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Il poker approda alla facoltà di legge di Harvard!

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13/11/2011 08:43

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Il professor Charles NessonStrano ma vero: mentre negli Stati Uniti il poker online continua ad essere illegale, il Texas Hold’em approda in una delle facoltà più prestigiose del Paese, quella di Harvard, introdotto dal professor Charles Nesson, che insegna presso la facoltà di legge.

Qui si sono laureati campioni come Andy Bloch, e qui studenti che pagano una salatissima parcella di circa 35.000 dollari l’anno non esitano a ritrovarsi tutti seduti attorno a un tavolo con carte e fiches, animati da un unico scopo: toccare con mano le analogie che esistono fra il gioco del poker e la professione di avvocati.

Spiega infatti Brian Koch, uno degli studenti che sta prendendo parte al corso: “Anche nell’avvocatura è necessario entrare nella mente dell’altro, cercando di capire che cosa il tuo avversario voglia ottenere, e questo in fondo è esattamente quel che succede anche nel poker”.

Sulla stessa linea il professor Nesson, che ritiene come l’assunzione di rischi basata su informazioni limitate piuttosto che la capacità di mostrare forza da una posizione di debolezza siano abilità essenziali sia per chi giochi a poker che per chi pratichi legge.

“Credo sia giunto il tempo per il poker di liberarsi dalla pessima reputazione che nasce fin dalle sue origini come gioco d’azzardo – spiega, non senza ironia – se pensiamo all’epilogo del Main Event WSOP sembrava quasi un posto incredibilmente noioso, senza fumo né alcool o linguaggio inopportuno”.

Non è la prima volta che il mondo accademico d’elite a stelle e strisce si accorge delle potenzialità del poker. E’ probabile che la visione progressista di un professore di Harvard possa discostarsi in modo anche sensibile da quella del sentire comune medio, ma al di là di queste divergenze di opinioni è abbastanza evidente che uno sdoganamento simile, per quanto circoscritto, non possa che essere accolto con favore da chi vede nel poker un gioco d’abilità prevalente.

 

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