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Cosa ascolti quando giochi a poker? Anni Duemila

Bisogna essere onesti: da quando siamo sbarcati nel nuovo millennio di rock and roll se n’è visto poco in giro, ma nonostante questo, sotto una cenere che davvero non si riesce a scuotersi di dosso qualcosa brucia ancora.

System of a Down – Chop Suey! (2001): Una delle canzoni più “forti” dell’album “Toxicity”, uscito una settimana prima dell’undici settembre, che contribuirà a rendere Serj Tankian e soci molto popolari, nonostante nell’underground fossero già apprezzati per l’album di debutto omonimo, pubblicato nel 1998

Tool – Schism (2001): Altra band osannata dagli appassionati del genere, e per la verità già piuttosto popolare negli anni Novanta, questa canzone estratta da “Lateralus” vincerà il Grammy Award, e soprattutto diventerà uno dei brani feticcio della band

Muse – New Born (2001): Dall’altra parte dell’oceano però non si sta guardare, o almeno ci si prova. Certo più commerciali ma non privi di qualità, i Muse sono un altro dei pochi gruppi degli anni recenti che saranno capaci di riempire gli stadi proponendo una musica orecchiabile ma (quasi) mai banale
  

The White Stripes – The Air Near My Fingers (2003): Conosciuti in tutto il mondo grazie soprattutto a “Seven Nation Army”, il duo di Detroit capitanato dall’istrionico Jake White è in realtà stato autore di molti brani notevoli, di cui quello presentato è solo un esempio. Il fatto che si siano sciolti, per qualcuno, è un lutto ancora non del tutto superato

Queens of the Stone Age – First it Giveth (2003): Lo stoner rock del deserto statunitense può piombare direttamente in camera vostra, se solo sarete così accorti da aprire a Josh Homme e soci la porta. In effetti, l’album “Songs for the Deaf” (di cui fanno parte anche le più celebri “No one Knows” e “Go with the Flow”) è senza dubbio uno dei dischi rock più belli degli anni Duemila. Se non lo conoscete, scoprite al più presto che cosa vi siete persi. Ospite d’eccezione, Dave Grohl alla batteria

AudioslaveShow me how to Live (2003): Gli Audioslave sono stati uno dei flop più clamorosi e al tempo stesso attesi del genere. Mettere insieme Chris Cornell con tre quarti dei Rage Against the Machine sulla carta sembra una buona idea, ma in pratica i quattro produrranno giusto qualche canzone degna di nota. Questa è certamente una di queste, con il video che è un chiaro omaggio al classico film “on the road” Vanishing Point

Wolfmother – Woman (2005): Classico brano dal sound squisitamente rock che contribuirà a lanciare il gruppo australiano ed il loro album d’esordio, senza dubbio il loro più significativo. Non contribuiranno forse a scrivere la storia della musica, privilegio peraltro di pochi, ma qualche bella pagina ce l’hanno comunque regalata

Franz Ferdinand – Do you want to (2005): Impossibile non inserire la traccia di uno dei gruppi “indie” – termine tanto vago quanto spesso odioso – più apprezzati degli ultimi anni, colonna sonora pressoché perfetta delle sessioni in abbondante vincita

The Strokes – Juicebox (2005): Suono sicuramente più ruvido e voce più aspra per questa band newyorkese che negli anni ha messo d’accordo molti, o almeno quelli che di certe sonorità nonostante tutto non sembrano ancora averne avuto abbastanza

Foo Fighters – The pretender (2007): Uno dei brani più grintosi, e dai testi più belli, della rock band di Dave Grohl, con un video che non a caso in quel periodo passava in “heavy rotation” su MTV, almeno prima che decidessero che di musica potabile non ne volevano davvero sentir più parlare