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Bryn Kenney: “Le polemiche sulla All-Time Money List? Me ne frego altamente”

Che sia giusto o meno inserire gli High Roller e i Super High Roller tra gli eventi validi per la All-Time Money List, al numero uno Bryn Kenney importa zero. Il trentaduenne americano si gode il magic moment della sua carriera: “Non ho mai giocato così bene come ora”.

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21/08/2019 07:30

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Da poco più di due settimane, nessun giocatore nella storia dei tornei di poker live ha vinto più di Bryn Kenney. Il poker pro americano, arrivando 2° nel Triton Million, ha incassato oltre 20,5 milioni di dollari, stabilendo il record per il singolo premio più ricco di sempre nel Texas Hold’em e prendendosi lo scranno della All-Time Money List.

Per molti addetti ai lavori e non, la profonda diffusione di High Roller e Super High Roller, eventi d’élite a cui possono accedere solo i top player e i ricchi uomini d’affari, ha finito per dopare la classifica dei giocatori più vincenti. Ma cosa ne pensa colui che oggi guarda tutti dall’alto in basso?

 

Bryn Kenney

L’espressione di chi se ne sbatte, dall’alto di $55 milioni

 

Nun me ne pò fregà de meno

Il Triton Million è stato il quinto evento nella storia del Texas Hold’em ad avere un buy-in a sette cifre, e come nelle occasioni precedenti i risultati hanno provocato uno scossone nella All-Time Money List, riaccendendo le polemiche sulla legittimità della lista stessa.

“I don’t really care at all”, è stata la risposta di Bryn Kenney, intervistato dai colleghi di PocketFives. Un sonoro “nun me ne pò frega de meno” che riassume benissimo la filosofia del trentaduenne professional poker player.

La gente cerca sempre il pretesto per criticare tutto ciò che può, ha continuato. “A me non interessa nulla. Tanto cercheranno sempre di metterti in ombra o di farti cadere. Io mi faccio una risata e fine”.

Provate a prendermi

Tornando all’evento in sé, piano piano Bryn Kenney sta prendendo consapevolezza di aver compiuto un’impresa, schizzando in vetta alla All-Time Money List: “Mi sto rendendo conto di aver fatto qualcosa di pazzesco, quasi surreale, anche se ho sempre detto che sarei arrivato in cima. Darsi un obiettivo e centrarlo è bellissimo.

Con 55,5 milioni di dollari, Kenney ha staccato nettamente tutti quanti. Justin Bonomo, secondo in classifica, è distante pochi spiccioli meno di 7 milioni di dollari.

Penso di essere una spanna sopra tutti in questo momento. Sono all’apice del mio gioco, sto giocando benissimo e mi sento divinamente”, ha dichiarato l’americano. “Ci sono così tanti High Roller e Super High Roller, e magari altri tornei da 1 milione di buy-in, dove mi sento a mio agio. Ogni volta che si è giocato un High Roller, ho sempre fatto bene”.

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Di quote e di heads-up

Kenney ha poi toccata l’argomento quote, sempre molto delicato tra i professionisti. Pur senza rivelare quanto di suo ci fosse nel buy-in del Triton Million, Bryn ha ammesso di aver investito “qualcosa tra il 30% e il 40%. Mi sono detto, ‘al diamine, non mi importa’. Pensavo che avrei vinto, e se non fosse stato così, lo avrei accettato. Volevo investire forte su di me, nel torneo più grosso di sempre”.

Chissà, forse è anche per questo motivo che l’americano non ci ha pensato su due volte, quando a inizio heads-up Aaron Zang gli ha proposto un deal. Se non avesse accettato, Kenney si sarebbe portato a casa 14,1 milioni di dollari invece di 20,5, lasciando a Zang l’onore di diventare il primo player a mettere le mani su più di 20 milioni (23, per la precisione) in una volta sola.

“Quando è cominciato l’heads-up mi ha chiesto il chop”, ha precisato. “C’erano così tanti soldi in ballo che ho pensato, ‘perché no?’. Non c’era motivo di rischiare. Giocare per sei, sette milioni, perdere per sfortuna qualche mano e arrivare secondo… Certo, volevo vincere ed è stato un po’ dura perdere il trofeo”.

Bryn Kenney contro la GTO

In chiusura, Kenney ha voluto togliersi evidentemente qualche sassolino nella scarpa nei confronti di quei giocatori che hanno adottato il credo della Game Theory Optimal (GTO) e che aborrono chiunque giochi in maniera differente.

“Il poker è un gioco dove serve prendere buone decisioni, ma se pensi che per farlo devi sempre giocare allo stesso modo forse stai ignorando qualcosa che non dovresti ignorare”, ha punzecchiato. Penso che il poker sia un gioco molto più complicato di quanto creda la gente, e chiunque pensa che si basi soltanto sui numeri, che puoi studiare i numeri e prendere sempre le stesse decisioni, secondo me non potrebbe essere più lontano dalla verità”.

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