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AssoPoker intervista Emil “whitelime” Patel

Cosa hanno in comune Emil “whitelime” Patel, giocatore di cash game high stakes, ed un ex microgrinder di sit&go su PokerClub come il “nostro” Giorgio “Tritone_Il re dei Fish” Sca?

Evidentemente, più di quanto si potrebbe immaginare. Giorgio si è infatti trasferito in Finlandia, ed è qui che ha conosciuto il newyorkese, non solo grazie alla comune passione per il gioco ma anche a quella per il cibo.

Ne abbiamo così approfittato per fare quattro chiacchiere con “whitelime”: nonostante non sia più sotto la luce costante dei riflettori mediatici continua a giocare, soprattutto Pot Limit Omaha, e soprattutto a vincere.

Il suo percorso nel mondo del poker che conta è cominciato quando ha conosciuto Jay Rosenkrantz, che come lui parteciperà poi al reality “2 Months 2 Millions“: “Ho iniziato a giocare cash game high stakes poco dopo essere diventato il coinquilino di Jay – ci racconta – ci siamo aiutati a vicenda confrontandoci, abbiamo avuto molta fortuna all’inizio ma assai meno in seguito, quando in partite davvero molto facili c’erano giocatori ricchi ed assai perdenti”.

Patel vivrà uno dei momenti più duri della sua carriera nel 2007, quando ha un terribile downswing che su Full Tilt Poker lo porterà dal vincere oltre 900.000 dollari al perderne quasi 700.000, giocando ai più alti livelli di No Limit Hold’em, e confrontandosi anche con mostri sacri come Phil Ivey. Al riguardo, dice solo che “quel downswing fu devastante, sia da un punto di vista finanziario che emotivo“.

Per molti sarebbe stata la fine di una carriera, ma non per lui: “Credo che in casi simili si debba avere un buon controllo delle proprie emozioni, così come il desiderio di diventare migliori nel gioco – spiega – un grosso downswing può farti capire che per lungo tempo hai trascurato lo studio del poker, adagiandoti un po’ sugli allori”.

A questo proposito spiega: “Credo che il talento sia uno degli aspetti più sopravvalutati in questo mondo, perché anche se sei il migliore nel momento in cui non hai la volontà di lavorare quando non giochi sarai destinato a rimanere indietro. L’ambizione invece è spesso sottovalutata, in quanto per avere successo nel poker bisogna volerlo. Se ti accontenti di essere un grinder del NL200, allora non hai alcuna speranza di migliorare e guadagnare cifre davvero rilevanti.
Ho conosciuto molti giocatori che hanno vinto più di un milione di dollari senza essere particolarmente talentuosi, ma che erano spinti da un’ambizione che li ha fatti lavorare molto più di altri, che magari avevano più potenzialità ma adesso sono andati rotti”.

E quando gli domandiamo come mai sia finito proprio in Finlandia risponde: “Dopo il Black Friday per due anni non ho fatto che viaggiare fra New York, Toronto ed i diversi tornei di poker, ma non mi sentivo davvero felice. Non potevo infatti partecipare a nessuna attività come un corso di cucina o una squadra sportiva, perché tutte avrebbero richiesto almeno qualche settimana mentre io mi trattenevo per poco tempo.
Ho così scelto l’Europa perché mi dava la possibilità di visitare numerosi Paesi differenti. Inizialmente pensavo che mi sarei stabilito in una cittadina di lingua tedesca, ma poi a causa di un problema con la mia carta di credito ho dovuto ritardare il volo a Las Vegas per le World Series di una settimana, così mi sono recato ad Helsinki durante i campionati di poker nazionali, ed è stato amore a prima vista”.

Il clima non è qualcosa di cui gli importi granché, e l’accoglienza delle persone lo conquista: “Sono tutti molto gentili e genuini, e perfino gli anziani parlano inglese in modo corretto. Per questo, sono convinto al 100% di aver fatto la cosa giusta, trasferendomi ad Helsinki“. Ed è qui che incontra “Tritone”.

Patel infatti adora la pizza, tanto da avere un blog dove le recensisce, e così gli chiediamo scherzando se in futuro non gli piacerebbe farlo come lavoro: “Credo che adorerei qualcosa del genere e magari un giorno sarà davvero così, ma è ancora presto. Sono convinto che si possa guadagnare ancora molto col poker, ma tra qualche anno potrebbe non essere più così, mentre la pizza sarà sempre lì ad aspettarmi”.

In testa non ha un obiettivo monetario ben preciso, ma questo non significa che non abbia le idee chiare al riguardo: “Non ci si possono prefissare traguardi di questo genere nel poker, visto che non c’è modo di sapere quale sarà la tua run o cose del genere. Credo vada bene porsi degli obiettivi in termini di mani giocate o ore dedicate al poker, quello sì, ma a parte questo il tuo unico scopo come giocatore dovrebbe essere sempre quello di migliorare in continuazione ed esprimere sempre il proprio poker migliore”.