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L' Opinione

Twitch e poker: opportunità per esplorare nuovi mercati o per consolidarsi?

Al di là dei numeri in costante e netta crescita, che cosa può rappresentare davvero Twitch per l’industria del poker? Per le room è più uno strumento per consolidare l’audience o per trovare nuovi giocatori?

Scritto da
04/01/2021 13:57

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Qualche giorno fa, Samantha Bevington di Pokerindustrypro ha lanciato il proverbiale sasso nello stagno: Twitch e il poker sono davvero un connubio perfetto, o forse l’importanza di questa piattaforma di streaming viene sopravvalutata dall’industria del gambling?

Il contributo delle personalità, importanti ed influenti, che la staffer del noto sito di news sul poker ha intervistato non ci permette di dare una risposta netta, ma le considerazioni da fare sono parecchie e interessanti.

Come sta Twitch

Partiamo dalle certezze: Twitch sta crescendo a vista d’occhio. Secondo TwitchTracker, nel 2020 sono stati visti oltre 100 miliardi di minuti di streaming, mentre il numero di spettatori medi connessi è quasi raddoppiato.

Sicuramente la pandemia e i mesi trascorsi chiusi in casa hanno aiutato la piattaforma, ma la crescita ci sarebbe stata lo stesso – magari un po’ meno marcata.

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Un altro dato fondamentale da tenere bene a mente è che più della metà degli utenti di Twitch rientra nella fascia di età dai 18 ai 34 anni, che è poi il target di riferimento anche per le poker room online.

La categoria “poker” su Twitch rimane comunque una nicchia, visto che la piattaforma è principalmente dedicata ai videogame e agli esport; tuttavia, anche il poker ha beneficiato della crescita di Twitch nel 2020, quasi raddoppiando la media di utenti connessi nel giro di 12 mesi.

Retention o acquisition?

Il succo del discorso è questo: Twitch nel poker è uno strumento di retention o di acquisition? Cioè, serve per fidelizzare gli utenti che già giocano su una determinata piattaforma, oppure per trovare nuovi giocatori?

Secondo Andrew West, ex Head of Data di Relax Gaming, la piattaforma su cui si appoggia Unibet Poker, “qualsiasi prodotto che voglia attrarre un audience relativamente giovane e tecnologica dovrebbe essere interessata a Twitch. Ma per il poker, Twitch funziona più come strumento di retention; per l’acquisition non è il massimo.

La tesi di West è che il pubblico di Twitch è abituato alla fruizione gratuita di contenuti: convincerlo a spendere soldi (in qualsiasi modo) è molto difficile.

D’altro canto, Nick Steiner, Content and Community Engagement Manager di Run It Once Poker, ha invece spiegato che durante la Galfond Challenge il numero di utenti attivi nel cash game e di nuovi giocatori è incrementato fortemente.

Quella linea sottile…

In medio stat virtus, dice il detto, ed è probabile che la verità sia a metà strada tra il pensiero di West e quello di Steiner: di base Twitch nel poker funziona meglio come strumento di fidelizzazione, ma se utilizzato nel migliore dei modi (ambasciatori famosi e capaci di creare contenuti coinvolgenti, iniziative particolari e spettacolari, continuità di trasmissione) può anche servire per “reclutare” nuovi giocatori.

 

Twitch poker

 

C’è però un tema importante, quello dell’età. Molti utenti di Twitch non sono maggiorenni e la piattaforma non implementa alcun sistema di controllo davvero valido: al massimo può essere presente un avviso di “contenuti per un pubblico maturo”, che però non rappresenta un blocco. Basta infatti cliccare sul tasto “comincia a guardare” e anche un minorenne può aprire qualsiasi stream.

Questo rappresenta ovviamente un rischio enorme per gli operatori, soprattutto in quei mercati – come quello italiano – che vogliono giustamente tutelare i minorenni dall’esposizione a contenuti legati al gioco d’azzardo.

Non tutti investono su Twitch

Proprio questi problemi legati all’impossibilità di controllare con efficacia il pubblico che viene esposto alla visione di contenuti destinati ad un audience maggiorenne ha spinto diversi operatori a muoversi con estrema cautela, per quanto riguarda gli investimenti su Twitch.

Altri invece ci hanno puntato con grande decisione a livello internazionale, come ad esempio PokerStars, che recentemente ha riaccolto Neymar come ambasciatore.

Il brasiliano utilizza molto Twitch, dove streamma anche videogiochi come Call of Duty e Among Us, e rappresenta un ponte di collegamento ideale tra i miliardi di appassionati di calcio di tutto il mondo e la community più strettamente nerd.

Twitch e poker: sì o no?

La vera domanda, per chi crede che Twitch possa servire come strumento di acquisizione nel poker, è questa: siamo davvero sicuri che il pubblico a cui ci si rivolge sia veramente interessato?

Anche se la categoria “Just Chatting” (“quattro chiacchiere”) è oggi la più vista sulla piattaforma, Twitch rimane il luogo di ritrovo di appassionati di videogiochi ed esport: chi garantisce che queste persone abbiano la volontà di giocare anche a poker online?

La sensazione è che Twitch possa essere uno strumento di acquisition valido soprattutto per le poker room online in cerca di una vetrina per farsi conoscere, mentre per i colossi come PokerStars o Partypoker funzioni meglio come strumento di retention.