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Bankroll

Costruire il primo bankroll in 6 mesi. Come evitare di perderlo in poco tempo

In questo portale abbiamo sempre predicato una corretta, in alcuni casi ferrea, gestione del bankroll. Abbiamo scritto più e più volte che per rimanere sulla cresta dell’onda di un gioco dove la quantità di denaro a disposizione deve sempre rimanere il primo parametro al quale fare attenzione, la disciplina per “non andare rotti” debba essere assoluta.

Costruire il primo bankroll

Se deve essere il passaggio cardine di una carriera che dovrebbe durare nel tempo, questo modo di agire va fagocitato nelle menti dei giocatori in erba, quelli che hanno cominciato a giocare da poco tempo.

Lo spunto per questo pezzo, arriva da un thread lanciato i giorni scorsi da un utente di 2+2, “cooldude01”. Nel suo post di apertura, l’utente, presumibilmente inglese perché parla di buy in sterline, dice di aver cominciato a giocare seriamente lo scorso aprile, partendo da una base di £500 , trasformatesi in pochi mesi in £7.000.

L’aumento del suo bankroll è dovuto ad un paio di torneini locali vinti e una buona run alla partita del cash game del posto, una £1/£2.

Non sono rari i casi in cui lo start della carriera, di qualsiasi livello essa possa essere, anche di un giocatore occasionale, viene “glorificata” da una buona run che porta immediatamente dei risultati insperati.

Più attenzione e meno fesserie

In quei casi i motivi possono essere molteplici. Quando si inizia si è portati spesso a prestare maggiore attenzione a tutto, si seguono a menadito i consigli pratici appena letti o sentiti e, ma questo non vale sempre, si può incorrere in una run da fantascienza.

Tornando all’utente dei paragrafi precedenti, le cose non sono andate per il verso giusto per tanto tempo.

Probabilmente incoraggiato dai primi successi, ha messo in moto il suo spirito da guerriero imbattibile e ha fatto qualche kilometro in più per uscire dal guscio e partecipare ad un evento che presentava un buon numero di tornei.

Vinto un satellite da £200 sterline per un torneo dal Buy In di £2.200, le cose hanno cominciato ad andare male proprio in quell’evento. Il tipo esce con una bad beat quando il suo set di 7 viene superato da una scala di un avversario. Successivamente spara 3 bullets ad un evento da £300, per poi sedersi ad una 1/2 di cash e perdere un’altra, come dice lui, cifra consistente.

Pozzo senza fondo. Il bankroll buttato alle ortiche

Il tilt del giorno precedente si fa sentire anche nella giornata successiva. Esce rapidamente due volte da un torneo da £200 sterline, per poi iscriversi tutto a caso ad un evento da £1.000 in late con 30 BB in gioco. Anche qui eliminato in meno di un’ora di gioco.

Fine del bankroll, spazzolato in due giorni. Un lavoro di 5 mesi, buttato in meno di 24 ore. L’utente stesso fa ammenda sul fatto che il tilt lo ha divorato e che non ha saputo mantenere la calma.

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Allo stesso tempo, però, chiede consigli su come ripartire e come come comportarsi se dovesse succedere ancora. Ma, soprattutto, dove trovare la forza per ricominciare da zero.

Le risposte

Alcuni degli utenti considerano il post un fake da parte di qualcuno che ha bisogno di visibilità. Altri danno dei consigli preziosi.

Sono in tanti a dire che una tappa di questo genere, buona parte dei giocatori di poker l’hanno passata. Si tratta di “sbatterci il muso” e considerarla come una lezione, un po’ costosa, certo, ma che servirà in futuro.

Altri considerano il fatto di evitare di presentarsi ad eventi di quel tipo con un bankroll non adeguato. Oppure, quanto meno, lasciare il resto dei soldi a casa per non farsi indurre in tentazione.

Altri ancora consigliano uno stacco totale per un periodo di tempo congruo. Per congruità si intende quel lasso di tempo che serve a fagocitare la sconfitta e tornare a giocare solo quando se ne ha di nuovo voglia.

Che la si prenda di tacco, oppure di punta, il consiglio migliore è sempre quello di non fare mai il passo più lungo della gamba.

Una lezione da imparare. Per tutti.

COMPARAZIONE GIOCHI
"C'è chi pensa che sia impossibile prendere parte a tutti i tavoli finali dei tornei a cui si partecipa. Questo è vero per tutti. Tranne per chi li racconta".