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BlackJack: donna guadagna 3 milioni a Vegas con una tecnica speciale, ma perde 500.000$ nel cash all’Ivey Room

Il rapporto tra giocatore e casinò è sempre molto controverso, un rapporto di amore e odio che si regge su un equilibrio strano fatto di sensazioni e sentimenti contrastanti tra loro. In genere il banco vince sempre e le cose vanno bene, ma quando perde, gli equilibri saltano.

La storia dell’edge sorting di Ivey è sotto gli occhi di tutti. Sul binomio giocatore-casinò merita un’attenta lettura l’appassionante racconto di Mchael Kaplan pubblicato su Thrillist Travel e dedicato a Las Vegas.

Kaplan racconta la storia di Miss Brown, dealer e giocatrice professionista, capace di guadagnare 3 milioni di dollari in 10 anni di onorata carriera, nonostante abbia subito le peggiori vessazioni da parte del personale di sicurezza dei casinò e della polizia del Nevada: sono stata ammanettata nelle stanze nel retro dei casinò, accusata di violazione di domicilio, interrogata senza sosta, arrestata e con le mie vincite guadagnate e sudate in maniera onesta, confiscate”. La sua unica colpa? Vincere, senza barare, sfruttando le debolezze del banco, in particolare attraverso una tecnica particolare.

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Dal 2006 ad oggi si è ritrovata a giocare blackjack in tutti i casinò del Nevada e poker high stakes all’Aria, nella mitica ed esclusiva Ivey Room (l’autore non ha voluto svelare il reale nome della player).

Miss Brown racconta: “la posta in gioco era pazzesca, bui 200$-400$ senza nessun limite. Gli swings erano enormi, giocatori vincevano o perdevano somme a sei cifre in una sola notte. Ho venduto quote al 50% ma ho perso circa 500.000$ in quei giochi. Metà del denaro apparteneva a me e l’altra metà ai miei finanziatori. Ho giocato bene ma ho runnato male. L’errore è stato che non ero rollata abbastanza per una partita così impegnativa, dal punto di vista finanziario“.

Con ogni probabilità se sei un giocatore di poker e ti trovi davanti Miss Brown, le dai il benvenuto e le fai anche un bel sorriso, ma se sei il proprietario di un casinò non sarai così felice a vederla in azione nelle tue sale. Kaplan afferma senza mezzi giri di parole: “può essere il peggior incubo per un casinò”.

Perché? Per il fatto che Miss Brown conosce le tecniche più avanzate per sfruttare le debolezze del banco (lo spiegheremo in un secondo articolo).

La donna 38enne, figlia di una dealer e di un padre scommettitore, ha vissuto la sua esistenza quasi interamente tra i casinò del Nevada e della California, con una doppia vita parallela: croupier e counter nel blackjack.

Non un esempio da seguire: a 15 anni giocava con la zia alle slot e ai video poker. Ha provato a frequentare anche l’Università di Las Vegas ma nel 2003 ha seguito il consiglio di sua madre ed ha iniziato a studiare come battere il banco a blackjack.

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E’ noto a tutti che il banco ha sempre un vantaggio matematico che nel lungo periodo diventa importante, ma alcuni giocatori riescono a limitarlo grazie al conteggio delle carte, i più bravi addirittura possono assicurarsi un edge che può arrivare fino al 2%.

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Miss Brown è andata oltre, almeno a giudicare dalla sua intervista e lo scopriremo nella seconda parte.  Ha studiato molti libri ed ha un’ esperienza decennale, frequentando sempre regular del circuito del Nevada. Nei primi anni le cose sono andate subito in discesa per lei: “battere il casinò è una sensazione unica, a prescindere dai soldi. Nessun altro al tavolo sa cosa stai facendo, giocano tutti a caso, in maniera emotiva, senza contare carte e senza tenere conto delle probabilità in gioco e degli assi usciti. Fino al 2008 andavo regolarmente alla cassa a ritirare i soldi e la mia vita era ideale, viaggiavo con persone come me ed ero l’unica ragazza capace di vincere a blackjack”. Ma le cose cambieranno e la svolta arriverà con una nuova tecnica.

Miss Brown il racconto – prima parte – continua

Nella seconda parte Miss Brown svelerà la sua strategia (hole card game)

NOTA BENE: come detto, il racconto è tratto da un’interessante intervista di Mchael Kaplan, ma nel blackjack è noto il vantaggio statistico nel lungo periodo del banco. Possono esistere rare eccezioni (a volte determinate anche dalla run favorevole) ma si tratta comunque di casi isolati di gambler professionisti che hanno speso più di mezza vita all’interno di un casinò e che giocano in maniera “scientifica” cercando di rispettare al massimo regole matematico-statistiche. Molto spesso, gran parte delle persone che provano ad improvvisarsi e contare le carte senza il necessario apprendimento, perdono ingenti somme. La giocatrice parla poi di una tecnica ancora più avanzata nella seconda parte, ma che richiede molte risorse ed esperienza. Questo racconto quindi va preso con le molle e letto al netto di queste considerazioni. Giocate per divertirvi e con responsabilità.

Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo. Editor in Chief.