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Fabrice Soulier: "Dopo 15 anni, sono ancora qui..."

[imagebanner gruppo=pokerstars] "Ci sono sempre persone che ridono di te quando giochi una mano in un certo modo, a cui non interessa la tua opinione quando gliene dai una, ma poi molti falliscono. Non sono felice che accada, ma lo sono di essere ancora qua". Parole e musica di Fabrice Soulier.

Il francese è un volto noto nel mondo del poker, ma non tutti conoscono nel dettaglio quale sia la sua storia, che cosa lo abbia spinto a diventare un giocatore, quando ancora il poker online non era neppure un'opzione. Soulier infatti - che è originario del sud della Francia, ma si trasferirà a Parigi per lavoro - prima di puntare tutto sul tavolo verde era un produttore televisivo, lavoro che deciderà di abbandonare a cavallo del nuovo millennio, dopo dieci anni.

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"Per circa sei mesi provai a fare entrambe le cose, la partita finiva alle cinque del mattino, mi facevo una doccia per sciacquare via la puzza di fumo ed andavo al lavoro - ricorda intervistato da PokerListings.com - mi resi presto conto di come dovessi prendere una decisione, e così presi una pausa dal lavoro, nelle mie intenzioni si trattava di un anno sabbatico". Ma le cose non andarono esattamente così.

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"Credo di aver avuto fortuna, rispetto ai giovani professionisti di oggi, perché ho avuto successo quando avevo già compiuto trent'anni da un pezzo - sottolinea - sapevo quale fosse il valore del denaro, e mi ha aiutato a tenere i piedi per terra. Nel poker presto o tardi arrivano sempre i momenti duri, la fortuna non ci sorregge sempre quando dovrebbe, e per questo bisogna cercare di trarre il massimo dai propri periodi migliori".

Ed a proposito della percezione del gioco che c'era allora, rispetto a quella attuale, spiega: "Quindici anni fa pensavano fosse una specie di gioco da gangster, adesso perfino certe compagnie lo usano per sviluppare alcune abilità nei propri dipendenti - conclude - certo, può ancora lasciare perplesse alcune delle vecchie generazioni, come i miei genitori. Ci misi un bel po' di tempo, prima di dir loro cosa stavo facendo". Ma ormai se non altro non dovrebbe più essercene bisogno.