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Curiosità

Gus Hansen, la trasferta a Las Vegas è un disastro? Bluff sbagliati e cooler imparabili contro Jungleman

Gus Hansen ha raccontato su Twitter i punti salienti della sua trasferta a Las Vegas: dall'esordio rimandato alle WSOP ai monster pot persi contro Jungleman

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17/06/2017 15:30

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Qualche settimana fa Gus Hansen ha annunciato il suo ritorno in grande stile alle World Series Of Poker, ma il professionista danese non si è ancora visto ai tavoli del Rio. The Great Dane si è effettivamente trasferito a Las Vegas ma il buon proposito di tornare a dare la caccia al braccialetto americano (ne ha vinto uno alle WSOPE) è naufragato di fronte alla prospettiva ben più allettante delle partite di cash game high stakes.

Hansen ha raccontato i punti salienti della sua trasferta in Nevada su Twitter e possiamo dire con relativa certezza che la scelta di preferire il cash game ai tornei delle WSOP non si sia rivelata particolarmente felice. La sua avventura a Las Vegas era già iniziata nel peggiore dei modi.

Gus Hansen e il ritorno a Las Vegas

“Sono al McCarran (l’aeroporto di Las Vegas, ndr), pronto a tornare nella terra dei liberi e lka casa dei coraggiosi, almeno secondo una canzone. Spero di superare agevolmente l’immigrazione”, scriveva il 24 maggio. Qualche ora dopo, un tweet ben diverso: “Ottima esperienza all’immigrazione: mi hanno bloccato nell’ufficio per farmi domande più specifiche, ma per fortuna hanno saltato l’ispezione corporale“.

Gus al Bellagio di Las Vegas

Gus non si è perso d’animo, ha prenotato una suite al Bellagio e ha subito dato l’assalto al Big Game in attesa dell’inizio delle WSOP. La partita high stakes di Mixed Games ha però catturato completamente la sua attenzione, al punto di fargli saltare uno degli eventi dove era più atteso: il One Drop.

Sto contemplando di slatare il One Drop da 100k del Rio, per ora sembra che resterò nel comfort della Bobby’s Room”, ha scritto il 2 giugno. Al torneo da $111.111 di buy-in non si è poi fatto vivo.

Tuttavia, secondo i suoi tweet, le sessioni infinite nella Bobby’s Room non sono andate benissimo.

Un altro bluff da $30.000 andato male nella Bobby’s Room. Forse devo rivedere la mia frequenza di bluff?”, si chiedeva su Twitter l’8 giugno. Il 12 giugno è arrivato il primo vero e proprio whine: “Dovrei foldare un full di Jack per gli ultimi $5.000 su un piatto da $65.000 sapendo di essere battuto solo da un poker di 8? L’evidenza empirica suggerisce di sì!”

Altri $60.000 persi contro Jungleman

Gus ha quindi perso un piattone da $65.000 con il second nuts, ma questa non è stata l’ultima batosta. Due giorni fa ha infatti ammesso di aver perso un piatto simile contro Dan Cates: “Drawing dead contro Jungleman in un pot da $60.000. Dovrei star lontano da queste partite”.

In realtà nessuno a parte i diretti interessati può sapere se e quanto sta perdendo Gus Hansen, anche perché sul suo profilo Facebook posta immagini che stonano completamente con quanto scrive su Twitter. Immagini come questa:

Gus ha commentato la foto con un semplice: “Good day at the office!”

In ogni caso, considerando che nei tornei dal vivo ha incassato 10.2 milioni di dollari in tempi nei quali non esistevano gli high roller che oggi aumentano a dismisura i montepremi e falsano le classifiche sulle vincite lorde, per Gus potrebbe non essere una cattiva idea quella di dedicarsi a qualche evento delle WSOP

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