Gioco legale e responsabile

eSports

Bertrand Grospellier: “eSports, il boom è in arrivo: presto saranno più seguiti degli sport”

Chi meglio di Bertrand Grospellier per parlare di eSports? Il giocatore francese, impegnato alle WSOP 2017, è sicuro: il boom sta arrivando. Non solo, ‘ElkY’ ritiene che in futuro gli eSports saranno più seguiti persino degli sport tradizionali.

Scritto da
09/06/2017 15:00

3.742


Di poker e di eSports e di come questi due settori abbiano diversi punti in comune abbiamo parlato più volte nel recente passato, ma se c’è qualcuno che può affrontare entrambi gli argomenti con la medesima cognizione di causa, be’ quel qualcuno è senza dubbio Bertrand Grospellier.

Basta partire dal suo nickname per capire quanto il transalpino sia legato ad entrambi i settori: ‘ElkY’ è il suo nomignolo sin da quando dominava la scena di Starcraft, prima di diventare il giocatore francese più vincente di sempre nei tornei di poker live.

Bertrand Grospellier

‘ElkY’ al tavolo verde

Bertrand Grospellier sugli eSports: “È solo questione di tempo…”

Intervistato dai colleghi di PokerListings, ‘ElkY’ ha ricordato di quando era “pro di StarCraft in Corea del Sud, per circa cinque anni. All’epoca se volevi essere un professional gamer dovevi trasferirti là: io fui uno dei primi europei”.

Oggi la scena degli eSports è molto diversa dai tempi in cui Bertrand Grospellier giocava a StarCraft: “E siamo solo all’inizio. Diventerà sempre più grande. Sono sicuro che gli eSport sostituiranno gli sport tradizionali, perché per chiunque sia cresciuto giocando ai videogame, guardare gli eSports è molto più interessante”.

La posizione di ‘ElkY’ è piuttosto chiara: “Io sono uno dei pochi a cui non piace guardare gli sport tradizionali, li trovo lenti e noiosi. Negli eSports succedono molte più cose. Le nuove generazioni stanno crescendo giocando molto di più ai videogame che all’aperto, a calcio o a basket”.

Poker ed eSports

Immancabile la domanda sui punti di contatto tra poker ed eSports: “Ci sono molte similitudini. Molte skill necessarie per avere successo nel poker sono ottime anche negli eSports. La cosa diversa è che il poker è un gioco vecchio, bellissimo da giocare ma – ad essere onesti – fa un po’ schifo da guardare [ride, ndr]”.

E ancora: “Anche senza il tanking, nel poker possono passare ore senza che non succeda nulla. Queste cose non accadono mai in StarCraft o League of Legends. Il poker può essere considerato un eSport per definizione, per le skill che servono per competere, ma il fatto che sia difficile da guardare nel suo stato attuale impedisce di attirare altre persone”.

Recentemente, PokerStars ha deciso di sponsorizzare il Team Liquid, una squadra di videogiocatori professionisti di cui Bertrand Grospellier fa parte, come giocatore di Hearthstone: “Mi sono unito al Team Liquid in realtà prima che PokerStars stringesse un accordo per sponsorizzare il team. C’è tanta sinergia. Molti gamer amano giocare a poker nel tempo libero e viceversa. Il pubblico degli eSport è un potenziale enorme per il poker.

L’RNG e la varianza negli eSports e nel poker

Sia nel poker sia negli eSport la componente-fortuna è importante. Ma dove influisce di più il cosiddetto RNG (Random Number Generator)? “Difficile da dire quanto conti la fortuna. I giocatori migliori si lamentano sempre, tanto negli eSport quanto nel poker.

Penso sia difficile trovare un giusto bilanciamento, perché l’RNG è una parte necessaria del gioco. Tutti devono poter vincere, è questo che fa grande un gioco come il poker. Se i migliori giocatori vincessero tutti i tornei, non giocherebbe nessuno. Il sogno sarebbe finito. Chris Moneymaker non avrebbe mai vinto il Main Event WSOP.

Più difficile essere un gamer professionista o un pokerista? “Sono entrambe carriere difficili. Nel poker c’è molta più varianza, cosa che mentalmente è dura da digerire, ma la competizione negli eSport è più difficile.

Esistono molti meno professionisti di eSport perché la varianza è bassissima. In Hearthstone esiste, ma meno che nel poker. In giochi come Dota 2 e Starcraft invece non c’è varianza. Se ti alleni molto, vinci. Ecco perché questi giochi sono così competitivi”.

Tu cosa ne pensi? Lascia il tuo commento