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Joe Hachem: “In Australia c’è una sola partita high stakes e dipende tutta da un unico giocatore”

In tutta l'Australia c'è una sola vera partita high stakes e dipende dalla presenza di un solo giocatore. Ne ha parlato il campione del mondo 2005 Joe Hachem

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05/09/2018 17:00

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Nel poker live high stakes gli equilibri sono molto delicati. Come abbiamo avuto modo di raccontarvi in più occasioni, le partite più alte sono spesso improvvisate e non propriamente pubbliche: possono giocare solo i pochi pro in buoni rapporti con il poker manager e l’action ha inizio solo quando al tavolo arriva una whale, ovvero un facoltoso giocatore amatoriale.

Con questa premessa, essere un pro degli high stakes live non è assolutamente facile. Non tanto perché il livello medio sia alto (spesso una partita al NL 100.000 live è più facile di una partita al NL 1.000 online) ma perché a livello mentale diventa logorante dover aspettare per ore e ore l’arrivo del fish, con la consapevolezza che potrebbe anche non presentarsi.

Joe Hachem, di nuovo in lotta per un braccialetto WSOP

Questa situazione riguarda ben pochi giocatori a dir la verità, ma tra questi c’è anche il campione del mondo del 2005 Joe Hachem. L’australiano, che all’epoca era un semi-pro visto che aveva iniziato a giocare seriamente solo durante il viaggio di nozze di quell’anno, proprio a Las Vegas, vinse il Main Event per 7.5 milioni di dollari.

Da allora, Joe ha continuato a giocare i tornei live, ma senza grande frequenza. Da qualche anno, poi, si è allontanato nettamente dai grandi eventi per dedicarsi invece al cash game high stakes live. Non a Las Vegas, né a Macao o in California, ma nella “sua” Melbourne. Dove l’action c’è ma è saltuaria e dipende esclusivamente da un unico giocatore.

L’unica vera partita high stakes in Australia dipende da un solo giocatore

Alla domanda di Joe Ingram su cosa faccia al giorno d’oggi, Joe Hachem ha risposto così: “Gioco soprattutto il PLO cash game high stakes“. Considerando che Ingram è noto per essere un fanatico della variante a quattro carte, non poteva mancare una richiesta di ulteriori dettagli su questa partita.

“Negli ultimi sei o sette anni abbiamo avuto la fortuna di avere una partita molto alta qui in Australia. Una gran bella partita“, ha detto Hachem cercando di non sbottonarsi troppo. “Il problema è che dipende esclusivamente da un unico giocatore e quindi la partita c’è solo quando lui è in città”.

Una circostanza davvero particolare e inedita: a Las Vegas solitamente ci sono almeno tre o quattro businessman che possono accendere l’action. Secondo quanto dice Hachem, invece, in tutta l’Australia c’è una sola grande partita high stakes e dipende dalla presenza di un solo giocatore.

“Al di fuori di questa partita non c’è alcuna action high stakes in Australia. Io e gli altri reg non possiamo fare altro che sederci al tavolo e aspettare. Credo che questa settimana tornerà, finalmente, per riaccendere l’action”.

Un tavolo per pochi: blinds fino a $2.000-$4.000-$8.000!

Di che cifre parliamo? Contrariamente a molti colleghi che non vogliono mai svelare alcun dettaglio di queste partite, Hachem va nello specifico:

“Gli stakes aumentano gradualmente. Partiamo con $1.000 sul bottone, $1.000 sullo small blind e $1.000 sul big blind. Dopo due o tre giorni passiamo al $1.000-$2.000-$4.000. A volte saliamo ulteriormente, che non è una cosa molto intelligente, e arriviamo al $2.000-$4.000-$8.000. Dipende da quanto Mister X sia eccitato e abbia voglia di giocare”.

Come detto, tutto dipende da questo misterioso poker player, presumibilmente un businessman. Quando lui non è in città, non c’è verso di trovare una partita high stakes non solo a Melbourne, ma in tutta l’Australia.

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La “dura” vita di Joe Hachem: dal NL 100.000 al NL 1.000

“Purtroppo quando lui se ne va non c’è praticamente nient’altro di high stakes. Lo dico ridendo ma è la verità: quando non è in città io gioco al $5-$10. Gioco lì per tenermi in allenamento, per fare qualcosa, perché in realtà i limiti a cui vorrei giocare non esistono in Australia. E non mi chiedere come faccia a passare dal $1.000-$1.000-$1.000 al $5-$10 senza perdere le motivazioni, perché in realtà le perdo eccome. Al $5-$10 perdo un sacco di stack. È molto dura trovare la concentrazione quando scendi così tanto”.

Da un giorno all’altro, quindi, Joe Hachem passa da una partita con blinds di $1.000 a una nella quale il buy-in è di $1.000. Una transizione difficile a livello mentale, che pochi riescono a fare con successo. Joe conosce solo un pro con questa dote.

“Conosco solo un giocatore che è capace di passare dagli high stakes ai low stakes senza alcun problema è Jeff Lisandro. È una leggenda: può giocare il $4.000-$8.000 e dopo sedersi al $2-$5 senza cambiare di una virgola il suo gioco. Non so come faccia ma complimenti a lui”.

“In Australia si scommette forte sui cavalli, non si gioca a poker”

Infine, il campione del mondo del 2005 parla di come la sua situazione di poker pro sarebbe differente se vivesse in America invece di restare nella sua Australia.

“Uno con il mio profilo potrebbe giocare gli home games più ricchi ogni settimana in California, ma in Australia chi ha i soldi gioca a poker solo ai limiti bassi. Anche se sono molto ricchi, vanno al casinò per giocare il torneo da $100. È una questione culturale: in Australia la grande spesa nel gambling non è sul poker ma sulle corse dei cavalli. Se in America c’è l’imprenditore che si siede al tavolo high stakes del casinò nel weekend, qui i colletti bianchi vanno a giocarsi $50.000 a weekend alle corse dei cavalli.  Non è nella nostra cultura gamblare forte sul poker, ma sui cavalli”.

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