GIOCARE PUÒ CAUSARE DIPENDENZA PATOLOGICA IL GIOCO È VIETATO AI MINORI DI 18 ANNI

Informati sulle probabilità di vincita e sul regolamento di gioco
sul sito www.aams.gov.it

Curiosità

Parla Paul Jackson, l’anti-Ivey: “Prima del controbluff, Phil mi guardò fisso per 7 minuti!”

Scritto da
18/06/2017 16:46

3.425


Paul Jackson oggi

Protagonista di uno dei video più virali nella storia del poker, Paul Jackson ha la “sfortuna” di essere diventato celebre per una giocata eccellente, ma non abbastanza.

Uno spot che fa la storia

Il poker pro inglese, oggi 52enne, deve la sua fama alla celebre mano del bluff contro bluff con Phil Ivey al Montecarlo Millions del 2005. Se non ci fosse stata quella 5-bet allin di Ivey e la sua 4-bet in bluff sul flop avesse avuto successo, forse sarebbe cambiata la carriera di Phil Ivey e anche la sua. Ma è anche vero che probabilmente, senza l’americano divenuto un “dio del poker”, quella giocata sarebbe passata forse inosservata.

Lui è comunque abbastanza simile al suo alter ego. Paul Jackson è infatti uno che ha sempre preferito i soldi alla gloria, la discreta penombra alle luci della ribalta, il basso profilo alle interviste. Tuttavia, qualche eccezione c’è stata, ed è per quello che oggi siamo in grado di descrivervi un personaggio tutt’altro che banale.

“Phil mi guardò fisso per 7 lunghi minuti…”

Già tempo fa, Jackson aveva svelato un particolare di quella famosissima mano: “Prima della 5-bet allin sul flop, Phil mi fissò per sette lunghi minuti.” Però tutto questo nel video non si vede, tagliato in fase di montaggio per ovvie e comprensibili esigenze televisive.

A posteriori, potere apprezzare lo sguardo fisso della poker face per eccellenza sarebbe stato uno spettacolo nello spettacolo. A posteriori, Jackson ebbe a dire che in quell’occasione la mano fu giocata bene da entrambi, ma “Io giocai meglio di Ivey. Avrebbe dovuto foldare”.

Un gambler partito da un… Brag

La vita di Paul Jackson non si è comunque fermata dopo quel celeberrimo spot, ed era anche partita molti anni prima. Il britannico aveva iniziato la sua vita di gambler professionista come giocatore di “Brag“. Si tratta di un gioco praticato in Gran Bretagna fin dal XVI secolo, considerato a tutti gli effetti come un antesignano del poker. Quindi Paul fu un professionista di blackjack, prima di gettarsi sul poker circa a metà degli anni ’80.

Oggi Jackson rivive la sua carriera in un’intervista con Lee Davy per CalvinAyre.com, in cui confessa di giocare sia online che live, ma solo quando ne ha voglia e sente “fame”. “Gioco online su Partypoker, principalmente cash game PLO o PLO8, a livelli dall’1$/2$ al 5$/10$.” Inutile dire che Jackson gioca senza aiuto di software.

Il suo terreno di caccia preferito rimane comunque il live, e la sua “base” prediletta è il Dusk Til’ Dawn di Nottingham. “Ci sono ottimi garantiti con frequenti overlay, ma soprattutto belle partite PLO e dealer’s choice 1£/2£ al 5£/10£”.

Heads up tra padre e figlio: Paul e Ben Jackson (courtesy of Bluff Europe)

Paul & Ben, father and son

Al Dusk Til’ Dawn è di casa anche Ben Jackson, che di Paul è figlio e ne ha anche imitato le orme. Proprio a Nottingham il piccolo Jackson è andato di recente vicino a un colpaccio della vita, giungendo 13° nel Party Poker Millions vinto da Maria Lampropoulos.

Paul non era inizialmente troppo entusiasta di vedere il figlio ricalcare le sue orme: Non l’ho mai incoraggiato, ma ho sempre risposto al meglio a tutte le tante domande che mi faceva”, ha rivelato Jackson in una intervista di qualche anno fa a Bluff Europe. Anche la madre era un po’ preoccupata, ma quando ha visto che l’approccio era quello giusto e i risultati iniziavano ad arrivare, è stata la sua prima tifosa. “Oggi è bello vedere mio figlio nel circuito, come me”, chiude Jackson.

Il confronto fra padre e figlio è anche un po’ quello classico del poker, tra old school e online kids. Paul Jackson ne è consapevole e infatti, si dice convinto che “se giocassimo 100 tornei con gli stessi 99 avversari, io farei sicuramente più itm ma lui centrerebbe qualche vittoria in più”.

Paul Jackson, l’anti-personaggio: “giochiamo per vincere i soldi, ma…”

Il personaggio Paul Jackson è in realtà un anti-personaggio, e forse non è neanche il tipico giocatore di poker che in genere al tavolo non guarda in faccia a nessuno. “Lo so, è il mio più grande difetto come poker player, anche se sicuramente non lo è come persona. Se al tavolo c’è qualcuno che apprezzo, o mi piace o mi sta simpatico, mi risulta difficile togliergli soldi. Se invece ho davanti qualcuno che detesto, o è maleducato o cattivo, ci godo il doppio…”

Un atteggiamento singolare, per un uomo che si guadagna da vivere giocando a carte da più di 30 anni. Un atteggiamento che a volte lo ha portato a invitare un avversario debole, ma che magari rischiava di perdere soldi che non si poteva permettere, a lasciare il tavolo. “Effettivamente noi giochiamo per vincere i soldi, ma nella vita ci sono cose ben più importanti del denaro”.

Tu cosa ne pensi? Lascia il tuo commento