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La storia di Chris Brewer: 8 anni fa pensava alle Olimpiadi e alle partite da 5$, ora è un reg high stakes

In otto anni, dal sogno olimpico al poker professionistico. La storia di Chris Brewer, promessa dell'atletica a stelle e strisce, studente universitario modello e arrivato in ritardo nel mondo del poker, ma già pronto a recuperare il tempo perso.

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10/01/2021 19:09

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Chris Brewer ha iniziato dalle partite casalinghe con 5 dollari e oggi frequenta livelli dai limiti impensabili solo qualche mese fa. La sua scalata nel poker ha sorpreso tutti.

Londra 2012 e 31 titoli nazionali

Nel 2012 la sua vita è solo studio e sport, il suo tempo si divide tra università ed atletica leggera.

Frequentando l’ateneo dell’Oregon Ducks, il buon Chris ha centrato il doppio obiettivo. La top università per coloro che vogliono diventare professionisti nell’Atletica Leggera e dall’altra parte portare a casa una laurea in Economia. Chris ci arriva anche per meriti sportivi in quella scuola: tra i 15 e 19 anni ha vinto 31 titoli nazionali sulla pista e viene chiamato anche dalla nazionale statunitense.

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Lo stadio Olimpico di Londra, sede principale delle Olimpiadi 2012

Di li a pochi mesi infatti si terranno le Olimpiadi di Londra del 2012 e l’appena 19enne Chris Brewer ha tutte le carte in regola per mettere in tasca la convocazione nazionale. Purtroppo il sogno di prendere parte alla kermesse londinese si infrange a pochi giorni dallo start a causa di un beffardo infortunio muscolare. Sembra una storia come tante: la grande promessa che si infortuna in modo grave e perde la grande occasione. E invece quella mancata partecipazione, diventa l’inizio della nuova storia di Chris Brewe.

La prima partita a poker

Chris Brewer conosce il poker proprio nei giorni del ritiro con la nazionale statunitense che precede la partenza per le Olimpiadi. Chris è conscio che le sue condizioni fisiche non sono al top e probabilmente dovrà desistere dall’inseguire il sogno olimpico, ma non si abbatte oltre modo e nelle lunghe serate con i compagni di nazionale si immerge in lunghe sessioni di poker.

La prima partita da lui giocata vede 12 players allo stesso tavolo, regole  fatte un po’ a caso e 5 dollari di buyin. Insomma un modo come un altro per ammazzare il tempo. Chris Brewer non vince quella sorta di Sit&Go, ma si innamora del poker e anche nelle sere seguenti sarà uno dei “regular” al tavolo della nazionale. Un amore che sboccia all’improvviso e che fa capire allo stesso Chris che anche il poker può essere un nuovo stimolo.

Tra laurea e poker online

Passata la delusione della mancata partecipazione alle Olimpiadi, Chris Brewer torna sui libri. Macina esami, torna in condizioni ottimali per conquistare altri trionfi a livello nazionale nell’atletica leggera e gioca quasi tutte le sere dalla sua stanza nei dormitori della scuola a poker online. Partite low-stakes perché il bankroll non c’è e va costruito un po’ alla volta. Una pazienza certosina che non può mancare ad uno abituato a soffrire sulla pista di Atletica.

Chris Brewer

Intanto si prende la laurea in Economia e non contento ecco anche la specializzazione in matematica. Intanto le gare di atletica diminuiscono con il passare dell’età e se un sogno sta per archiviarsi, l’altro sogno diventa realtà. Nel poker infatti i risultati sono arrivati senza sosta e dai tavoli con pochi cents, adesso Chris Brewer grinda costantemente ai tavoli di cash game $1-$2. L’obiettivo è scalare livelli e non impiega molto a raggiungere i tavoli $5-$10 prima e $10-$20 dopo.

Il ritorno a casa

Concluso il percorso universitario con la specializzazione in matematica, Chris Brewer torna a San Diego dalla sua famiglia. Non ha grande fretta di lanciarsi nel mondo del lavoro: da una parte una laurea e la suddetta specializzazione che garantiscono una sorta di ipoteca da sfruttare in qualunque momento e dall’altra un corposo bankroll costruito online, da sfruttare adesso anche in partite dal vivo. Ecco che il buon Chris diventa nel 2018 un regular del casinò della sua città.

Inizia con partite da $1-$2 e ben presto si trova coinvolto in cash game high stakes sempre più grandi. Come afferma lo stesso Chris Brewer, nell’intervista rilasciata a Card Player:

Passare dal $ 5-$5 al $ 10-$25 è stato quasi naturale, anche se in molti fanno fatica a capirlo. Ho avuto alcune oscillazioni e gli up and down sono agli ordini del giorno in quel tipo di gioco, ma alla fine ho trovato continuità. Poi mi sono trasferito a Los Angeles per un anno e ho vinto un tanto al $10- $20 e $20-$40. Il salto di qualità vero e proprio si è manifestato quando mi sono messo a giocare sempre dal vivo gli heads up cash game $100 – $100. In quel preciso momento ho capito che ero sulla strada giusta”. 

La pandemia, gli MTT Online e quelli dal vivo

L’ultimo anno è stato molto difficile per il poker dal vivo. Il Covid-19 ha messo in ginocchio il settore e complice il Lockdown Chris Brewer si è dedicato al primo grande amore, con il poker online. Ma se il cash game è sempre il suo A-Game, ecco che l’ex nazionale americano di atletica leggera si apre anche ai tornei. Nella sua carriera pokeristica non aveva mai avuto un grande feeling con gli MTT e invece durante il 2020 lascerà il segno anche in questo campo.

Le vittorie e i piazzamenti si sommano senza sosta e nel giro di pochi mesi Chris si guadagna il rispetto dei colleghi anche nei tornei online, dopo aver raggiunto livelli impensabili nel cash game. La voglia di tornei non si placa e appena il Wynn Casinò ha organizzato il mese scorso, la prima series high roller dal vivo post lockdown, Brewe si è fiondato a Las Vegas per giocare. Ben tre le vittorie, seppur su field ridotti, ma che certificano le grandi qualità di questo giocatore.

Sessioni ad alta quota

In piena pandemia e sfruttando il suo infinito bankroll online, Chris Brewer si è messo in gioco in delle partite incredibili online. Cash game high stakes allo stato puro, con blinds elevatissimi $1.000-$2.000. Partite toste, lo stesso Chris precisa:

Sono stati tentativi estremi. Bisogna avere il roll adeguato e la giusta mentalità per sedersi ai quei tavoli. Non è andata male, ma ancora non mi sento pronto per sedermi con costanza in situazioni così importanti. Serve ancora del tempo e sono convinto che un giorno riuscirò a prendere parte a quelle partite senza sentire la pressione”. 

Non male per uno che appena 8 anni fa sognava le Olimpiadi e giocava partite casalinghe da 5 dollari. Chris Brewer ha fatto tanta strada.