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Dan O’ Brien: “Niente braccialetti, gioco per i soldi”

Scritto da
03/04/2013 12:52

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Dan ha raggiunto numerosi e importanti final tableDaniel O’ Brien è talmente forte nei tornei di poker da aver conquistato negli anni la fiducia di Jason Mercier, che per lungo tempo è stato il suo “sponsor”: nonostante non abbia mai ottenuto vittorie importanti, può comunque vantare piazzamenti tanto prestigiosi quanto ricchi sia alle WSOP che al WPT, ed alla fine almeno per lui è quello che conta.

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Ho una strana tendenza a quasi-vincere i tornei molto spesso – ironizza sui suoi piazzamenti intervistato da Remko Rinkema – ma non è un aspetto a cui dia molto peso. Intendiamoci, sarebbe molto bello vincere un braccialetto, ma non è quello il motivo per cui vado alle World Series, il mio obiettivo è guadagnare quanto più denaro possibile. Per questo, preferirei arrivare terzo nel Main Event piuttosto che vincere un braccialetto e magari un milione di dollari“.

Una prospettiva che non tutti sarebbero pronti a condividere, ma che secondo O’ Brien è piuttosto comune tra i professionisti. Del resto, per un giocatore come lui che ha deciso di concentrarsi sui tornei dal vivo, la vittoria è un evento particolarmente raro: “Giocherò meno di ottanta tornei l’anno, quindi sono perfettamente consapevole che potrei incappare in lunghi periodi dove non riesco ad ottenere nulla di buono, come mi è successo adesso a Londra durante l’EPT. Potrei partecipare a più eventi, ma per il momento credo che questo sia un buon equilibrio”.

Ormai solo i tornei più importanti riescono a motivarlo, e così si spiega perché a differenza di altri sia piuttosto insensibile ai destini del poker online a stelle e strisce: “L’unica rassegna che mi interesserebbe giocare è lo SCOOP, ma per il resto spesso non vale la pena di investire un paio di giorni in un torneo da 300 dollari. Magari così non esprimo tutto il mio potenziale, ma anche in questo modo credo di essere al 95%“. E considerando che così facendo ha comunque vinto in carriera due milioni di dollari, non si fatica a capire perché riesca ad accontentarsene.

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