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La storia del Lupo del poker online: tra jet privati ed escort…

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Vi riproponiamo una storia incredibile che ha suscitato clamore nel mondo del poker online statunitense e non solo…

Possedere 80 milioni di dollari a soli 25 anni e sperperare tutto in cocaina, escort, fuoriserie, jet privati e yacht, prima di pagare il conto finale con l’FBI e non solo. E’ questa l’incredibile storia di Daniel Tzvetkoff, l’uomo ombra del poker online statunitense pre black friday.

La sua vita sarà raccontata in un libro e a Hollywood, c’è chi si è già assicurato i diritti cinematografici per un nuovo film, sulla falsariga del “Lupo di Wall Street” di Martin Scorsese.

La legge federale UIGEA è stata la sua “fortuna”, come il proibizionismo lo è stato per i boss che – negli anni ’30 – controllavano il mercato clandestino degli alcolici. Daniel gestiva l’elaborazione dei pagamenti per le principali rooms “americane” (Full Tilt, PokerStars, UB.com e Absolute Poker).

Come ogni giovane multimilionario, Daniel aveva i suoi giocattoli: un jet privato, uno yacht da 7,8 milioni di dolari, una Lamborghini (700.000$) e una “villetta” (valore stimato: 28 milioni).

Lo scrittore James Leighton racconta questa vita al limite nel suo libro ‘Alligator Blood‘ ed emergono particolari degni di nota: Daniel Tzvetkoff aveva creato una rete di siti internet fake per coprire l’attività di Stars e Full Tilt (così sostiene il DoJ), mettendo in atto un vero e proprio ring per il riciclaggio su scala internazionale, con una serie di frodi incredibile, sui due lati del Pacifico, operate dall’australiano.

Si può dire che sia stato l’uomo che ha distrutto il poker online negli States e senza la sua collaborazione con l’FBI, molto probabilmente non ci sarebbe mai stato il black friday.

Con la mafia che gli soffiava sul collo, la minaccia del carcere incombente, alla fine ha accettato nel 2010 il programma di protezione dei testimoni del FBI, vivendo per un certo periodo ad Harlem, a New York. Le sue accuse hanno messo in ginocchio le tre più importanti rooms mondiali nel 2011.

Ne ha fatta di strada il ragazzo nato ad Ipswich in Australia, nipote di emigranti bulgari. Daniel era cresciuto in un quartiere borghese di Camp Hill, a Brisbane ed ha sempre avuto una predisposizione per l’informatica. A 13 anni lavorava già come web design. Tre anni dopo sviluppava per il New York Times online una serie di cartoni animati.

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Il lusso della sfarzosa villa di Daniel Tzvetkoff

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Nel 2000 ha deciso di lasciare gli studi, dopo aver creato un software per l’elaborazione dei pagamenti online in modo sicuro. Una mente geniale.

Nel 2004 Tzvetkoff conosce l’avvocato Sam Sciacca con il quale costituisce una società per la gestione dei pagamenti online, con una rete incredibile di clienti: da aziende farmaceutiche, ad agenzie web di viaggi, a siti web di musica e porno.

Con l’entrata in vigore dell’UIGEA (2006), alla fiera della tecnologia di New York, Tzvetkoff attira l’attenzione dei guru del poker online e da quel momento inizia la sua vita da nababbo, ma solo per pochi anni.

La sua compagnia, Intabill, diventa il punto di riferimento per l’industria dell’e-gaming, lavorando per PokerStars, Full Tilt Poker e Absolute. Nel giro di poco, Tzvetkoff diventa ricchissimo: nel 2007 guadagna in soli 12 mesi, la bellezza di 20 milioni, con una crescita del fatturato della sua società del 20%. Ma siamo solo all’inizio perché arriverà ad incassare anche 3 milioni a settimana.

E iniziano anche le spese folli: acquista un condominio sulla Gold Cost per 2,5 milioni, una villa sulla spiaggia in Australia del valore di 28 milioni a Mermaid Beach. Possiede anche diverse fuoriserie da corsa e nel 2008 entra nella classifica dei giovani più ricchi del pianeta con un patrimonio stimato in 80 milioni di dollari, attirando l’attenzione delle autorità sia in Australia che negli USA.

Il poker online negli States, era in una zona grigia: le rooms ritenevano che il poker fosse un gioco d’abilità e non rientrasse nell’ambito di applicazione dell’UIGEA (legge che impediva i pagamenti per i siti di gioco d’azzardo).

Invece di mantenere il basso profilo, però Tzvetkoff si dedicava allo “shopping compulsivo“. Decide di aprire anche un night club a Brisbane e la sua villa sembrava sempre più la reggia di Versailles.

La storia del lupo del poker online – fine prima parte – continua

Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo. Editor in Chief.