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Una cybertruffa da $81 milioni e il baccarat: la storia di Ding Zizhe e Gao Shuhua

Che cosa unisce la cybertruffa più clamorosa di sempre e il baccarat, nobile gioco da casinò? Vi raccontiamo la storia di Ding Zizhe e Gao Shuhua, due cinesi con le mani in pasta un po’ dappertutto, capaci di farla franca nelle situazioni più impensabili.

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05/08/2017 12:00

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Mettici il baccarat, uno dei giochi da casinò solitamente dedicato alla clientela più facoltosa. Aggiungici una truffa, anzi, una cybertruffa da 81 milioni di dollari. Mescola due cinesi non propriamente raccomandabili. Shakera, aggiungi un pizzico di mistero ed ecco la storia di Ding Zizhe e Gao Shuhua.

Una storia talmente assurda da fare invidia alla trama del più intricato heist movie. Eppure è tutto vero. I due sono riusciti nell’impresa di far sparire una somma talmente alta da rappresentare un record, per questo genere di ‘operazioni’.

baccarat

Obiettivo Bangladesh Bank

Nel febbraio del 2016, la strepitosa cifra di 81 milioni di dollari è sparita dalla banca centrale del Bangladesh, grazie al lavoro di hacker esperti, capaci di raggirare nientemeno che la New York Fed in modo da dirigere i fondi della Bangladesh Bank in una serie di conti bancari falsi, situati principalmente nelle Filippine.

Qualche giorno dopo, i dirigenti della Bangladesh Bank si sono accorti di questi strani movimenti, chiedendo lumi alla controparte filippina. Troppo tardi: la maggior parte del denaro si era già volatilizzata.

E pensare che la truffa sarebbe potuta essere ancora più clamorosa: l’obiettivo degli hacker era di trasferire 951 milioni di dollari della Bangladesh Bank in tanti piccoli conti bancari fasulli. Una catastrofe evitata solo grazie al fatto che alcune delle transazioni sono state segnalate per tempo.

Entra in gioco il baccarat

Finora, però, non abbiamo parlato del baccarat. Ed è qui che entrano in scena Zizhe e Shuhua, due soggetti abituati a gestire giri di gambling illegale e a raccogliere le cosiddette balene, da scorazzare nei principali casinò asiatici.

Ding e Gao, parte fondamentale di questa pazzesca cybertruffa, non appena ricevuto il denaro hanno organizzato una spedizione nella sala VIP del MetroManila’s Solaire Casino. Una dozzina di high roller, ben vestiti, che a botte di placche da $20.000 puntavano sia sul banco sia sul giocatore.

Perché l’obiettivo, naturalmente, non era quello di vincere: era quello di riciclare il denaro.

Ombre cinesi

Prima che le autorità riuscissero a mettere in piedi l’indagine, Ding e Gao avevano già riciclato praticamente tutto il denaro grazie al baccarat. E non è tutto: i due sono riusciti a far sparire le proprie tracce.

Attualmente, le forze dell’ordine di Bangladesh, Filippine e Stati Uniti (FBI in testa), sono riuscite a recuperare appena un quinto del maltolto. Il resto sembra essere scomparso e irrintracciabile. Come Ding e Gao, insomma.

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