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Matt Matros: “è tutto iniziato con un satellite, vi racconto il mio inizio di carriera”

Nel 2004, un semisconosciuto Matt Matros balzò agli onori della cronaca chiudendo al 3° posto il WPT Championship da $25.000 di buy-in… spendendo $100. All’epoca, il professional poker player americano stava per pubblicare il suo libro, “The Making of a Poker Player”.

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17/01/2020 07:00

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Di solito, i giocatori di poker scrivono un libro dopo essersi affermati, ma Matt Matros ha curiosamente fatto il percorso opposto. Anzi, da un certo punto di vista si può dire che il successo per il pokerista di Brooklyn sia arrivato prima tra gli scaffali che al tavolo verde.

Nel 2004, infatti, il pro americano vendeva i diritti di pubblicazione del suo “The Making of a Poker Player” quando ancora all’attivo non aveva alcun risultato degno di nota. Ma tutto cambiò a poche settimane dall’arrivo del suo volume nelle librerie statunitensi…

 

Matt Matros

Matt Matros

 

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Galeotto fu il WPT Championship

Intervistato da Paul Seaton per CalvinAyre.com, Matros ha ricordato come abbia scritto il libro “quasi completamente prima ancora che potessi essere considerato un poker player. Ero uno scrittore e per prima cosa volevo trovare un progetto. Da poco avevo fatto del poker un passatempo preso seriamente. Volevo scrivere la storia di come stessi imparando le competenze di base.

Ma come sa bene chi ha pubblicato almeno un libro in vita propria, tra la scrittura e la pubblicazione occorre attraversare un complesso percorso, anche burocratico. Un percorso che, nel caso di Matt Matros, per uno strano scherzo del destino è proseguito in parallelo con la sua “carriera alternativa”.

“L’idea era quella di far uscire il libro senza che qualcuno mi conoscesse. Ma nel periodo tra quando ho venduto i diritti di pubblicazione e la fine della stesura, ho avuto quella run al WPT Championship al Bellagio e le aspettative sono cambiate. Così ho dovuto scrivere un capitolo in più”.

Il paradosso Matt Matros

In quell’occasione, Matt Matros fu battuto soltanto ad Martin De Knijff e Hasan Habib, per un 3° posto su 343 giocatori che gli valse $706.903 e la prima luce dei riflettori.

La cosa straordinaria fu che per partecipare a quell’evento da $25.000 di buy-in, Matros ne pagò… appena $100. Questo perché vinse un torneo satellite giocando da casa, con in palio un super-satellite da $2.500 e un volo per Vegas.

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“$25.000 non li avevo neppure in banca, perciò non avrei mai potuto partecipare altrimenti, e non ero neppure lontanamente famoso per avere qualche backer. Il mio piano era quello di volare a Vegas, giocare il satellite, probabilmente non ottenere l’ingresso al torneo, divertirmi e tornare a casa.

Ovviamente non andò così.

Il libro di Matros uscì proprio quando Matt divenne popolare, scatenando una sorta di paradosso: “Fu strano, perché ero uno scrittore che scriveva un ‘libro di poker da scrittore’, ma la gente che lo leggeva si aspettava di imparare come diventare giocatori esperti. Peccato che l’idea del libro non fosse mai stata quella”.

Dalla matematica alla scrittura

Tornando a quell’improvviso e imprevedibile risultato, Matt Matros non fatica ad ammettere che quel denaro mi ha dato alla testa. Erano più soldi di quanti avrei mai pensato di vedere. Fu una cosa surreale. Camminavo sulle nuvole mentre cercavo di continuare a giocare a poker il più possibile”.

E dire che tre quel 3° posto e la vittoria ballavano ancor più soldi, visto che De Knijff si portò a casa qualcosa come $2,7 milioni: “Oggi ci sono ancora dei grossi scalini tra premi, ma cose del genere non se ne vedono più, dove se arrivi 3° incassi un quarto rispetto al vincitore”.

A più di 15 anni da quel WPT Championship, Matt Matros ha messo insieme oltre $2,5 milioni nei tornei di poker live, conquistando anche tre braccialetti WSOP in tre edizioni consecutive (2010, 2011 e 2012).

“Ho sempre avuto un’affinità naturale con la matematica”, ha spiegato l’americano. “Il calcolo delle pot odds, la teoria. Ma capii che scrivere mi interessava molto di più, anche se dovetti lavorare molto più duramente per farcela”.

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