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Curiosità · WSOP 2019

Quello che le donne non vincono: le WSOP 2019 al femminile, tra vittorie e rimpianti

Quanto hanno vinto le donne alle WSOP 2019? E quanto avrebbero potuto vincere? Ecco la run rosa (un po' sbiadito) nell'edizione del cinquantesimo.

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14/07/2019 18:10

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Le WSOP e le donne: che anno è questo 2019?

Mancano ancora alcuni verdetti, per cui le WSOP 2019 possono diventare l’edizione con il maggior numero di donne vincitrici. Se si esclude il Ladies Event vinto da Jiyoung Kim, sono due i braccialetti conquistati da donne in eventi “open”:

  • Event 71 con Susan Faber
  • Event 77 con Stephanie Tao

Nel primo caso si trattava dell’evento “Salute to warriors”, torneo a basso buy-in dedicato ai veterani dell’esercito americano. La Tao si è invece imposta in un difficile evento Limit Hold’em 6-handed da 3.000$ di buy-in.

Tra i cinque eventi attualmente in corso, in sole due occasioni è ancora possibile assistere al successo di una donna: nel 10.000$ NLHE 6-handed e nel The Closer. Negli altri abbiamo la certezza che il vincitore sarà di sesso maschile. Oltre a questi, ci sono gli ultimi tre tornei che devono ancora partire. Si tratta di un H.O.R.S.E. da 3.000$, di un evento online e di un 5.000$ No Limit H0ld’em.

L’obiettivo statisticamente ancora fattibile è quello delle tre vittorie, che eguaglierebbe l’annata 2004. Allora vinsero Cyndy Violette in uno Stud Hi/Lo da 2.000$, Annie Duke in un 1.500$ Omaha Hi/Lo e Kathy Liebert in un Limit Hold’em Shootout da 1.500$. Ad oggi, quello del 2004 è in assoluto l’anno più vincente, per le donne nelle World Series Of Poker. In tutta onestà, però, in termini relativi quella di 15 anni fa rimarrà un’annata difficilmente ripetibile.

Lauren Roberts, ancora dentro all’event 10k 6-handed

L’eccezione dorata delle WSOP 2004

Alle WSOP 2004 erano appena 30 gli eventi in calendario. Ne consegue che tre vittorie da parte di donne rappresentavano il 10% del totale. Una percentuale notevole, considerando che le donne rappresentano circa il 5% del totale degli iscritti nei tornei, compresi quelli iridati. Se ci dovesse essere una nuova vittoria femminile prima della fine di queste WSOP 2019, percentualmente avrebbe un impatto molto più contenuto. Oggi il calendario è fittissimo, con 89 eventi che mettevano in palio altrettanti braccialetti. Per avere un risultato analogo a quello del 2004 sarebbero servite 9 donne braccialettate, mentre per rispettare la media degli iscritti dovremmo assistere almeno a 4 braccialetti su 89 assegnati a giocatrici donne.

Close, but not cigar

Detti così, sembrerebbero numeri impietosi nei confronti delle donne. Non è necessariamente così. Dando uno sguardo un po’ più in profondità, emerge che la dea bendata non ha proprio avuto un occhio di riguardo nei confronti del poker al femminile, quest’anno. Prendiamo ad esempio Lula Taylor, che ha chiuso al secondo posto il “Mini Main Event” in un field da 5521 ingressi. E che dire di Tara Cain, a sua volta runner up su 1750 nel Main Event online? La lista delle “quasi vincitrici” alle WSOP 2019 si chiude con Thida Lin, anche lei statunitense come le altre due e seconda nell’event #30, un PLO da 1.000$.

Il quadro si completa con la bella Vivian Saliba (foto copertina), quarta nel Crazy Eights, e con Arianna Son. Forse qualcuno ricorderà di questa giocatrice, quinta classificata proprio nel Double Stack dove il nostro Andrea Buonocore chiuse al quarto posto.

I conti tornano

Tra le vittorie centrate e quelle solo sfiorate, i numeri delle donne alle WSOP 2019 rispecchiano ampiamente quello che “spetterebbe” loro da un punto di vista statistico. Per le annate incredibili come il 2004, tuttavia, bisogna ripassare un’altra volta.

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