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La storia di Martin Jacobson: “facevo il cuoco su una nave militare” prima di diventare campione del mondo

Martin Jacobson nel 2014 si è laureato campione del mondo ed è stato il secondo vincitore più ricco della storia del torneo, incassando la bellezza di $10 milioni. Lo svedese ha coronato, da giovane, il sogno di ogni pokerista dopo una durissima gavetta.

L’ambasciatore di 888Poker ha raccontato in questi giorni quale fosse la sua occupazione prima di diventare un giocatore professionista di poker in una interessante intervista a Pokernews.

Martin ha raccontato che frequentava, da ragazzo, una scuola di cucina (l’equivalente del nostro istituto Alberghiero): è cresciuto in una piccola isola, Lidingö, davanti alla capitale Stoccolma. studiava per diventare uno chef a 15 anni. Per tre anni ha seguito i corsi di cucina e dalla teoria è passato alla pratica in poco tempo.

Da giovanissimo lavorava in un ristorante di Stoccolma: il suo compito ai fornelli era quello di preparare piatti a base di frutti di mare. Ne ha fatta di gavetta il ragazzo.

A 18 anni però è stato costretto a lasciare il lavoro per prestare servizio per la leva obbligatoria: “è stato un anno difficile perché dovevo anche fare il servizio militare, non ne avevo voglia ma non avevo altra scelta”.

Ogni lunedì si recava a Karlskrona e dopo 5 ore di viaggio pesante in autobus prestava servizio nella base militare come cuoco su una nave da guerra di ultima generazione. Ritornava a casa nel week end.

Per 11 mesi ha prestato servizio nella reale marina militare svedese ed era uno dei due cuochi che doveva dare da mangiare all’equipaggio formato da 40 persone. “Eravamo isolati dal mondo: non si poteva ricevere Wi-Fi, era come un sottomarino, nuovo di zecca e molto bello”.

 

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La nave da guerra sulla quale prestava servizio aveva una tecnologia Stealth (come gli aerei, invisibile ai radar) ma quando il mare era grosso (ed in Svezia non scherza) si faceva dura: “non avevamo finestre ed è stata un’esperienza strana, bastava poco per ballare e non ci sentivamo bene”. E Martin era costretto a cucinare: “metà dell’equipaggio stava male e non mangiava, l’altra metà invece voleva sedersi al tavolo”.

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Il suo collega chef si mise in malattia e così Jacosbon si è trovato da solo a dover sfamare l’equipaggio anche durante le tempeste.

In cucina però la Marina non badava a spese: “potevamo comprare tutto quello che volevamo: bistecche di renna, foie gras, tutto quello che ci veniva in mente”.

Quando finì il servizio di leva nella Marina, Martin Jacobson tornò a Stoccolma e lavorò per 18 mesi in un ristorante e si dedicò nel tempo libero al poker, in genere in un internet caffè. Vinse nel 2008 un satellite per il Main Event delle WSOP. Aveva una scelta davanti: incassare $12.000 (che per un giovane aiuto cuoco sono tanti soldi) oppure volare a Las Vegas. Alla fine la madre lo convinse a coronare il suo sogno.

Marin non aveva però mai giocato un torneo dal vivo: “le mie prime World Series sono durate solo 10 minuti: alla terza mano sono stato eliminato” ma da quel momento è iniziata una storia di successo.

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Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo. Editor in Chief.