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A Las Vegas tutti pazzi per il Tipsy Bar di Rino Armeni: ci pensa il robot a preparare i cocktail (video) mentre i lavoratori in città vogliono $15 l’ora

La nostra consueta rubrica "W Las Vegas" sulle curiosità di SinCity ci fa vivere l'esperienza particolare nel locale del momento, il Tipsy Bar Robot dell'imprenditore italiano Rino Armeni, dove a preparare i cocktail sono dei robot (tutti made in Italy). Ma non sono tutte rose e fiori in città e sulla Strip esplode la protesta dei lavorati di Burger King e McDonald's. In futuro gli umani rischiano di essere sostituiti dai robot anche per le mansioni più economiche?

Scritto da
05/09/2017 19:33

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Uno dei locali di tendenza a Las Vegas è diventato il Tipsy Bar dell’imprenditore italiano Rino Armeni che ha voluto investire nella robotica (made in Italy) e creare un angolo unico a SinCity.

In Nevada sono tutti pazzi per questo nuovo bar italiano. Quando entri rimarrai sorpreso perché dietro al banco troverai robot che prepareranno cocktail per tutti ad una velocità sorprendente. E la tecnologia è tutta made in Italy.

L’imprenditore italiano Rino Armeni e il fattore “umano” del Tipsy Robot

 

L’idea di Rino Armeni

Tipsy Robot è realizzato dalla Makr Shakr azienda di Torino specializzata nella realizzazione di sistemi robotici.

Rino Armeni  è un imprenditore italiano che conosce molto bene Las Vegas: ha alle spalle una brillante carriera nella catena mondiale di Hotel Marriott ed è stato manager anche per Walt Disney Corp. Ha ricoperto l’incarico di vice presidente “food and beverage” per il Caesars Palace. E’ riuscito a bruciare le tappe e offrire alla propria clientela qualcosa di unico in tutta la città dove la concorrenza tra locali è spietata.

 

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L’esperienza unica del cliente

Una volta seduti al tavolo si ordina tramite iPad ed un barman robot  inizia a preparare il cocktail preferito del cliente.

Le macchine sono programmate per preparare 60 tipi di drink e possono servire fino a 120 bicchieri l’ora.

Prendono il ghiaccio, il limone, la soda e tutti gli ingredienti necessari poi mixano, shakerano e guarniscono la vostra ordinazione con una tecnica equiparabile a quella di un professionista di settore” spiega Armeni Ceo di Robotic Innovation.

Lo stesso imprenditore italiano però tiene a sottolineare lo spirito della sua iniziativa: “questi robot non sono destinati a sostituire il calore umano, come ho detto ai miei dipendenti. L’uomo rimane al centro del progetto ma i robot sono diventati un’attrazione che serve a portare gente nel bar”.

Un turista del Tennessee commenta: ““I robot e l’automatizzazione rendono il servizio più veloce, puoi anche chiedere delle modifiche, è tutto molto bello”.

In una città come Las Vegas introdurre i robot in un locale può essere un’innovazione che paga e dà i suoi frutti, ma il fattore umano e la classica “chiaccherata” con il barista al bancone sono un’altra cosa che ha – e continuerà ad avere – un fascino unico. Ed anche a SinCity le cose non vanno sempre per il meglio.

Guarda il video dei robot in azione:

 

La protesta sulla Strip: “vogliamo $15 l’ora…”

Certo il tema robot apre un serio interrogativo su quale sarà in futuro il ruolo di noi umani nel mondo del lavoro, anche per le mansioni più semplici ed economiche. La questione robot invita a riflettere sul tema.

Nella giornata di ieri centinaia di impiegati hanno protestato sulla Strip, rivendicando salari migliori.  I lavoratori di Burger King (che rimane proprio su Las Vegas Boulevard South) insieme a quelli di McDonald e dell’Hotel Casino The Linq hanno percorso tutta la strada (simbolo di Las Vegas) fino ad un altro punto vendita McDonald, rivendicando salari e condizioni migliori.

La protesta “Fight for $15”

Circa 300 lavoratori hanno rivendicato un salario minimo di $15 l’ora e diritti sindacali per la classe “operaia” del Nevada. Rivendicano un aggiornamento delle paghe, sostenendo che a Las Vegas è aumentato il costo della vita. A Burger King, la pausa di mezz’ora non gli viene retribuita.

I media hanno intervistato Carter, un impiegato proprio di Burger King, che viene pagato $8.25 l’ora e che avrebbe bisogno del doppio del salario per affittare un piccolo appartamento a Las Vegas per vivere insieme al figlio, invece di dover stare in famiglia o condividere una casa con altri amici nelle sue stesse condizioni. Prima di Burger King ha lavorato anche al McDonald’s per sette anni. “Come ex carcerato sto facendo una vita onesta ed ho bisogno di una paga onesta”. Questa è l’altra faccia di Las Vegas, non sono tutti robot e fiori.

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