las Vegas.

L’Ultimate Texas Hold’em ha regole basic molto semplici: al giocatore vengono servite due carte, deve decidere cosa fare pre-flop e post flop (può fare check oppure puntare). Il player è costretto a battere il punteggio del dealer per incassare la posta in palio. Il payout però favorisce il banco nettamente.

Oakley in tre occasioni è stato – secondo i documenti depositati in tribunale – sorpreso a fare cheating. Ha nascosto una chips da $100 durante una mano perdente poi, in altre due occasioni, ha provato ad aggiungere alla sua puntata $125 (fuori tempo massimo) quando il dealer gli ha servito due mani favorevoli.

Alla fine è stato bannato (come O.J. Simpson non può entrare nel casinò a vita) e denunciato per cheating ai tavoli da gioco: a Las Vegas è ritenuto un reato molto grave.

In questo caso, con ogni probabilità, la truffa è stata per pochi dollari, in questo modo eviterà una pena detentiva ma dovrà pagare una multa. Non potrà però più rientrare al Cosmopolitan. Ai vecchi tempi, a Las Vegas, quando comandava la mafia, ai bari veniva riservato un trattamento diverso. Per fortuna le cose sono cambiate e Oakley se la caverà in qualche modo, ma da questa storia la sua immagine esce male.

Quando giocava nell’NBA era noto per provocare risse in campo, sia durante la sua permanenza nei Chicago Bulls (dal 1985 al 1988), sia a New York con i Knicks con i quali ha giocato per ben 10 stagioni, prima di chiudere la carriera a Huston addirittura nel 2004 all’età di 41 anni.

 

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