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Mattia ‘yowatchmewin’ Festa: “Il poker è un gioco solitario, ma con Twitch condivido la mia passione”

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Mattia Festa, meglio noto su Twitch, dove ha un canale molto seguito, con il nickname yowatchmewin. Mattia ha saputo coniugare la sua passione per il Texas Hold’em con le sue attitudini da “frontman”. E ora sogna in grande.

Scritto da
02/04/2020 18:00

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Mattia Festa yowatchmewin

Mattia Festa

 

Ciao Mattia e benvenuto su Assopoker. Innanzitutto raccontaci chi sei e cosa fai nella vita.

Ciao Claudio,  prima di tutto ringrazio Assopoker per questa intervista: è un onore per me e speravo da tempo di ricevere questo messaggio da parte vostra.

Mi chiamo Mattia Festa sono di Napoli, ho 22 anni (appena compiuti, durante questo periodo di quarantena) e sono uno streamer di poker su Twitch (QUI trovate il suo canale, ndr), cosa che da circa un anno e mezzo è diventata più di una passione.

Spiegaci come e quando hai iniziato a giocare a poker.

Ho iniziato oltre tre anni fa, con gli amici qualche sabato sera giusto per passare una serata in compagnia: una birretta, due risate, e un po’ di poker. Dopo qualche mese ho cominciato ad appassionarmi e grazie anche all’incoraggiamento da parte di mio zio (che nel lontano 2009 giocò professionalmente a poker per circa due anni, facendo anche un ottimo secondo posto in un torneo delle SCOOP, dove vinse 50k) mi fece avvicinare al mondo del poker online, che successivamente iniziai a seguire con costanza attraverso streamer su Twitch o video su YouTube.

Dopo qualche mese ho scoperto l’esistenza di un corso online, Raise Your Edge, e ho deciso di fare un investimento su me stesso. Da quando ho iniziato a studiare in quel corso, tutto è cambiato.

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Quando e perché hai deciso di investire più tempo nel poker?

Ho sempre provato a fare lavori piuttosto particolari, come il modello, lo YouTuber e il trader. Sono fatto così, sono un sognatore e non mi piacciono i percorsi canonici o “normali”, come li definirebbe qualcuno.

Così, dopo aver iniziato quel corso, ho deciso di darmi una chance nel poker. Non so se questo sarà il percorso di tutta una vita, ma so che sono super motivato.

Su quali piattaforme giochi e quali sono stati i migliori risultati ottenuti fin qui?

Bene o male sono iscritto a tutte le poker room del .it, ma quella che mi ha dato più soddisfazioni in quest’anno e mezzo è di gran lunga 888 poker, dove ho anche avuto il mio miglior risultato: un deal nel domenicale da 109€ durante le SuperSeries.

Oltre a questo, ho fatto oltre una decina di buoni piazzamenti nei tornei domenicali. C’è da dire che a gennaio 2019 ho iniziato con un bankroll veramente basso, quindi per i primi 6/7 mesi giocavo solo ABI 5 sulle room minori, per avere meno varianza e più costanza nei risultati, così da far crescere il roll.

Negli ultimi mesi dell’anno scorso sono salito ad ABI 15-20 circa, mentre a inizio 2020 mi sono concesso un  tentativo ad ABI 35. Anche se sto andando molto bene, ho in programma di tornare ad ABI 15-20 circa e salire con costanza,  pian piano, tanto nessuno mi corre dietro!

Parlando del poker live, il miglior risultato l’ho ottenuto a marzo dell’anno scorso a Bucharest, dove mi sono qualificato attraverso un satellite da 12 euro nel megasat da 109, vincendo il pacchetto da 1,6k per giocare il Main Event. Su oltre 550 iscritti sono uscito 19°, perdendo con KK contro 99 (ancora me lo sogno).

Ho anche partecipato a 3-4 eventi delle WSOP e diversi side event a Las Vegas, ottenendo qualche piazzamento e pure una divertente deep run del Colossus, dove se non erro sono uscito top 400 su oltre 13.000 iscritti!

Il tuo nickname  “yowatchmewin”, che suona un po’ come “Ehi tu, guarda come vinco”, dà l’immagine di un giocatore sicuro di sé e delle proprie skill. Rispecchia la tua personalità e il tuo modo di giocare?

(ride, ndr) Be’, per colpa di questo nickname sto antipatico a parecchia gente, anche senza conoscermi!

Semplicemente quattro anni fa, quando ho creato l’account su PokerStars, dopo cinque minuti a pensare quale soprannome inserire mi dissi: “È poker, gioco per vincere, quindi perché no, chiamiamoci ‘guardami vincere’”. Solo che in italiano suonava bruttissimo e quindi ho optato per “yowatchmewin”, in inglese… molto più figo!

Tu hai anche un canale Twitch, cresciuto tantissimo negli ultimi mesi. Ci vuoi raccontare com’è nata l’idea di streammare il poker?

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Come accennato prima, ho sempre provato lavori “fuori dal comune” e ho sempre adorato stare davanti alle videocamere, con spot pubblicitari , shooting e video.

Quando mi sono accostato al mondo del poker, ho iniziato a seguire molti streamer (prima neppure ero a conoscenza della piattaforma Twitch) e notavo che in chat c’era un clima molto positivo. Gli streamer venivano ammirati e trattati con affetto, gentilezza e simpatia. Tra tutti i social, forse Twitch è il più “amichevole” che esista.

 

Eh sì è proprio lui: yowatchmewin!

 

Ho sempre amato quest’aspetto di Twitch, e ho sempre sognato di creare la mia community con un gruppo di belle persone, gentili, senza “hate” ma solo “positive vibes”. Non c’è niente di più bello di shippare un torneo e avere 600 spettatori in live a festeggiare con ‘yowatchmewin’, vedere la chat che impazzisce e inizia a festeggiare pubblicando emotes o complimenti.

Il poker è un lavoro solitario, ma grazie a Twitch adesso ogni giorno condivido le mie giornate con 200 spettatori di media, raggiungendo  picchi di 600: per me è un sogno.

In più, Twitch è come un secondo lavoro: con le pubblicità, le sub (abbonamenti al canale, ndr), le donazioni e tutte le partnership, si può avere un fisso mensile decisamente alto, ma questo va in secondo piano rispetto alle emozioni che mi porta ogni giorno streammare. Anche se ovviamente mi leva un po’ di focus dai tavoli e spesso mi capita di fare errori che senza stream non farei, bisogna scegliere sempre la propria strada e la mia è quella di Twitch parallelamente al poker.

Qual è la situazione del poker in Italia su Twitch? È una strada percorribile?

Personalmente, sto notando un aumento sul mio canale giorno dopo giorno con costanza sin dalla prima stream: ora abbiamo superato i 4.000 follower e il muro dei 200 spettatori medi, che per streammare poker, in Italia, è tantissimo.

Sono in contatto con diversi streamer stranieri, parlo bene inglese, quindi sicuramente in futuro prenderò in seria considerazione l’idea di iniziare a streammare in inglese.

Quali sono i tuoi obiettivi per il 2020 e come ti vedi da qui a dieci anni?

Per quanto riguarda il poker giocato, voglio procedere per gradi. Sono un sognatore e mi piace pormi degli obiettivi molto alti, ma dall’altra parte sono anche una persona concreta: se no dovessi raggiungere il massimo prefissato, mi accontenterei anche di un buon risultato.

Dopo aver finito il corso, vorrei iniziare un percorso di coaching per valutare tutte le mie leak in-game e dare il massimo per provare a migliorarmi, e se mi sentirò in grado, possibilmente entro inizio 202, vorrei attivare io stesso inizierò anche io un percorso di coaching low stakes per i ragazzi che seguono la stream.

Per quanto riguarda la stream, voglio consolidare le mie partnership e attivarne di nuove. Ho già qualcosa che bolle in pentola e spero che i miei progetti vadano in porto.

Dove mi vedo tra 10 anni? Alle Bahamas a giocare il PokerStars Players’ Championship! Scherzo, ovviamente sognare non costa nulla, ma bisogna sempre rimanere coi piedi per terra e lavorare duramente: solo così si possono raggiungere gli obiettivi.

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