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Daniel Negreanu che bordate al Bellagio: “ha perso il fascino di un tempo, pessima gestione”

Daniel Negreanu non ci sta e attacca un’icona di Las Vegas come il casinò Bellagio. La poker room non sembra più tenere gli standard di un tempo e altri casinò hanno ormai superato il Bellagio stesso nell’immaginario collettivo per il poker live. Vediamo cosa è successo.

Daniel Negreanu: picconate senza sosta

Daniel Negreanu, dopo una sorta di riposo post WSOP 2021, è tornato ai tavoli per chiudere l’anno in bellezza. Almeno questo era nei piani del player canadese che come sempre non  può mancare al $10.000 WPT Five Diamond al Bellagio di Las Vegas. La tappa per eccellenza nel circuito del World Poker Tour: per longevità, per importanza, per il buyin di ingresso e per il field  stellare.

Lo spettacolo delle fontane al Bellagio

Insomma fino a qui tutto bene e niente di nuovo sotto il cielo di Sin City. Ma poi all’improvviso ecco il Tweet al vetriolo di Daniel Negreanu:

Un tempo il Bellagio era il centro dell’universo in fatto di poker live. La miglior offerta mai vista sotto ogni profilo. Adesso però tutto è cambiato e non sembra certo il luogo ideale per giocare a poker. Ha perso quel fascino che aveva un tempo, ma soprattutto è inammissibile che i giocatori vengano lasciati in attesa per ore“.

Si tratta di un’esperienza terribile e irrispettosa nei confronti di ogni cliente. Altre location come il Venetian e il Wynn hanno ormai da tempo superato il Bellagio. Chi non è in grado di organizzare o gestire un evento, non dovrebbe farlo: rischia soltanto di danneggiare la reputazione e il marchio. Il Bellagio lo ha appena fatto.”

Daniel Negreanu: i motivi dell’attacco

Ovviamente il tweet di Daniel Negreanu non poteva certo passare inosservato e si è creato un dibattito per capire i motivi di così tanta durezza nei confronti dello storico casinò di Las Vegas. In tempi di pandemia anche il Bellagio per il poker live ha dovuto apportare delle correzioni per garantire la massima sicurezza nei confronti di tutti: questo ha comportato però una riduzione dei tavoli da gioco.

E qui nasce il problema. Considerando i 600 paganti per il day 1 del $10.000 WPT Five Diamond, si è creato una sorta di sold out ai tavoli del casinò. Lunghe code in lista di attesa per gettarsi nel torneo, la cui late registration chiude nel corso del day 2 e di conseguenza pochissima offerta di tavoli cash game. Una situazione che pare aver scontentato molti giocatori, con il sei volte campione WSOP che si è fatto paladino di essi.

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A questo aggiungiamoci il fatto che nel corso degli anni la poker room del Bellagio ha campato di rendita per quanto fatto nel passato. Un fascino acquisito già prima del boom del poker live ad inizio millennio e che ha permesso appunto alla location di creare un appeal senza precedenti sui giocatori. La ciliegina sulla torta per molto tempo è stata la Bobby’s Room che ha ospitato e ospita ancora partite high stakes tra i più forti giocatori al mondo.

Daniel Negreanu by Pokernews.com

Nel frattempo però le altre room di Las Vegas non sono rimaste certo a guardare. Venetian e Wynn offrono in continuazione series di low buyin e tavoli cash game molto allettanti. Il Casinò Aria è diventato l’epicentro dell’azione high roller per quanto concerne i tornei, oltre ad essere il quartier generale degli studi di Poker Go. Anche poker room meno note si stanno affermando: dal South Point al The Orleans raccolgono un nutrito zoccolo di giocatori.

Insomma il tempo passa e quello che poteva essere giusto ieri, sembra non essere al passo con i tempi oggi. Il Bellagio sta pagando forse questo scotto e il canadese lo ha voluto mettere in evidenza. Lui che lì è nato pokeristicamente e meglio di tutti conosce l’evoluzione del Bellagio nell’ultimo quarto di secolo.

COMPARAZIONE GIOCHI
Nel mondo del giornalismo sportivo da quando avevo 16 anni, ho all'attivo quasi 800 radiocronache di eventi sportivi e quasi 10 mila articoli sportivi. Da 15 anni nel mondo del poker, del betting e del gaming. Cavallo di battaglia: "Amici Miei".