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Daniel Negreanu

Daniel Negreanu: “Basta col tanking, distrugge il poker. Sontheimer e Holz i migliori”

Dopo la prima parte, eccoci di nuovo come promesso con l’intervista a Daniel Negreanu, raccolta da PokerStars School. Il filo rosso che lega entrambe le parti è rappresentato dagli High Roller, su cui il Kid Poker è tornato nuovamente.

Stavolta, il canadese ci ha parlato di quelli che secondo lui sono i migliori giocatori in circolazione, ma anche dell’importanza dello shot clock, soprattutto per motivi televisivi e di maggiore engagement da parte degli spettatori.

 

 

Daniel Negreanu elogia lo shot clock

A proposito di shot clock, Daniel Negreanu è da sempre un suo fervente sostenitore e non perde occasione per sottolineare il suo punto di vista: “Ormai qualsiasi High Roller, a parte quelli delle WSOP, lo implementano. È necessario. Non puoi trattenere i giocatori amatoriali se hai Christoph Vogelsang e Byron Kaverman che ci mettono 25 minuti per giocare A-A contro K-K. Non è divertente”.

E ancora: “Capisco bene che per molti di questi ragazzi avere più tempo a disposizione significa avere maggiori probabilità di prendere la decisione giusta. Ma a tutto c’è un limite. Se tutti cominciano a fare come loro, hai distrutto il torneo. Se tutti ci mettono tre minuti per ogni decisione, quante mani puoi giocare in un’ora?”

Anche perché in un periodo storico in cui gli High Roller sono il programma di punta per il poker in tv, la noia è da bandire assolutamente: “Che succede quando hai una diretta streaming e c’è un tizio che va in the tank per dieci minuti? Il poker si è evoluto al punto in cui servono regole, non devono pensarci i giocatori [tipo chiamando il clock]”.

Daniel Negreanu fa un esempio lampante: Nell’NBA non c’era la regola dei 24 secondi. Ad un certo punto le squadre hanno cominciato a capire che se erano sopra di 10, potevano semplicemente passarsi la palla. Questa cosa uccide il tempo ma uccide anche il gioco stesso e non  divertente da vedere”.

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Gli avversari più duri nei Super High Roller

Parlando dei giocatori ad oggi più forti proprio negli High Roller, Daniel Negreanu ha le idee chiare: “Ogni volta che giochi contro Fedor Holz o Steffen Sontheimer, ti mettono in spot in cui non sei mai stato prima. Ma ci sono anche Nick Petrangelo e Scott Seiver, capaci di pensare fuori dagli schemi”.

Per quanto possa trovare difficile affrontarli, per il Kid Poker è comunque una gioia mettersi alla prova con player di livello mondiale: “Mi piace. Non mi faccio illusioni. Ho il massimo rispetto per questi giocatori e non penso di essere più forte di loro. Sono consapevole che abbiano una conoscenza di base più ampia della mia. Ma ciò che mi ispira è la consapevolezza che posso migliorare a tal punto da essere competitivo e poter stare tra i top player di questi High Roller.

 

Steffen Sontheimer
Steffen Sontheimer

 

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Gli eventi più attesi

Tra gli High Roller ai quali non vede l’ora di partecipare, oltre al Super High Roller Bowl Negreanu cita ovviamente il PokerStars Players’ No Limit Hold’em Championship come “unico e speciale. Ci sarà un field mai visto in questo genere di eventi. Un field enorme, ma dato che ci saranno tanti qualificati il livello di gioco sarà molto diverso. Sarà come un Main Event standard in termini di field, ma con un buy-in succoso e alcuni dei migliori player al mondo”.

Il canadese non crede che questo torneo possa essere vinto da un qualificato solitamente abituato a giocare low stake: “Sarà molto, molto improbabile. Arrivare a premio o al final table è un discorso diverso. La parte difficile di questi tornei è alla fine.

Immaginate di essere chip leader a 5 left ma… alla vostra sinistra c’è Fedor Holz, o Jason Koon, o Byron Kaverman. Di solito in questi tornei al Day 1 ci sono field grossi e magari tavoli abbordabili. Poi però arrivi a 18 left e ci sono solo squali, perciò bisogna essere molto fortunati, o inventarsi una strategia creativa e aggressiva, per arrivare in fondo”.

LA GTO spiegata da Daniel Negreanu

Per rimanere al passo coi tempi, come aveva raccontato lui stesso un paio di mesi fa, Daniel Negreanu si è messo a studiare la Game Theory Optimal (GTO). Per capire di cosa si tratta, il canadese ha fatto un esempio molto efficace.

“Ammettiamo di giocare a sasso, carta e forbice. Quale sarebbe la GTO? Proporre 1 volta su 3 le tre scelte. Questa è la GTO, ma non significa necessariamente poter vincere dei soldi in questo modo.

Perché stai giocando la GTO, ma che succede quando incontri un giocatore che sceglie sasso il 100% delle volte? Se giochi la GTO non lo batterai. Perciò quale sarà la miglior giocata? Rispondere ‘giocare carta il 100% delle volte’ è comunque un errore.

Può sembrare la risposta logica, ma il problema è che dopo 8-9 colpi, l’avversario capirà che state giocando carta ogni volta. Perciò diventi exploitable. L’approccio migliore è alzare la frequenza di ‘carta’ al 40%, così che l’avversario non si renda conto. Dopo un lungo periodo di tempo, penserà semplicemente di essere sfortunato.

Si comincia con una base improntata sulla GTO, ma poi occorre deviare e fare adattamenti in base all’history, ma in modo che l’avversario non se ne renda conto.

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