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Libratus, il bot stupisce Dong Kim: “Ha trasformato la sua mano in bluff, è davvero forte”

Continua la sfida ‘Brains vs Artificial Intelligence’ tra Libratus e un team formato da quattro professionisti di poker in carne ed ossa. Il bot ha perso qualcosa dopo un inizio sfolgorante, ma si sta dimostrando molto forte: addirittura è in grado di bluffare e di riconoscere i tentativi di bluff.

Scritto da
18/01/2017 10:30

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Qualche giorno fa vi abbiamo parlato dell’inizio della sfida tra Libratus, la versione potenziata di Claudicus, e una squadra composta da quattro professional poker player. Quando siamo a 27.940 mani giocate sulle 120.000 previste, Libratus è sempre in vantaggio, anche se i giocatori in carne ed ossa hanno recuperato terreno.

L’intelligenza artificiale rimane avanti di $50.513 e si sta dimostrando un osso particolarmente duro. A quanto pare, il bot sarebbe anche molto più bravo a bluffare e stanare i bluff, rispetto alla sua versione precedente. Parola di Dong Kim.

Libratus vs Dong Kim

Dong Kim alle prese con Libratus

Libratus vs pro player, la situazione attuale

Prima della sessione in cui Dong Kim ha permesso al suo team di accorciare le distanze, Libratus si trovava in vantaggio di $160.000. Le chip non hanno valore reale, ma se dovessero vincere i professionisti, si spartirebbero $200.000.

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Attualmente, lo stesso Dong Kim è l’unico giocatore ad aver inflitto al bot un saldo negativo ($33.297): l’intelligenza artificiale, infatti, è avanti di $17.811 su Jimmi Chou, di $11.190 su Jason Les e addirittura di $54.809 su Daniel McAulay.

“Bluffa e sa riconoscere i bluff”

Ormai abbiamo capito che Libratus ci sa fare davvero, più di Claudicus. Ma forse il bot ha stupito al di là di ogni più rosea aspettativa, visto che è riuscito a lasciare con la bocca aperta persino Dong Kim, che lo ha definito “più bravo (della versione precedente, ndr) sia a bluffare sia a evitare di essere bluffato”.

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Kim ha raccontato a CardPlayer.com una mano molto interessante. Da bottone, il giocatore ha rilanciato a 274 sui bui 50/100, trovando il call di Libratus e un flop 6 5 4 . Qui, il bot ha deciso di prendere l’iniziativa puntando 274 chip, chiamate da Kim.

Al turn, un 8 , il bot ha puntato nuovamente 274 chip: stavolta però Kim ha rilanciato circa due volte la dimensione del pot, fino a 3.151 gettoni. Libratus ha fatto call ed entrambi i giocatori hanno visto un 9 cadere al river, per un board ricco di possibilità di scala o di colore.

Il tentativo di Libratus non va

Qui, il bot ha puntato quasi 15.000 chip, praticamente il doppio del pot. Una mossa che ha messo in netta difficoltà Dong Kim, tanto da mandarlo in the tank. Alla fine, il pro player ha fatto call con 9 7 , per una scala al nove. Libratus ha mostrato 8 8 , per un set trasformato in bluff al river.

“Io avevo il 7 , ha dichiarato Kim, “che è la miglior carta da avere dopo un colore. Ho rilanciato due volte il piatto al turn, quindi Libratus doveva avere una mano con tantissima equity, tipo una coppia più un progetto di colore, o il progetto di colore nut e così via”.

L’overbet di Libratus al river ha rappresentato davvero un problema per Kim: “Non ero contento, però nel suo range c’erano diversi bluff”.

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