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Matt Affleck, l’uomo delle eliminazioni a un passo dal final table

Matt Affleck vinse il suo primo torneo dal vivo in concomitanza con il primo ITM. Era il 2008 e l’allora 21enne si imponeva in un piccolo evento da 215$ di buy-in dello Spring Poker Round di Pendleton per un premio di 10.524$. Si trattava di un circuito minore e la prima moneta non era una cifra in grado di cambiare la sua vita, ma a 21 anni era senza ombra di dubbio un ottimo incentivo per inseguire il sogno di diventare professionista del poker. Come ben sappiamo, Matt ci sarebbe riuscito.

Dopo la prima vittoria si presentò senza paura all’EPT di Deauville dove chiuse da runner-up in un side event per 48.930$. Pochi mesi dopo alzò ulteriormente il tiro, incassando 124.306$ grazie alla 3° posizione ottenuta in un torneo di Los Angeles. Un anno dopo il primo piazzamento a premio della sua carriera dal vivo, era pronto a partecipare alle sue prime World Series Of Poker.

Alle WSOP 2009 ottenne un 22° posto in un evento di Seven Card Razz e soprattutto una 80° posizione nel Main Event. Portò a casa 69.979$ grazie a quel piazzamento, ma rimase anche amareggiato per essere arrivato così lontano senza riuscire a centrare il final table più prestigioso al mondo. Non sapeva che un anno dopo avrebbe subito un vero e proprio trauma in quello stesso torneo, subendo un’eliminazione che verrà ricordata per sempre da tutti gli appassionati di poker.

matt-affleck-2010

Noi italiani pensiamo subito a Filippo Candio quando sentiamo nominare il Main Event 2010, visto che il player sardo fu il primo azzurro di sempre a qualificarsi al tavolo finale di questo torneo. A parte il nostro connazionale, comunque, le fasi finali di quel Main Event furono memorabili per l’aggressività di Joseph Cheong, il carisma di Michael Mizrachi e, ovviamente, per la bad beat del secolo che vide coinvolti Matt Affleck e Jonathan Duhamel. Chi seguiva il poker all’epoca, la ricorda vividamente ancora oggi, come si ricorda il rigore decisivo sbagliato da un calciatore in una finale di Champions League o di un Mondiale.

Lo scontro si verificò a 15 left tra i due big stak del torneo. Duhamel spillò j j dal cutoff e decise di rilanciare a 575.000; Affleck scelse la 3-bet a 1.550.000 con a a e si limitò al call sulla 4-bet da 3.925.000 del canadese. Già sul flop c’erano in mezzo quasi dieci milioni di chips, più di quanti ne avessero gli ultimi giocatori nel chipcount. Sulle prime tre carte 10 9 7 Duhamel fece check-call di fronte alla c-bet dell’avversario di 8.45 milioni. Sul turn q la scena si ripetè, questa volta con l’all-in di Affleck per 11 milioni. Duhamel sembrò pentirsi subito dopo il call, soprattutto dopo essersi visto girare la coppia di Assi.

Il canadese già pensava a come avrebbe dovuto gestire lo short stack di appena 8 milioni quando il dealer girò un 8 al river, che gli consegnò un monster pot. Affleck, che fino a pochi secondi prima di scoprire l’ultima carta stava sorridendo, sbarrò gli occhi, rimase impietrito per un momento e poi si accasciò sul tavolo, privato di ogni forza e avvolto dall’oscurità di un dispiacere che sarebbe durato per anni. Oltre alla bad beat, passò alla storia anche la reazione del giovane professionista, che si allontanò immediatamente piangendo. Mentre percorreva i corridoi del Rio Casino torturava con le mani il cappellino e lanciava la bottiglietta di acqua contro il muro. Più che tilt, la sua era amarezza totale.

Nonostante questo durissimo colpo, Matt Affleck è riuscito a realizzare il sogno di diventare un professionista. In carriera ha vinto 1.9 milioni di dollari dal vivo e 1.5 milioni di dollari online. Solo grazie alla 15° posizione in quel Main Event portò a casa mezzo milione di dollari. Ciò che fa impressione della sua vicenda (e stimola un’immediata empatia nei suoi confronti) è il fatto che occasioni come quella – ritrovarsi in top 3 al Main Event WSOP a 15 left – non capitano più. E il rovescio della medaglia non esiste: per quanto sia improbabile per Matt di arrivare nuovamente ai final two tables del Main Event, la prospettiva di venire eliminato nuovamente in maniera così brutale è reale. Lo sa bene lui, che proprio stanotte ha rivisto nuovamente i fantasmi del 2010.

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Partiamo subito dal presupposto che in questo caso non ci sono di mezzo bad beat. Le analogie esistono dal punto di vista del momento del torneo in cui è stato eliminato, dal field e dal payout: siamo al Monster Stack da 1.500$ di buy-in e 6.927 iscritti, il montepremi è pari a 9.3 milioni di dollari e i giocatori rimanenti sono 10. Matt è short e dallo small blind deve provare a rubare big blind e ante. Così, dopo il fold generale, va all-in per 2 milioni (circa 10 big blind) con 6 5 . Sul grande buio Andrew Moreno non ci pensa un secondo e chiama con a 5 . Il board è k 3 2 j k e Matt Affleck viene ancora una volta eliminato a un passo da un final table milionario, ancora una volta dopo essersi messo alle spalle migliaia di avversari.

Matt Affleck oggi
Matt Affleck oggi

In questo caso non si può parlare di scoppi o ingiustizie, ma è innegabile che per Affleck sia ormai una tremenda ricorrenza quella di trovare l’eliminazione nei pressi della bolla del final table. Oltre alla 15° posizione del Main Event 2010 e la 10° di questa notte, non si contano i piazzamenti che ha collezionato tra la 10° e la 20° posizione, ovvero proprio nei momenti in cui un torneista professionista non vorrebbe mai fermarsi.

Il più eclatante in termini monetari è certamente quello dell’High Roller da 25.000$ della PCA del 2011. In quel caso chiuse 12° per 92.490$ con la prima moneta fissata in un milione di dollari. Anche nel 2010, pochi mesi dopo il Main Event si piazzò nel giro di pochi giorni 22° nel WPT Championship da 10.000$ di buy-in e 13° nel NAPT di Los Angeles.

In compenso, però, Matt Affleck ha vinto oltre 2 milioni di dollari in carriera e ha centrato 69 ITM e 6 vittorie dal vivo. Al giorno d’oggi resta uno dei professionisti più stimati del poker live, un motivo di orgoglio per tutti ma soprattutto per lui: quanti sarebbero riusciti a non perdere la testa dopo quel tremendo scoppio contro Duhamel e a riuscire a rimettersi a giocare al 100% fin dal giorno successivo? Matt ci è riuscito e anche per questo motivo quando è stato eliminato in 10° posizione dal Monster Stack non ha battuto ciglio. Ormai lo ha capito: anche questo è il poker. E con questa consapevolezza non c’è bad beat che lo possa fermare.

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