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Dal 13 febbraio PokerStars.fr chiuderà ai giocatori non residenti in Francia. Ecco le ragioni

PokerStars.fr ha annunciato ufficialmente che non sarà più possibile, per i player non residenti in Francia, giocare sulla room. Tra gli altri, ne faranno le spese Rocco Palumbo e diversi grinder azzurri.

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07/02/2017 16:26

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La bomba arriva subito dopo pranzo, mentre la maggior parte di noi sta sorseggiando un caffè: dal 13 febbraio prossimo, PokerStars.fr sarà aperta ai soli giocatori residenti in Francia.

Come molti di voi sapranno, fin dall’inizio del poker .fr ci sono state differenze piuttosto marcate con il .it. Mentre da noi è necessario un codice fiscale italiano per aprire un conto su una poker room con regolare licenza, in Francia era sufficiente essere residente in un paese europeo che non avesse al suo interno un mercato regolamentato. Infatti a farcelo sapere è stato Rocco Palumbo, che per giocare sulle poker room internazionali ha portato la residenza prima in Slovenia e adesso in Svizzera.

Roccoge è dunque fra i giocatori che dovranno dire addio ai tornei su PokerStars.fr, come dimostra il suo amaro status

Ecco un estratto della mail che PS.fr ha inviato a tutti i giocatori a cui, tra una settimana circa, sarà vietato l’ingresso:

Nello sforzo di adattarsi a un mercato in continua evoluzione, dal 13 febbraio 2017 partirà una riorganizzazione che avrà come risultato la limitazione dell’uso di PokerStars.fr ai soli giocatori residenti in territorio francese o sue enclave estere.

I giocatori residenti fuori dalla Francia continueranno ad essere i benvenuti su PokerStars.com, o su altri siti PokerStars eventualmente presenti nei paesi in cui risiedono.

Come sempre, terremo i nostri clienti informati e, quali che siano gli sviluppi futuri, i fondi dei giocatori rimarranno al sicuro e accessibili per il prelievo. Abbiamo sempre mantenuti separati i foldi dei giocatori da quelli operativi dell’azienda.  […]

La mossa è da considerarsi forse preparatoria a un futuro mercato comune con Spagna, Italia e altri paesi europei, nel possibile scenario di una liquidità condivisa? Può essere, ma più realisticamente si tratta di un tentativo di arginare un fastidioso fenomeno: quello di giocatori professionisti – per lo più americani o canadesi – che prendono residenza in un qualche paese europeo per poi imperversare su PokerStars.fr, distruggendo il field sia di cash game che nei tornei.

Per tutti i grinder stranieri abituati a giocare su PS.fr sarà dunque un San Valentino davvero pessimo.

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