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Il crowdfunding negli eSports: quando il montepremi (milionario) lo pagano i fan

Il caso degli International di Dota 2 è destinato fa fare scuola, non solo negli eSports: la Valve mette in palio $1,6 milioni nel torneo tra i migliori al mondo, il resto del prizepool lo creano i fan del gioco, semplicemente acquistando degli item in-game. L’anno scorso si sfiorarono i $21 milioni.

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08/05/2017 16:00

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Dal 7 al 12 agosto, in quel di Seattle, si terrà l’evento di eSports più ricco dell’anno: il The International di Dota 2, praticamente i campionati mondiali di questo MOBA (Multiplayer Online Battle Arena) sviluppato dalla Valve Corporation.

L’anno scorso, questa manifestazione batté ogni record di montepremi per quanto riguarda gli eSports, mettendo in palio qualcosa come 20,7 milioni di dollari. E quest’anno, secondo le previsioni, il record potrebbe essere ritoccato verso l’alto.

Ma che cosa direste se vi svelassimo che la Valve non investe più di 1,6 milioni, e che il resto del denaro che va a contribuire al prizepool lo mettono gli appassionati di Dota 2?

esports dota 2

La folla degli spettatori all’ultimo The International

Il metodo degli acquisti in-game

Avete capito bene: ogni anno, Valve mette sul piatto quella cifra di tasca propria e al resto ci pensano i fan. Come? Tramite i cosiddetti acquisti in-game, più precisamente il Battle Pass. Si tratta di una sorta di ‘pacchetto’ che comprende nuove campagne di gioco, quest, ricompense, emoticon e quant’altro.

Il 25% del prezzo di ogni Battle Pass va ad aggiungersi al montepremi di The International. Il pacchetto base costa $9,99, ma il Battle Pass può essere ‘livellato’: cinque ulteriori livelli costano altri $2,49, 11 livelli costano $4,99 e 24 livelli costano $9,99. Per un Battle Pass completo (75 livelli) servono $36,99.

Dopo 38 ore dalla messa in vendita dei Battle Pass, il montepremi di The International era già cresciuto a 5,59 milioni di dollari: nel momento in cui scriviamo il totale aggiornato è di 6,7 milioni di dollari. Di questo passo, l’edizione 2017 potrebbe superare quella – già da record – dell’anno scorso.

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Il The International di Dota 2

 Come già accennato, tra il 7 e il 12 agosto i migliori 16 team di Dota 2, provenienti da tutto il mondo, si ritroveranno a Seattle per competere per un primo premio che l’anno scorso fu di 9,1 milioni di dollari (a trionfare furono i cinesi di Wings Gaming), con un secondo posto da 3,4 milioni e un ultimo da 103.852 dollari.

Le qualificazioni per il The International partono il 21 giugno e sono aperte a chiunque, dal momento che Dota 2 è un free-to-play. Vincere l’open qualifier significa entrare nel regional qualifier che dà accesso diretto all’evento di Seattle.

Il montepremi finale lo conosceremo soltanto l’ultimo giorno di competizione, perché l’acquisto dei Battle Pass rimane aperto proprio fino al 12 di agosto.

eSports, un esempio replicabile nel poker?

A giudicare da quanto è stata vincente l’idea della Valve, viene da pensare se un modello del genere non potrebbe essere applicato anche al poker. Sono diverse le poker room online che hanno un circuito live: che succederebbe se decidessero di aggiungere al Main Event dei loro circuiti live principali anche solo l’1% dei buy-in di ogni torneo MTT giornaliero, diciamo dai 20 euro di iscrizione in su?

Probabilmente ci ritroveremmo con Main Event magari da 5.000 euro di buy-in, ma con montepremi di partenza da decine di milioni di euro, prima ancora di calcolare le entry totali. Possiamo solo immaginarci cosa significherebbe dal punto di vista mediatico e di affluenza…

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