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Doug Polk: “Vi spiego come scelgo i giocatori da stakare”

Lo staking è una pratica molto diffusa nel mondo del poker, eppure sono pochi i finanziatori con un ROI positivo. Doug Polk è uno di questi e in un recente video sul suo canale YouTube ha spiegato come si muove in questo ambito

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09/10/2018 15:00

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Non è un segreto che Doug Polk abbia vinto cifre considerevoli grazie al poker, ma pochi sanno che oltre ad essere un professionista stimato e molto forte, è anche un investitore di grande successo. Nel corso degli anni “WCG|Rider” ha stakato numerosi giocatori di cash game, aiutandoli poi nella scalata fino agli high stakes e trattenendo una percentuale del loro profitto.

Si tratta di una pratica che nel suo caso ha spesso funzionato, ma che spesso risulta rischiosa e poco profittevole. Come in qualsiasi altro campo dove girano molti soldi, infatti, anche nel poker c’è sempre qualcuno pronto a fregare il prossimo e non si contano le storie di finanziatori che si sono ritrovati a perdere tutto ciò che avevano investito.

Dall’alto della sua esperienza, Doug Polk ha spiegato come sceglie i giocatori da stakare, sia per quanto riguarda i tornei sia per quanto riguarda il cash game.

Doug Polk: “Non prestate soldi facilmente e stakate solo persone affidabili”

Polk è partito da una premessa: “Prima di tutto voglio dare un consiglio: non investite i vostri soldi facilmente. È un consiglio valido nel poker ma anche nella vita. Informatevi il più possibile quando si tratta di soldi, non siate approssimativi”.

Poi ha spiegato qual è il primo step nella sua ricerca del candidato ideale:

“Quando devo stakare cerco solo giocatori che abbiano una buona reputazione e non abbiano fatto casini in passato. Stako solo persone per bene e nella mia scala della priorità c’è prima la serietà di un giocatore rispetto alle sue abilità”.

Proprio così: prima ancora di valutare le abilità pokeristiche di un giocatore, Doug si preoccupa che si tratti di una persona seria e affidabile. Ecco perché.

“Potreste chiedervi: perché preferisci stakare giocatori più scarsi di altri ma più seri? Due ragioni: la prima è che voglio stakare solo giocatori di cui posso fidarmi, perché la fiducia è tutto nello staking; la seconda è che quando finanzi giocatori più deboli, puoi insegnargli tu i concetti importanti e farli diventare davvero forti“.

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Le 3 regole per lo staking di Doug Polk

Doug Polk ha poi fornito le sue tre regole per lo staking.

“Le mie 3 regole sono:

1. Fate attenzione ai giocatori di poker che chiedono staking per limiti più bassi rispetto a quelli a cui giocavano. Non è un buon segno ed è probabile che giocheranno con poca concentrazione e poco impegno. Saranno difficili da gestire.
2. Stakate solo persone che hanno ottime referenze e fatevi sempre mostrare i grafici delle loro sessioni online. Non hanno alcun valido motivo per tenervele nascoste.
3. Non fidatevi troppo di quelli che si propongono a voi per lo staking. Siate voi a contattarli. Io l’ho fatto anni fa contattando gli utenti di 2+2 che scrivevano cose interessanti e si dimostravano molto preparati. Magari giocavano al NL 50 e io gli permettevo di salire al NL 200. Pochi hanno accettato ma con loro è andata benissimo”.

WSOP 2017 Doug Polk

Doug Polk

Come tutelarsi e suddividere le eventuali vincite

Per Polk è poi fondamentale avere sempre una prova scritta dell’accordo. Una piccola precauzione che potrebbe servire nel caso in cui si venisse truffati dallo stakato.

“Cerco sempre di avere un accordo firmato da entrambi. All’inizio parlavo anche con un avvocato per essere certo che non mi fregassero i soldi. Forse non serve a molto ma avere una prova scritta, anche solo un email con tutti i punti dell’accordo, è fondamentale”.

C’è poi il discorso della suddivisione delle eventuali vincite. Se nei tornei il discorso è più complesso perché ci sono i markup, nel cash game Doug ha sempre adottato la regola del 50-50.

“Io ho sempre fatto 50-50: il 50% del profitto a me e il 50% del profitto resta allo stakato. Qualcuno mi ha detto che era ingiusto e dovevo lasciargli il 60% ma io non ho mai accettato. Se trovi qualcuno che ti offre 60-40, vai da lui. Io sto rischiando i miei soldi e non posso prendere meno del 50%”.

“La maggior parte di chi staka ha un ROI negativo”

Infine, Doug mette in guardia coloro che vogliono stakare: si tratta di un mondo dove i vincenti sono davvero pochi.

“La maggior parte delle persone perde soldi con lo staking. Non so dire una percentuale precisa ma la maggior parte ha un ROI negativo. Siate prudenti e ricordatevi queste parole: lavorate solo con persone ragionevoli. È una lezione fondamentale, che vale tanto nel poker quanto nel business”.

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