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Sapete chi sono i 5 poker player più famosi che hanno scelto di vivere a Las Vegas?

Molti giocatori di poker professionisti scelgono di vivere a Las Vegas, dove l’action non manca mai: ma quali sono i più famosi di sempre? Sicuramente ridurre l’elenco a soli 5 player lascerà fuori parecchi nomi illustri… ma qualcuno vuole contestare quelli presenti?

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06/02/2020 09:55

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Per un professional poker player, non c’è altra città: Las Vegas is the place to be. Forse non è più la capitale mondiale delle carte, come lo era un tempo, ma il suo fascino, le sue luci, la sua brulicante vita notturna (e non solo) la rendono la meta prediletta.

Non è stato sempre così. Negli anni ’70, tipicamente i migliori giocatori di poker d’America vivevano a New York, o nel Texas, ma tutto è cambiato quando Benny Binion si è inventato un evento che all’epoca aveva definito The Texas Gambler Reunion, ovvero il primo nome delle World Series of Poker.

Ma quali sono stati i 5 poker player più famosi a chiamare Las Vegas “casa”?

Doyle Brunson

 

Doyle Brunson Las Vegas

 

Non potevamo che iniziare da lui, il Michael Jordan del poker, il Maradona delle due carte, il Manuel Fangio del tavolo verde. Doyle Brunson è nato a Longworth, in Texas, ma negli anni ’70 (vedi sopra) si è trasferito a Las Vegas, e da lì non si è più mosso.

In carriera ha vinto 10 braccialetti alle WSOP e persino il WPT ha deciso di dedicargli un torneo, il Doyle Brunson Five Diamond World Poker Classic. In totale, Brunson ha inacssato oltre 6,1 milioni di dollari nei tornei di poker live, frutto di 87 piazzamenti a premio – di cui 79 proprio a Las Vegas.

Autore del best-seller Super System, Doyle Brunson rappresenta il Texas Hold’em (e non solo) ormai da oltre cinquant’anni.

Daniel Negreanu

 

Daniel Negreanu

 

Nato a Toronto, il Kid Poker è un po’ l’evoluzione moderna di Doyle Brunson, una sorta di erede naturale come ambasciatore mondiale del Texas Hold’em. Daniel Negreanu ha visitato per la prima volta Las Vegas nel 1996, a soli 22 anni.

L’inizio non è stato dei migliori per lui, prontamente ripulito dai gambler più esperti della città. Ma il canadese non si è dato per vinto e due anni dopo è tornato: alle WSOP 1998 ha vinto il suo primo braccialetto, in un torneo da $2.000 di Pot Limit Hold’em.

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Da lì in poi, Negreanu non ha più lasciato Las Vegas e soprattutto non si è più voltato indietro, diventando per anni il volto di PokerStars e mantenendo a lungo la prima posizione nella All-Time Money List.

A 45 anni, Daniel è un regular del Big Game nella Bobby’s Room e partecipa ai tornei high stakes più ricchi e importanti del mondo.

Phil Ivey

 

Phil Ivey

 

Phil Ivey è nato a Riverside, California, nel 1977. Giovanissimo, si è trasferito ad Atlantic City dove ha scoperto il Seven Card Stud. Qui è nata la leggenda legata al suo soprannome, “No Home Jerome”, perché pare che, squattrinato, una volta uscito dal casinò Ivey non avesse dove dormire, passando le sue notti accampato sulla famosa boardwalk, la passeggiata lunga 5 chilometri che attraversa la città.

La perseveranza non gli è mai mancata, e dopo qualche anno a denti stretti, Ivey ha trovato fortuna proprio a Las Vegas, dove ha deciso di trasferirsi. Qui ha costruito una casa enorme e lussuosa, che ad oggi non è più di sua proprietà.

In carriera ha vinto lo stesso numero di braccialetti WSOP di Doyle Brunson, dieci, ed oltre 26,3 milioni di dollari.

David “Chip” Reese

 

David Chip Reese

 

Il compianto David “Chip” Reese non ha avuto la stessa fortuna e la stessa risonanza mediatica degli altri membri illustri di questo elenco, ma se Doyle Brunson una volta lo ha definito “senza ombra di dubbio il miglior giocatore di poker che abbia mai vissuto”, un motivo ci sarà.

Reese è nato a Centerville, Ohio, nel 1951, e ha frequentato la Dartmouth University dopo aver rifiutato un’offerta arrivatagli nientemeno che da Harvard. Mentre ancora studiava, la Stanford Law School lo invitò in California; al ritorno dal suo viaggio, Reese si fermò a Las Vegas… e cambiò vita.

Partì con  un bankroll di $400 e alla fine della sua prima partita si alzò dal tavolo con $66.000,  una cifra enorme per l’epoca. Il giorno dopo salì a oltre $100.000 e decise così di abbandonare gli studi di legge per dedicarsi alla carriera di poker pro.

A Las Vegas, Reese ha vinto tre  braccialetti WSOP e ha grindato per anni le partite cash più ricche, cercando di evitare le luci della ribalta. Ma nel 2006 decise di partecipare al primo torneo di H.O.R.S.E. da $50.000 nella storia delle WSOP. Manco a dirlo, Chip lo vinse, incassando $1,7 milioni.

Meno di due anni dopo, Reese morì nel sonno a soli 56 anni. Per celebrarlo, le WSOP decisero di intitolargli quel torneo da $50.000, che ancora oggi mette in palio il David “Chip Reese Memorial Trophy.

Stu Ungar

 

Stu Ungar

 

Forse il personaggio più iconico che il poker abbia mai visto. Stu Ungar è nato nel 1953, ma già negli anni ’60 veniva considerato come il miglior giocatore di gin rummy degli Stati Uniti d’America. Il passaggio a varianti più lucrative, come il poker, fu una naturale conseguenza.

Stu arrivò a Las Vegas nel 1977, facendo piazza pulita dei giocatori di gin rummy locali. Visto che nessuno voleva più giocare contro di lui, ‘The Kid’ sfidò Billy Baxter in una partita heads-up da $40.000 e manco a dirlo lo distrusse.

Invece di serbare rancore, Baxter fu lungimirante, offrendo a Ungar di stakarlo per il WSOP Main Event 1980. Quello fu il primo torneo di Texas Hold’em nella vita di Stu Ungar, e c’è davvero bisogno che vi diciamo come andò a finire? Doyle Brunson battuto e titolo mondiale in tasca.

L’anno dopo, Ungar bissò il successo difendendo il titolo, ma il vizio per la bella vita e soprattutto per la cocaina lo trascinarono in un abisso dal quale si sarebbe parzialmente risollevato soltanto molti anni dopo.

Nel 1997, ‘The Kid’ a 34 anni partecipò nuovamente al Main Event WSOP di Las Vegas e lo vinse per la terza volta in carriera. Fu l’ultimo lampo nella vita di un talento tanto cristallino quanto sregolato: Ungar morì nel novembre 1998 per overdose.

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