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Annette Obrestad: ‘Quel torneo vinto al buio mi perseguita’

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08/08/2014 10:03

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Annette Obrestad nel corso degli anni ha saputo dimostrare il suo valore, andando a vincere il Main Event WSOPE e conquistandosi il rispetto di molti stimati professionisti: tuttavia, quello che le ha dato più notorietà paradossalmente è l’ormai celebre torneo che vinse “al buio”.

Non c’è torneo dal vivo dove partecipi nel quale prima o poi non mi chiedano se sia successo veramente – ha confidato a PokerListings.com – la gente sembra darmi più credito per quello che per essere una campionessa WSOP, è strano…”.

Non solo, quella domenica di ormai diversi anni fa, “Annette_15” vinse quel torneo con 180 giocatori iscritti, ma stupita in prima persona dal risultato si affrettò a pubblicare su un forum di poker le hand histories del torneo in un replayer, dove da tutta una serie di scelte che compie si capisce effettivamente come non stesse guardando le carte.

Nel video che vi proponiamo in fondo all’articolo, ad esempio, potrete osservare come nelle primissime mani decida di foldare preflop k k su bui 10/20: trovandosi in posizione di UTG in un tavolo fullring in fondo è naturale, visto il foglio di carta con cui aveva oscurato la parte dello schermo che gli mostrava la sua mano.

Lei giura di aver fatto una sola eccezione, ovvero di aver guardato le proprie carte in una sola circostanza, quando doveva decidere se chiamare o meno l’all-in di un giocatore corto. Per il resto, tutte le sue decisioni erano basate sulla size delle puntate avversarie, sul board, su quello che credeva di poter rappresentare e naturalmente sulle read che poteva vantare.

Diventare un buon giocatore non ha molto a che fare con le carte che hai – spiega – più giocavo senza avere la possibilità di vederle, più mi rendevo conto che in tutta una serie di circostanze non si trattava di un’informazione essenziale per prendere delle decision. Più accumuli esperienza più riesci a cogliere il significato dei betting pattern ed anche il modo in cui ragionano i tuoi avversari”.

Naturalmente in quell’occasione specifica ebbe anche molta fortuna, ma fermarsi a questo significherebbe gettare uno sguardo miope sul vero significato di quella piccola impresa: non a caso ancora oggi c’è chi gliene chiede conto, ed anche se questo pare annoiarla un po’ lei ci sorride sopra, contenta comunque di essere riuscita a compierla.

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