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Chris Moorman: “vivo negli States, ecco come ho iniziato e come il gioco si è evoluto”

Intervista con il campionissimo inglese Chris Moorman recordman di Triple Crown vinte online: come ha iniziato a giocare a poker e come si è evoluto il gioco.

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22/07/2018 09:53

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“Uno su mille ce la fa… “ recitava una vecchia canzone e senza dubbio Chris Moorman rappresenta meglio di chiunque altro la figura del professionista affermato e longevo nonostante abbia solo 30 anni. E’ il giocatore più vincente (o uno dei più vincenti) negli MTT online della storia del poker. Recordman di Triple Crown vinte e con 15 milioni di dollari di incassi solo su internet. La sua carriera è partita circa 10 anni fa quando ha partecipato per la prima volta al Main Event WSOP a Vegas dopo essersi qualificato da un satellite su internet.

Chris Moorman

L’inglese si è trasferito ora negli Stati Uniti, vive in California: “a Desert Shores, in una piccola ed incantevole comunità su un lago artificiale”.  Una scelta singolare per un grinder: “si, negli USA non puoi giocare online, almeno sul .com. In rete partecipo solo a certi eventi quando ritorno nel Regno Unito, a casa, oppure quando vado in Messico o in Canada”.

Però la California è vicina a Las Vegas: “si, vado spesso ed amo molto giocare al Wynn perché è lussuoso ed ha un target high. E’ positivo per il tuo morale quando giochi: c’è anche della buona musica e trattano i poker players molto bene”. 

Il campione dell’Essex ha avuto un approccio molto singolare con il mondo delle carte: “i miei genitori hanno giocato a bridge ad alto livello per tanto tempo. Io ho iniziato quando avevo 15 anni e lo facevo per semplice passione. Nel bridge non girano soldi. Ero nella nazionale inglese under 21 di bridge. All’Università poi ho conosciuto il poker all’età di 19 anni: ho partecipato ad un freeroll (torneo gratuito) dopo aver appreso le regole su Google. Non sapevo realmente nulla. Sono arrivato secondo ed ho vinto $50. Da quel momento ho iniziato a leggere libri sul poker, a documentarmi sulla strategia, mi sono immerso nel gioco ed ho iniziato ad ottenere degli ottimi risultati”.

Carico di speranze è poi volato a Las Vegas: “si ed ho partecipato 10 anni fa al Main Event dopo essermi qualificato online, ma non andò bene. Fu un’esperienza che mi insegno molto e questa città la amo”.

“Ora non sto giocando molto online anche se continuo a preferirlo rispetto al gioco live perché va tutto più veloce. Dal vivo devi aspettare che le persone foldino, passa davvero tanto tempo. Quando avevo 20 anni le cose andavano a gonfie vele e difficilmente prendevo una pausa perché se mi fermavo perdevo 2.000$/3.000$”. Il livello tecnico del poker in quegli anni era imbarazzante e un giocatore del suo talento aveva vita facile. Ora le cose sono cambiate.

Penso di essere migliorato 1.000 volte rispetto al giocatore che ero 10 anni fa. Ora tutto è diverso: c’è maggiore tecnologia che aiuta i players a capire, in sede di analisi, quali linee seguire. Gli standard tecnici del gioco sono aumentati parecchio: i professionisti usano software per comprendere come migliorare e per analizzare ogni singolo spot. 10 anni fa anche i più forti non avevano alcuna certezza su quello che stavano facendo. Ogni situazione poteva essere interpretata in mille modi”.

In un decennio nel poker il mondo si è capovolto: “l’uso della tecnologia ha cambiato le cose. I giocatori eseguono simulazioni online con programmi particolari. Tutti i pro lavorano sul loro gioco in modo costante. Anche il migliore di 10 anni fa, oggi se lo mangerebbero vivo. Devi aggiornarti sempre e lavorare su te stesso, non puoi accontentarti”.

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