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Paul Phua accusato di match-fixing, la polizia: “Giro d’affari da $2 miliardi a settimana”

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02/02/2016 09:37

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Ancora guai per Paul Phua, il potente uomo d’affari di Macao che giusto l’anno scorso la fece franca nei confronti dell’FBI. Secondo quanto riporta ABC.net.au, Phua sarebbe stato collegato dalle forze dell’ordine australiane a uno dei più grossi bookmaker illegali asiatici, individuato come “potenziale minaccia all’integrità dello sport nel Paese”.

Paul Phua

Paul Phua

Wei Seng Phua, meglio noto come Paul Phua, è un high roller malese a capo di uno dei più grossi siti di scommesse sportive non regolamentato al mondo. Di recente si è scoperto come Phua fosse uno dei clienti più preziosi per il Crown Casino di Melbourne, lo storico teatro degli Aussie Millions.

Sembra tra l’altro che, nonostante i collegamenti tra Phua e la criminalità organizzata (fu accusato di essere membro della Triade 14k, pur senza prove), il Crown Casino abbia addirittura fatto volare Paul Phua a Melbourne su uno dei jet privati della compagnia, in pieno Aussie Millions 2016.

I bookmaker asiatici, compagnie registrate in giurisdizioni come Manila, Curacao e Isola di Man, hanno trovato enormi mercati neri in cui le scommesse sportive sono popolarissime, ma spesso illegali. Si dice che oltre i due terzi di tutto il denaro scommesso sullo sport nel mondo giri in questi operatori non regolamentati.

“Sappiamo che accettano scommesse per circa 2 miliardi di dollari ogni settimana, ha dichiarato Neil Patterson, Assistant Commissioner della polizia di Victoria. “Abbiamo calcolato che globalmente, i mercati delle scommesse illegali che operano su tutti gli sport valgono tra mille e tremila miliardi di dollari.

Avete letto bene, non è un refuso: tra 1.000 e 3.000 MILIARDI di dollari.

Le indagini di Four Corners

Le indagini su questi bookmaker di Four Corners, nota trasmissione di giornalismo investigativo che va in onda proprio sull’ABC australiana, hanno portato nuovamente alla ribalta le connessioni con la criminalità organizzata e le associazioni a delinquere che si occupano di match-fixing, cioè di aggiustare i risultati degli eventi sportivi.

Il programma ha confermato, ad esempio, che queste organizzazioni criminali hanno messo nel mirino, nel 2013, alcuni membri dei Southern Stars, squadra di calcio della Victoria Premier League, in quello che ad oggi è il più grosso scandalo di match-fixing nella storia del più giovane tra i continenti.

Four Corners ha provato a intervistare sia Paul Phua sia il Crown Casino, ma in entrambi i casi i giornalisti non hanno ricevuto alcuna risposta. Sempre secondo la nota trasmissione australiana, sebbene non sia mai stato ufficialmente condannato, Phua rimane comunque monitorato da vicino dalle forze dell’ordine di numerose giurisdizioni.

Paul Phua e il Floodlights Affair

Nel 1997, gli ufficiali di gara sospesero due match di Premier League, West Ham contro Crystal Palace e Arsenal contro Wimbledon, dopo che le luci dei rispettivi stadi si spensero. Ciascun incontro era giunto già al secondo tempo, perciò per le regole dei bookmaker asiatici, le puntate dovevano essere comunque pagate in base al risultato nel momento dell’interruzione.

Lo scandalo fu ribattezzato dai bookmaker internazionali come Floodlights Affair, il primo intervento di match-fixing asiatico in territorio inglese: a farne le spese furono una guardia dello stadio e tre asiatici. Paul Phua non fu mai accusato né collegato a questo scandalo, ma molte fonti a lui vicine raccontano una storia diversa.

Fu Paul Phua a finanziare la cosa, raccontava qualche mese fa una fonte a ESPN. Se conosci il risultato di un match di Premier League puoi fare una quantità di denaro indescrivibile. Questo denaro ha permesso a Paul Phua di passare dall’essere uno dei migliori otto bookmaker in Malesia ad essere di gran lunga il numero uno”.

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