Vai al contenuto

Hotel di lusso, addio: i giocatori ora vanno in ostello!

Shannon Shorr, qui al final table del WPTUna curiosa tendenza sembra aver cominciato a serpeggiare tra alcuni dei giocatori di poker più affermati, che per i propri viaggi hanno cominciato a scartare gli alberghi di lusso in favore di semplici ostelli, decisamente meno elitari ma tremendamente più sociali, almeno secondo professionisti come Daniel “jungleman12” Cates o Shannon “BLUFFforRENT” Shorr.

Prendete ad esempio Cates. Grazie al cash game ha vinto in carriera non meno di sette milioni di dollari, fra non molto dovrebbe riavere indietro tutto il suo ingente bankroll che pareva irrimediabilmente perso su Full Tilt Poker e, nel caso siate interessati a del coaching davvero ballas, per meno di 1.200 dollari l’ora non se ne parla.

Eppure Daniel nel suo recente viaggio in Europa ha adottato un basso profilo, soggiornando in un ostello a Nizza ed anche a Budapest in una semplice casa in affitto: “Qui la gente vive con meno di 10.000 dollari l’anno, è un po’ triste rendersi conto di come il mondo sia tutt’altro che è giusto, ma al tempo stesso per me è importante rimanere con i piedi per terra”.

Questo genere di scelte avevano fatto bisbigliare perfino qualcuno, che aveva ventilato l’ipotesi che ormai “jungleman12” fosse poco meno che in disgrazia, ma giusto recentemente anche Shannon Shorr ha fatto una scelta simile, in un viaggio che lo vedrà trattenersi in Europa fino a novembre: “Ho passato lo scorso week-end in un ostello di Milano, era la prima volta per me ed ho avuto modo di conoscere un sacco di persone nuove, una priorità per me in questo momento. Adesso mi trovo a Lugano e quindi mi sposterò in treno in Germania, dove a meno che non voglia giocare a poker online e avere una connessione stabile certamente sceglierò di nuovo un ostello anziché una camera d’albergo”.

Bonus poker online
Scopri tutti i bonus di benvenuto

Anche nel suo caso stiamo parlando di un torneista che ha vinto milioni di dollari e che certo volendo non ha alcun bisogno di economizzare, ma evidentemente potersi concedere dei lussi non significa doverlo fare necessariamente in ogni occasione, visto che la consapevolezza di poterli raggiungere in qualsiasi momento a volte è sufficiente.

Così, una sistemazione che solitamente è associata tanto all’adolescenza che alle ristrettezze economiche viene riscoperta con uno spirito completamente diverso, una scelta certamente discutibile (quale in fondo non lo è?) ma dettata per una volta non tanto dalla necessità quanto da una precisa filosofia.

Il povero è quindi diventato il nuovo ricco, almeno nel poker? Non proprio. Si tratta di eccezioni, forse destinate a rimanere tali, ma sicuramente apprezzabili: sapersi distinguere fra giovani milionari non è mai stato tanto economico.