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Nate Silver boccia Trump: “se fosse un giocatore di poker, sarebbe il fish del tavolo”

In un interessante articolo sul suo sito "FiveThirtyEight", lo statistico e politologo Nate Silver boccia Donald Trump analizzando il suo operato sotto l'aspetto della strategia pokeristica.

Scritto da
31/01/2019 15:30

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La società di oggi è molto divisiva, tendente a creare ed alimentare opposte fazioni in ogni ambito, come se la vita fosse una infinita partita di calcio e noi tutti seduti nelle curve degli ultras. C’è tuttavia spazio per approfondimenti intelligenti e uno di questi chiama in causa proprio il poker, per parametrare le capacità strategiche di Donald Trump.

Donald Trump “visto” da Nate Silver

La matematica applicata a baseball e politica: chi è Nate Silver

L’autore del pezzo è Nate Silver, statistico e giornalista americano molto letto negli USA, dove collabora con ABC news ed è il fondatore del sito FiveThirtyEight. Curiosamente si tratta proprio del sito che aveva accreditato Trump appena di un 2% di possibilità di diventare il candidato repubblicano. Tuttavia al tempo “The Donald” era solo uno dei circa 15 candidati possibili, quindi il pronostico che oggi sembra una topica clamorosa al tempo aveva un senso. Inoltre, Silver si è costruito una solidissima reputazione per la sua capacità di applicare la matematica e la statistica prima al baseball, e poi alle elezioni politiche.

Qualche giorno fa ha pubblicato un editoriale intitolato Perché Donald Trump è come un giocatore di poker scarsissimo. Silver, che in passato ha anche giocato professionalmente a poker online, ha giustificato l’utilizzo del poker come chiave di lettura delle performance di Donald Trump con il fatto che si trovava ad Atlantic City proprio per giocare. Dunque aveva la forma mentis pokeristica, quando iniziò a pensare all’attuale Presidente USA e al modo in cui ha gestito la storia dello “shutdown”.

Nate Silver, qui alle WSOP (courtesy of Pokernews)

Trump e lo shutdown: i perché di un errore

Per quelli di voi che non lo sapessero, lo “shutdown” è una sorta di fermo amministrativo in cui viene costretto il paese, nel momenti in cui il Congresso non riesce ad approvare una legge di bilancio. In questo caso il blocco si è avuto quando Trump ha provato a forzare la mano, cercando di inserire nella legge di bilancio un finanziamento da 5 miliardi di dollari per costruire il muro al confine con il Messico. Quest’ultima era una delle promesse elettorali dell’attuale presidente ma, essendo oggi una delle due camere a maggioranza democratica, i Dem hanno massicciamente votato contro.

Seppur attualmente sospeso per qualche giorno, lo shutdown dell’era Trump è nettamente il più lungo nella storia degli Stati Uniti, con 35 giorni di sospensione. 35 giorni in cui diversi dipendenti pubblici vengono messi in congedo senza stipendio, in settori considerati non essenziali come parchi pubblici, musei, ma con pesanti restrizioni anche nella sanità e persino sulla NASA e il traffico aereo.

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Ad ogni modo, Silver accusa Trump di avere gestito malissimo diverse questioni, da quando è presidente, soprattutto quest’ultima del muro e dello shutdown.

Ecco Silver: “Lo scopo della strategia di un giocatore di poker è quello di mettere l’avversario di fronte a decisioni difficili. Quando vedete una mano di poker in TV, in cui un giocatore pensa diversi minuti se chiamare o foldare un river, in generale ciò significa che l’avversario ha giocato bene, mettendolo in una posizione scomoda e tutti i dubbi del mondo se l’altro abbia il punto o stia bluffando. In generale, i buoni giocatori giocano in modo da evitare di trovarsi loro stessi, di fronte a decisioni difficili da prendere. Per converso, i giocatori scarsi tendono a mettersi da soli in un angolo. Quindi accuseranno la sfortuna per avergli fatto perdere quella mano, ma molto spesso la verità è che ciò è una conseguenza di un errore commesso prima: quello di giocare una mano debole che invece avrebbero dovuto foldare.

 

Cosa avrebbe dovuto fare e non farà mai

In questo caso Trump aveva diverse scelte a disposizione:

  • Cedere alle pretese di Nancy Pelosi, potentissima speaker Dem della Camera che chiedeva a Trump di togliere il finanziamento del muro dalla legge di bilancio. In questo caso le conseguenze sarebbero state la delusione di una buona parte dell’elettorato di Trump e anche un colpo alla sua reputazione di buon negoziatore.
  • Scegliere il muro contro muro e mantenere lo shutdown. In questo caso le conseguenze sarebbero state molto più sanguinose, con migliaia di persone senza stipendio e attività cruciali come il traffico aereo in probabile tilt. Un caos di cui tutti non potrebbero che dare la colpa solo al presidente.
  • Chiudere un accordo con i Democratici. Tuttavia questi ultimi sono ben consapevoli della debolezza di Trump, che dallo shutdown subisce più danni di tutti i suoi avversari politici. Quindi si sarebbe dovuto trattare necessariamente di un accordo al ribasso, per il presidente, con prevedibili conseguenze sulla soddisfazione della sua base elettorale.
  • Dichiarare emergenza nazionale per poter costruire il muro. L’opzione sarebbe tutt’ora possibile, ma si tratterebbe di una forzatura enorme che lo renderebbe fortemente impopolare, oltre a creare un precedente che un futuro presidente democratico potrebbe facilmente girare a proprio favore. Per non parlare dei possibili stop costituzionali…

Secondo Nate Silver l’opzione migliore per Trump sarebbe stata la numero 1: “Anzi, sono convinto che Trump dovrebbe rinunciare del tutto al muro, invece di tirarla per le lunghe per queste altre tre settimane. Il punto è che tutte le opzioni a disposizione di Trump fanno abbastanza schifo, e sembra proprio il caso di un giocatore scarso che limpa con 7-2 offsuit e quindi si ritrova coinvolto in un grosso piatto che gli costa un sacco di soldi. Il problema di Trump è proprio questo.”

Silver in una consulenza televisiva per ABC

Trump è stato fortunato ma ha troppo ego per ammetterlo

Più avanti nell’articolo, Nate Silver trova un’altro possibile parallelismo tra le vicende di Trump e una pessima strategia di poker.

“Alcuni giocatori di poker sono bravi a leggere gli avversari, tramite il linguaggio del corpo o facendoli parlare, per vedere se rilasciano qualche tell. Quindi, una volta ottenute queste informazioni sulla relativa forza o debolezza dell’avversario in questione, prendono la loro decisione. Intendiamoci, l’abilità nel leggere gli avversari non può mai sostituirsi a una decente strategia e alle conoscenze tecniche. In questo senso il poker rimane fondamentalmente un gioco matematico. Ma ci sono qualità come quella di saper leggere gli avversari che possono essere un aiuto, soprattutto ai livelli bassi dove gli avversari è più probabile che si lascino sfuggire tell. I giocatori scarsi, invece, hanno la possibilità di avere sessioni vincenti solo nei giorni in cui scendono le loro carte.

Analogamente, Trump ha usufruito a lungo di azzardo e fortuna, è stato fortunato in diverse situazioni per arrivare a diventare presidente. In taluni casi ha mostrato anche un buon istinto, come nel caso dei suoi negoziati con alcuni leader stranieri e il modo in cui maneggia i media per sminuire i suoi avversari politici.”

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Tuttavia, come nel caso di giocatori scarsi a cui capitano periodi vincenti, anche Trump ha vinto molto spesso a dispetto delle scelte strategiche effettuate, e questo non fa altro che caricare ulteriormente il suo ego allontanandolo da una riflessione o un ravvedimento. “Trump non ha alcun talento nello scegliere quali battaglie cavalcare e sembra anche non consapevole sia dell’impopolarità che deriva da esse, sia delle conseguenze di tale impopolarità sulla stessa presidenza. Sebbene a volte sembri in grado di riconoscere quando si è messo da solo in una brutta situazione, non si avvicina neanche ad ammettere quanto spesso sono state le sue stesse decisioni a causargli guai. La presidenza è un gioco molto lung e richiede qualità ben superiori, rispetto a quelle di fare l’immobiliarista o il conduttore di un reality.” 

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