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Altra Strategia · Assopokerista

Vanessa Selbst e il valore degli showdown ‘economici’

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21/04/2014 11:24

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Talvolta, quando ci si trova a fronteggiare una puntata avversaria al river, ci si rende conto di battere ben poco: tuttavia, se il “prezzo” è buono può esserci un motivo ulteriore per chiamare, quello di raccogliere preziose informazioni sulle mani con cui vengono adottate certe linee.

In questo caso ci troviamo ad un satellite live da 1.000 dollari di buy-in, con in palio la possibilità di qualificarsi ad un torneo da 10.000 dollari: la bolla è però ancora piuttosto lontana. Ci troviamo seduti sul grande buio con uno stack da 20.000 fiches ed avendo in mano una coppia di dieci: i blinds sono a quota 300/600 ante 50.

Tutti foldano fino allo small blind, un giovane giocatore aggressivo che ci copre e decide di completare. Hero decide di isolare a 1.500 – una size che a posteriori lui stesso giudicherà troppo bassa – ed il suo avversario chiama. Il flop è a 8 4 , lo small blind checka, noi puntiamo 1.300, lui rilancia fino a 2.800 e noi chiamiamo. Il turn è il 6 , ed entrambi checkano, mentre su river 8 lo small blind decide di puntare, appena 1.700 in un piatto da 8.800.

Hero si domanda con quali mani possa mai prendere questa linea lo small blind, e quindi che cosa possa battere. Secondo Vanessa Selbst la risposta è semplice: “La stragrande maggioranza delle volte avrà un asso – premette – ma credo di chiamare comunque, vista la size molto bassa e le informazioni che possiamo ottenere hanno un grande valore, dal momento che giocheremo per tutto il giorno in posizione su questo avversario”.

La fuoriclasse statunitense va oltre, e spiega: “Vedere cosa abbia qui non soltanto ci dice molto della sua strategia quando completa da small blind, ma ci dà importanti indicazioni sul modo in cui pensa in generale. Suggerire un fold perché troppo spesso avrà un asso o un otto significa sottostimare di molto il valore di vedere questo showdown, a maggior ragione vista la linea non convenzionale che ha scelto”.

Vanessa ci tiene a precisare che in generale non suggerirebbe mai di fare un pessimo call solo per avere informazioni: “In questo caso la scelta è molto close fra fold e call, per cui anche se nel lungo periodo perdi qualche centinaio di fiches, il valore delle informazioni che ottieni è certamente superiore. Sapere che qui abbia A3, AK, 87 o un bluff puro ci dice molto di lui, ed a meno che non siate giocatori terribili più informazioni abbiamo e più possiamo trarne un vantaggio”.

E così, anche se non sappiamo cosa abbia poi fatto hero, di certo non abbiamo dubbi su come si sarebbe comportata “fslexcduck” in questa situazione.

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