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Chi sono i coach dei November Nine? Holz, Marchese, Deeb e Kurganov presenti al Rio

Come ogni anno, parte del grande interesse verso il final table del Main Event WSOP è dovuto anche a ciò che succede intorno al tavolo. Tre anni fa, ad esempio, fu Dan Bilzerian a monopolizzare l’attenzione con il suo consueto seguito di ragazze. Il barbuto milionario aveva infatti il 20% dell’action di Jay Farber, che avrebbe poi vinto 5.1 milioni di dollari chiudendo in seconda posizione alle spalle di Ryan Reiss.

D’altronde, i November Nine possono contare su tre figure a “bordo tavolo”: i semplici sostenitori (amici e parenti), i finanziatori e i coach. Se quest’anno è stato molto difficile individuare eventuali staker, è stato facilissimo scovare i coach dei finalisti. A partire dalla coppia composta da Igor Kurganov e Liv Boeree, che non ha fatto mistero di supportare, tecnicamente e moralmente, il canadese Griffin Benger.

Benger si è infatti presentato al tavolo con la patch di “REG“, l’associazione benefica che la Boeree gestisce con il suo ormai storico fidanzato. Durante le pause e gli all-in è stato visto più volte andare a parlare proprio con Kurganov, considerato uno dei torneisti più preparati e competitivi al mondo. Alla fine, però, i suoi consigli non sono bastati, perché “Flush_Entity” è stato eliminato in 7° posizione.

Il chipleader della vigilia Cliff Josephy si è invece affidato a un ex campione del mondo come Ryan Reiss e all’esperto Shaun Deeb. I due sono stati avvistati nel suo numerosissimo rail (oltre 100 persone) e in più occasioni gli hanno suggerito la condotta da tenere al tavolo man mano che i giocatori venivano eliminati. “JohnnyBax” ha ammesso a ESPN di considerare il risultato finale come il lavoro di un vero e proprio team.

C’era molta curiosità sull’eventuale coach di Gordon Vayo, che in passato era stato coachato e stakato proprio da Cliff Josephy. Siamo sicuri che se non lo avesse avuto al tavolo gli avrebbe chiesto di aiutarlo, ma vista la circostanza Vayo ha ripiegato su Tom Marchese. E forse gli è andata persino meglio, considerando le abilità universalmente riconosciute di “kingsofcards”, giocatore capace di vincere 14.2 milioni di dollari in carriera solo nei tornei dal vivo.

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Colui che poteva vantare il coach più ricercato era però Kenny Hallaert, che si è presentato nelle sale del Rio Casino con sua maestà Fedor Holz al seguito. Il giovane fenomeno tedesco ha anche postato una fotografia su Twitter nel quale lo si vede intento a parlare di range e combinazioni delle mani al suo allievo. Nel rail di Hallaert era anche presente Melanie Weisner, che secondo qualche indiscrezione avrebbe un ruolo più grande della semplice supporter… Alla fine, comunque, la run di Holz non si è trasmessa a Hallaert, che ha trovato una dolorosa eliminazione in 6° posizione con A-Q contro A-A.

Michael Ruane ha scelto un coach speciale al suo fianco: il fratello. Entrambi sono infatti giocatori professionisti di poker.

Detto di Josephy, Vayo e Ruane, non si hanno notizie di eventuali coach per quanto riguarda gli altri due giocatori ancora in corsa per la vittoria finale. Quasi sicuramente Qui Nguyen non ha nessuno al suo angolo pronto per aiutarlo dal punto di vista tecnico: il player di origini vietnamite ha preso tutta questa esperienza con grande semplicità e leggerezza. Di Vojtech Ruzicka si sa solo che è amico del miliardario russo Leon Tsoukernik, proprietario del Kings Casino di Rozvadov. Il businessman non è comunque presente a Las Vegas visto che nel suo casinò sono in corso le WSOPc.