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Curiosità

Se fossi Phil Laak, chiameresti questo all-in solo per splittare?

Phil Laak si è ritrovato in una situazione molto particolare: scala colore sul board e il suo avversario che va all-in. È giusto chiamare o foldare?

Scritto da
01/12/2018 10:59

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Una delle situazioni più ostiche al tavolo da poker si presenta quando un punto già fatto si trova sul board. Ad esempio, se il board è 3 8 k q 5 tutti i giocatori coinvolti hanno già un colore. Celebre, in questo senso, la mano che consegnò la vittoria del Main Event WSOP del 1998 a Scotty Nguyen: sul board 8 9 9 8 8 Scotty andò all-in e disse al suo ultimo avversario “se chiami questa è finita, baby!“. Il suo avversario Kevin McBride si prese un po’ di tempo e poi decise di chiamare e “giocare il board” (non aveva nulla in mano), ovvero sperare al massimo di splitare. Nguyen aveva invece J-9 per un fullhouse superiore a quello del board e vinse quindi il torneo per un milione di dollari.

Recentemente Phil Laak si è ritrovato in una situazione simile ma opposta: su un board che presentava una scala colore ha visto il suo avversario andare all-in. In questi casi si chiama per sperare di splittare oppure si folda? Ecco cosa ha scelto The UnaBomber.

Phil Laak

Phil Laak

Phil Laak e una scala colore sul board

La mano inizia sui blinds $25-$50 ma con lo straddle del giocatore Silverman a $100. Phil Laak apre il gioco a $325 con 7 7 e Silverman spilla la miglior mano possibile: a a , con la quale si limita a fare call.

Il flop è 9 5 7 , pertanto Laak ha il set e Silverman il progetto di colore nuts. Quest’ultimo fa check ma quando Laak punta $275 decide di rilanciare a $900. Laak ci pensa su e poi chiama. Il turn è un 8 e Silverman fa ancora check. Laak non perde tempo e punta $925 sul pot di circa $2.700. Silverman chiama immediatamente, forte del suo colore nuts.

Il river è un 6 che “apparecchia” una scala colore sul tavolo. Ora uno dei due giocatori può vincere solo se ha un  10. Silverman non si prende molto tempo prima di annunciare l’all-in per $21.000 sul pot di $4.575.

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Call o fold per splittare?

Una mega overbet per simulare proprio un 10 e mettere Phil Laak in una situazione molto scomoda: se chiama, può solo splittare o perdere.

Avrei voluto fare io questa mossa“, commenta Phil prima di lanciarsi in una serie di ragionamenti ad alta voce. Il professionista americano deve decidere se foldare o chiamare una puntata da $21.450 su un pot da $26.025. Alla fine, non senza sofferenza, Phil Laak folda la sua mano, sicuramente la mossa migliore dal punto di vista matematico. Silverman mostra un a e incassa il piatto di prepotenza. Ecco il video di questa curiosa mano:

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