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Super High Roller Bowl: Rainer Kempe

Rainer Kempe: “Il nostro segreto negli high roller? In Germania è facile vendere action per quelle cifre”

Negli ultimi anni i tornei high roller di tutto il mondo sono stati presi letteralmente d’assalto dai professionisti tedeschi. Giocatori come Tobias Reinkemeier, Philipp Gruissem, Christopher Vogelsang, Ole Schemion, Fabian Quoss e ovviamente Fedor Holz, hanno iniziato a partecipare a ogni singolo torneo da più di $10.000 di buy-in, diventando regular nel vero senso della parole. Non importa che siano in Australia, in Asia, in Europa o a Las Vegas: se c’è un high roller, c’è sempre un gruppetto di tedeschi ai tavoli.

Parliamo di professionisti che non si sono semplicemente limitati a giocare questi eventi esclusivi, ma li hanno anche vinti. Il caso più eclatante è quello di Fedor Holz, che nel 2016 sperimentò la run più irreale nella storia del poker vincendo più di 15 milioni di dollari in pochi mesi. “CrowUpGuy” non è l’unico tedesco che non può lamentarsi della propria run: tra i tanti tedeschi che stanno incassando milioni di dollari ai tavoli c’è anche Rainer Kempe, 27enne di Potsdam vincitore della prima edizione del Super High Roller Bowl.

Era l’estate del 2016, e in quell’occasione Kempe sconfisse proprio Holz. Quanto vinse? Cinque milioni di dollari. Una cifra mostruosa, ma è qua che va sottolineato un aspetto importante: questi professionisti tedeschi in grado di vincere milioni di dollari negli high roller, incassano molto meno di quanto ci si aspetterebbe.

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Rainer Kempe

Il motivo è di facile intuizione: per partecipare a tornei da $25.000, $50.000, $100.000, $250.000 e persino $300.000, vendono una percentuale altissima del proprio buy-in. Per ovvi motivi i numeri non sono noti, ma si è sentito dire più volte che gran parte dei regular tengano per sé tra il 10% e il 20% del buy-in.

Rainer Kempe: “La mentalità tedesca fa la differenza”

Nell’occasione del successo nel Super High Roller Bowl, Kempe era finanziato da Fedor Holz. Solo i diretti interessati sanno quanto portò effettivamente a casa di quei cinque milioni di dollari, ma Rainer ha spiegato in una recente intervista a Pokerlistings.com che non ha grande importanza. L’unico aspetto che interessa ai regular tedeschi degli high roller è di continuare a macinare profitto.

I reg degli high roller potrebbero non fare tutti questi soldi nella realtà, ma i tornei restano comunque molto profittevoli”, ha spiegato. “L’economia dei super high roller è molto solida. Questi eventi stanno diventando sempre più difficili, ma non credo che i profitti cambieranno più di tanto”.

 

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Kempe ha spiegato che alla base del successo tedesco negli high roller non ci sono particolari abilità tecniche. Il 27enne non crede che la Germania del poker sia necessariamente più forte di altre nazioni, ma è convinto che sia l’attitudine ad investire a fare la differenza.

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“Ci sono tanti giocatori di talento in Germania, ma l’aspetto che fa la differenza è un altro: da noi è molto più facile vendere action per i tornei con buy-in elevati. Mi sembra che gli altri paesi abbiano un numero simile di giocatori talentuosi, ma altrove non c’è la mentalità di investire su un giocatore stakandolo“.

È proprio grazie allo staking che Kempe è riuscito ad accumulare 10 milioni di dollari nei tornei dal vivo. Senza il supporto economico dei finanziatori tedeschi (tra cui il già citato Fedor Holz) non avrebbe mai potuto sedersi a certi tavoli, anche perché qualche anno fa era uno dei tanti regular dei microlimiti online.

Rainer Kempe (courtesy of Jules Pochy – PokerStarsblog)

La carriera fulminante di Rainer Kempe: dai microlimiti agli high roller

Fino a pochi anni fa ero contento di chiudere la sessione con 5 o 10 euro in cassa“, rivela. “Ma poi ho scalato i livelli e devo dire che il successo che ho avuto non mi stupisce. Non dico di meritarlo, perché so di essere stato molto fortunato. Al tempo stesso, però, sono consapevole che non è successo tutto a caso”.

Infine, Rainer Kempe è tornato sul discorso dello staking in Germania. Una pratica che ha permesso ai misteriosi investitori tedeschi di incassare milioni di dollari senza giocare una mano di poker. 

“C’è stato un mercato (di compravendita di quote, ndr) fin dall’inizio, quando gli high roller erano molto soft”, rivela Kempe. “Ci sono stati investitori che hanno comprato tanta action e hanno fatto crescere il proprio bankroll nello stesso modo in cui lo stavano facendo i giocatori. Quando l’edge si è assottigliato hanno continuato a investire e vincere”.

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