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Andrea De Georgio: “Andai broke per colpa di Full Tilt. Cosa vuol dire fare il trader sportivo high roller in Italia”

In questa lunga intervista, Andrea condivide con noi la sua lunga esperienza nel poker e nelle scommesse in particolare nel betting exchange ("è da 11 anni che opero come trader sportivo"). Tutto ha inizio con l'incubo del Black Friday...

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30/03/2018 14:03

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Andrea De Georgio (“andrydg88” il suo nick su PokerStars.it) era nel 2011 uno dei grinder emergenti su Full Tilt grazie ad alcune vittorie pesanti ottenute alla vigilia del Black Friday. Purtroppo tutto il suo roll era depositato sulla red room ed Andrea, come altri giovani italiani, ha dovuto dire addio al grinding per più di un anno.

Assopokerista doc (con il nick Iwantcaymans, lo stesso di Full Tilt) ha condiviso sul nostro forum gran parte dei suoi stati d’animo in quei lunghi giorni d’angoscia e d’attesa.

Andrea De Georgio con la fidanzata

Con il poker professionale ha chiuso proprio in quel periodo ma ha continuato a giocare e levarsi soddisfazioni: l’anno scorso ha vinto l’evento 1 dell’ICOOP su PokerStars, dopo essersi qualificato attraverso un torneo satellite da €25. Quando va in vacanza all’estero non esita a giocare sul .com, ma oramai gran parte del suo tempo è concentrato sulle piattaforme betting exchange.

Ciao Andrea, sei uno degli assopokeristi storici: iscritto al nostro forum da una vita.

Che piacere sentirti! Si sono uno di quelli storici, ero un frequentatore assiduo del forum di Assopoker (ricordo anche la sfida con treksar83 al NL600) e anche di TwoPlusTwo, all’epoca mi piaceva molto studiare sui forum confrontarmi ecc ecc…

Nel 2011, all’apice della tua carriera da giocatore, sei andato broke non per colpa tua ma del crash di Full Tilt. E’ passato un treno importante pokeristicamente parlando? Rimpianti?

Diciamo di sì, sono andato rotto per colpa del crash di Full Tilt. Mi ricordo che qualche settimana prima del Black friday, dopo aver vinto due $1.000 Monday per quasi $100.000, Full Tilt mi contattò tramite mail, proponendomi una sorta di accordo sulla rakeback con tanto di avatar personalizzato. Non mi sembrava vero, era un sogno diventare un red pro online, poi sappiamo tutti com’è andata e se ci penso ancora oggi rivivo l’incubo. Quel sito bloccato dallo stemma FBI non lo dimenticherò mai… un periodo che noi abbiamo vissuto insieme, ti ricordi?

Ricordo bene le giornate passate insieme a cercare di carpire informazioni utili per comprendere cosa stesse realmente succedendo. Più di un anno di incertezze e colpi di scena. Poi la svolta e tu che arrivi a Malta. Con il ripristino della room e il rimborso dei fondi da parte di PokerStars. cosa è successo sull’isola una volta che sei rientrato in possesso dei tuoi fondi? Hai smesso presto di giocare.

Siamo stati costretti ad andare a Malta per recuperare il bankroll, poi niente…. Mi sono accorto che non ero con le persone giuste, avevo completamente perso la fiducia verso il sistema e così ho lasciato da parte l’ idea di fare il PPP, anche se fortunatamente qualche torneo online l’ho sempre shippato…

Gli ultimi?

Sul .it, l’ICOOP event 1 e un high roller da €250.

So che hai deciso di tornare a giocare a poker: quali sono i tuoi programmi?

Si soprattutto live, penso al Main EPT ed altri tornei seri. European Poker Tour a Montecarlo e Barcellona. E quando sono all’estero farò tornei .com.

Che idea ti sei fatto dell’attuale field .it?

E’ veramente facile e a volte mi spiace non poter giocare con più assiduità. Mi consolo quando sono al estero e posso giocare tavoli finali sul. com con i vari chelsea72, alinenok1617, LLINUSLOVE e altri mostri sacri del online.com, veramente gente con cui vale la pena giocare e confrontarsi.

Secondo te perché il field del .it non cresce così rapidamente come negli altri paesi?

Sulla media dei giocatori italiani live devo dire che sono rimasto molto dispiaciuto per l’atteggiamento: si sentono tutti arrivati, tutti professionisti, parlano delle loro vittorie ecc. Non c’è umiltà, voglia di confrontarsi, sentire le altre opinioni. Si sentono tutti fortissimi, pronti a giudicare, poi non ci lamentiamo se all’estero siamo considerati sempre i fish al tavolo. Così non si cresce.

Al momento ti stai dedicando al trading sportivo con successo e sei uno dei pochi high roller che operano su piattaforme italiane. Ci hai fatto vedere il tuo account per farci verificare la veridicità dei tuoi risultati. Non possiamo che farti i complimenti, risultati impressionanti per il contesto italiano.

Sì, ho sempre fatto trading sportivo: ho iniziato quasi 11 anni fa. Inizialmente è stato un trauma passare dal .com al .it perché la liquidità dei mercati .it era veramente ridicola rispetto al .com ed era quasi impossibile tradare seriamente sugli eventi. Poi, piano piano, il mercato italiano è cresciuto ed ho pensato: ma se sfruttassi questa cosa a mio vantaggio?

Quindi come hai fatto a trasformare questo tuo edge in guadagno?

Quando muovi il 20 /30 % del mercato generale, se ci sai fare, riesci a trarre un profitto veramente ottimo, e non per niente dopo qualche mese che ho deciso di fare le cose sul serio, sono stato contattato da Betfair Italia che si complimentava con me per i risultati ottenuti (ricordiamo che la piattaforma guadagna sulle commissioni degli scambi) offrendomi regali e deal interessanti. L’ultimo sono i biglietti di Juventus-Real Madrid… Devo ringraziare Danilo, il Vip manager per il bel regalo.

Quali sono le qualità che deve avere un trader sportivo di successo? Quanto è importante conoscere i mercati?

Conoscere i mercati penso sia fondamentale, se consideriamo che il 90-95% delle persone che prova a fare trading esce in perdita.

Secondo te per quale motivo?

Perché si improvvisano e magari copiano o si affidano a “esperti”, oppure provano a fare cose senza avere la conoscenza esatta e adatta.

In effetti in Italia di esperti ce ne sono pochi e stanno tutti nell’ombra. Chi ha conoscenze vere e deep difficilmente le condivide, in UK è molto diverso, il mercato è più maturo ed i pro hanno un atteggiamento diverso.  Facciamo un regalo ai meno esperti o a chi non conosce il betting exchange: puoi almeno dire cosa fa ogni giorno un trader sportivo?

Molti pensano che i trader sportivi siano concentrati solo sulle piattaforme punta e banca, ma non sanno che il vero lavoro è lo studio assiduo, l’analisi continua di informazioni (da quelle climatiche agli stati di forma ecc ecc, qualsiasi).

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Quanto contano le info nell’exchange?

Sapere per primo una notizia può determinare un guadagno o una perdita. E’ importante avere le fonti giuste magari sul posto, entrare in forum ristrettissimi dove circolano per prime le notizie magari proprio dei diretti interessati.

Un lavoro molto impegnativo.

Sembra facile, ma è in realtà un lavoro continuo, senza sosta, 24h su 24. Un pò come qualsiasi attività, se domani decido di aprirmi un ristorante senza conoscere ed avere l’esperienza giusta, molto probabilmente dopo qualche mese sarò costretto a chiudere perché non avrò le capacità per gestirlo al meglio.

Quali qualità deve avere un trader nel betting exchange?

Le qualità di un trader forte sono innate, poi vanno coltivate studiando e magari confrontandosi con i più forti trader inglesi per limare i propri difetti. E poi serve anche un distacco dai soldi, tanta avidità – ahimè – e avere una forte propensione al rischio che però a volte, se non saputa gestire, può fare seri danni.

La disciplina nell’exchange è quella che fa sempre e sempre farà, la differenza. Vero?

Proprio sotto questo aspetto sono molto cresciuto confrontandomi con persone che fanno della gestione del bankroll il loro credo!

Quali sono le tue regole? Ricordiamo che prendere le decisioni corrette live (proprio nella gestione del roll), durante un evento sportivo, è la linea sottile tra un trader vincente e uno perdente.

Sì, faccio trade sia con stop win e stop loss predefiniti, proprio per evitare di farsi prendere da emozioni e quindi diventare un gambler. Anche perché in questo lavoro è molto facile farsi prendere dalla cosiddetta godpower, (quando tutto ti va bene). Esistono periodi dove incassi cifre mostruose e credi che sarà sempre cosi. Quella è la fase peggiore, dove un trader non deve mai cadere altrimenti rischierà veramente di perdere almeno il doppio!

Su quali mercati operi? Puoi farci un esempio di un tuo trade classico? Operi più pre-match o in-play?

Opero sui mercati principali, dove le motivazioni sono veramente al massimo: grandi Slam, Mondiali, Champions. Se penso di avere in quel momento le conoscenze e le capacità giuste, opero sia live che pre match, altrimenti si passa. Come detto, l’aspetto chiave sono gli stop win, stop loss live.

Quanto è importante il concetto di valore atteso nel betting classico ed exchange (anche live)?

Penso sia fondamentale, alla lunga è risaputo che le favorite vincono sempre e c’è valore solo su quelle quote… il resto è puro gambling. Altro segreto? Segnarsi tutto. Chi lo fa al pc, io preferisco un quaderno vecchia maniera per tenere i conti e capire in che direzione sto andando.

Abbiamo sbirciato il famoso quaderno di Andrea e preso alcuni scatti… ma non diteglielo please! (In realtà con grande disponibilità Andrea ci ha fatto prendere visione del suo account per verificare tutto)

Qual è l’obiettivo di un buon trader? Quale strategie deve perseguire durante il trading?

Un buon trader punta sempre al “tutto verde”, come dicono i pro inglesi “All green”. Ecco questa è un’ottima strategia – ride in modo ironico – . Naturalmente i “tutti verdi” vanno saputi fare, altrimenti si guadagna poco quando si vince (si chiude per esempio un trade prematuramente, ndr) e si perde tanto quando si perde. Ecco, a chi si avvicina al betting exchange consiglierei di capire come funziona il tasto cashout. Il mio consiglio, però, è di farlo sempre manualmente.