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eSports

eSports, quando i pro gamer guadagnano più degli sportivi

Altro che passatempo per nerd: già oggi gli eSports sono in grado di far guadagnare i pro gamer quanto e più di molti sportivi professionisti. Anche se la carriera di un gamer è molto più breve: l’apice a 20 anni, a 28 si è già da tempo sul viale del tramonto…

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16/04/2017 12:30

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Di recente, Sergio Garcia ha vinto il suo primo major di golf, superando Justin Rose al Masters di Augusta e incassando una prima moneta da 1,6 milioni di sterline – oltre a ricevere i complimenti di parecchi poker player che hanno giocato con lui al PCA, come Daniel Negreanu ed Erik Seidel.

Complimenti a Garcia, che ha rotto un tabù non indifferente per la sua classe (era al 74° tentativo ad un major)… ma se vi dicessimo che ci sono pro gamer che con gli eSports guadagnano molto di più?

eSports - League of Legends

eSports, mercato in netta crescita

eSports, numeri sempre in crescita

L’anno scorso, ‘bLink’, ‘Faith_bian’, ‘iceice’, ‘Shadow’ e ‘y`’ del team Wings Gaming si sono aggiudicati qualcosa come 9,1 milioni di dollari, vincendo il The International 2016, manifestazione che possiamo accomunare ai campionati mondiali di Dota 2.

Si fa presto a fare i calcoli: essendo in cinque, i pro gamer cinesi hanno intascato circa 1,82 milioni di dollari a testa. Se a questo ci aggiungiamo qualche altro risultato in corso d’opera, possiamo tranquillamente affermare come nel 2016 i migliori esponenti degli eSports mondiale abbiano vinto oltre 2 milioni di dollari.

Secondo i dati raccolti da Unibet, l’anno scorso il volume d’affari dell’industria degli eSports ha toccato quota 400 milioni di dollari: le previsioni di quest’anno vedono la cifra salire fino a 565 milioni, per arrivare al miliardo di dollari entro il 2020.

Sponsor e tv

Non è un caso se diversi brand importanti, come Coca Cola e Red Bull, già da tempo facciano a gara a sponsorizzare team e tornei. Questo naturalmente si traduce in una crescita del settore e delle possibilità di guadagno dei pro gamer.

Ma anche la televisione giocherà un ruolo fondamentale: “Inutile sottolineare come gli sport in generale non sarebbero cresciuti così tanto senza la tv, e lo stesso vale per gli eSport”, ha dichiarato Mark Bryceland, professionista di Call of Duty, al Mirror Online.

Un binomio che gli stessi sviluppatori dei giochi stanno cercando di favorire: “Oggi gli sviluppatori hanno ben presente l’importanza degli eSport nei loro giochi e si concentrano su come renderli migliori anche per quanto riguarda la fruizione degli spettatori”, ha spiegato invece Mike Cavanaugh, pro gamer da quando aveva praticamente 13 anni.

età gamer

Ecco la curva dell’età dei gamer professionisti (fonte: Mirror Online)

Una carriera in un attimo

Già, perché la carriera di un professionista degli eSports è davvero breve, se confrontata a quella di (quasi) qualsiasi altro sportivo. D’altro canto in questo settore riflessi e capacità di coordinazione occhio-mano sono fondamentali e sono caratteristiche che inevitabilmente si deteriorano col passare del tempo.

Stiamo parlando di skill che devono influire su decisioni spesso della durata di qualche decimo: perdere mezzo secondo di tempo può sembrare qualcosa di invisibile a noi comuni mortali, ma risulta decisivo nell’ambito del pro gaming.

“Quando mi allenavo per i tornei di Halo, racconta Cavanaugh, “lo facevo per oltre 8 ore al giorno. Per me e il mio team era come un lavoro. Prima di un evento ci radunavamo a casa di qualcuno e lavoravamo insieme sul nostro gameplay. Non si tratta solo di ‘giocare’: studiavamo il piano di gioco, facevamo pratica sui set-up delle mappe, studiavamo il gameplay degli avversari nei precedenti tornei e tanto altro”.

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