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Maria Ho story: “da ragazza facevo lavori umili al Tony’s Roma, ora…”

La storia di Maria Ho: la player di Taiwan svela di aver lavorato nella nota catena di ristoranti, prestandosi ad ogni tipo di mansione. La sua storia.

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26/04/2018 15:30

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Maria Ho rappresenta senza dubbio il sogno americano, uno stereotipo che si ripropone con frequenza nel poker, soprattutto negli Stati Uniti. Proprio in questi giorni, la player  ha svelato alcuni particolari inediti e molto privati della sua vita.

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Maria Ho alle WSOP

Già sapevamo che da bambina si trasferì in California con la famiglia (genitori e nonni) da Taiwan. L’impatto con la realtà occidentale fu traumatico soprattutto per la madre che rifiutava un’altra cultura ed altre tradizioni. Tutto ciò influì anche su Maria che da adolescente aveva un carattere “ribelle”. Alle scuole medie iniziò a frequentare cattive compagnie. Così la famiglia la mandò in un collegio di suore: Maria riuscì a mettere la testa a posto e diplomarsi in maniera brillante.

L’impiego da Tony’s Roma

La conquista dell’Università non fu così semplice: proprio in quel periodo, durante l’high school, Maria Ho fece di tutto per mantenere gli studi. E questo aspetto è del tutto inedito. Maria ha sempre cercato di proteggere la sua vita privata ma in questi giorni, la giocatrice “asiatica”, ad Amsterdam, ha svelato alcune curiosità sulla sua adolescenza.

Maria è sbarcata nel Vecchio Continente per un tour europeo: ha iniziato con il WPT Amsterdam ed ora è a Montecarlo per giocare l’European Poker Tour. L’abbiamo vista subito protagonista nel day 1 dell’high roller da €10.000 nel Principato.

In Olanda però Maria ha rilasciato un’intervista al World Poker Tour ed ha rievocato da dove è partita: “quando ero all’high school ho fatto diverse cose”. Maria svela che fu disposta anche ai lavori più umili (pulire i bagni), nella nota catena steakhouse Tony’s Roma. Maria è partita proprio dal basso e proprio per questo va ammirata per la sua determinazione ed umiltà nell’affrontare le cose.

All’Università sboccia l’amore per il poker

Proprio all’Università di Los Angeles Maria conosce il poker: ai tavoli emerge tutto il suo talento grazie anche agli studi di psicologia. La ragazza è sveglia e riesce a partecipare agli home games universitari grazie ad uno stratagemma: “La prima volta mi presentai con una cassa di birre, perché non esiste studente universitario che faccia serata e rifiuti una birra”. 

E poi le WSOP…

Laureata in psicologia, prima della specialistica Maria si prende un anno di pausa e vola a Las Vegas: da qui inizia il suo sogno americano. Siamo nel 2007 e la player asiatica partecipa alle WSOP, in particolare si mette in evidenza nel torneo per eccellenza: il Main Event dove arriva 38esima (prima donna) su oltre 6.300 iscritti.

 

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Da quel momento Maria diventa uno dei personaggi simbolo del poker americano e mondiale. L’amicizia con Daniel Negreanu ed altri pro di Las Vegas e la televisione che certifica la sua fama nel momento del boom del poker negli States e nel Mondo.

L’intelligenza, la serietà e un’immagine sempre positiva le hanno consentito di confermarsi negli ultimi 10 anni, nonostante il black friday e le varie ere del poker.

Continua ad essere una delle donne più cercate dagli sponsor: dopo il Battle of Malta, è entrata a far parte come testimonial del “WPT King of the Club”: fa la hostess affiancata da Jeff Gross. La ragazza di strada ne ha fatta parecchia, se solo pensiamo che ora gioca eventi da €10.000 con regolarità. I meriti di Maria non finiscono qui: è riuscita – là dove sono cadute molte stelle – a rimanere sulla breccia in più di un decennio. Vi sembra poco?

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