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Ciccio Esposito: aggiornarsi e vincere ancora dopo 12 anni, senza essere un pro, l'intervista

Il talento, nel poker, va coltivato, seguito, coccolato ma anche spronato, quasi come se fosse un figlio. E lo si può fare anche se si decide di prendere altre strade, nella vita. Prendiamo ad esempio Francesco "Ciccio" Esposito, 34enne catanzarese che gioca a poker da molto tempo e lo fa anche bene, ma ha sempre avuto le idee molto chiare sulle priorità.

Dalle ISOP all'IPO: dopo 12 anni, Ciccio Esposito vince ancora

Nel 2014, a Saint Vincent, aveva vinto il braccialetto ISOP nell’evento 6-max, dominando il tavolo finale. “Ciccio” aveva allora 22 anni. 12 anni dopo, lo ritroviamo ancora una volta a fare “uno”, stavolta all’IPO Malta, dove ha prevalso su un tavolo finale dalla notevolissima qualità. Nel frattempo, è arrivata la laurea in Giurisprudenza, l’esame superato per entrare in avvocatura e un percorso lavorativo che lo ha portato da qualche anno nel campo amministrativo.

Lo abbiamo sentito per farvelo conoscere meglio, farci raccontare il suo ultimo successo e apprezzare l'equilibrio della persona.

Come fa uno che non è professionista a cavarsela così contro i professionisti, dopo tutto questo tempo?

In realtà io non ho mai smesso interessarmi al poker, fin da quando iniziai, ovvero dai miei 18 anni che coincidevano con il boom del poker online in Italia. Da molti anni, ogni tanto, mi concedo qualche trasferta con il mio amico Marco Levato, per noi calabresi Malta è sempre una location abbastanza comoda e quindi non ci siamo lasciati sfuggire l’occasione neanche stavolta.

Ciccio Esposito e il final table IPO Malta

Al final table, c’erano anche due giocatori con braccialetti WSOP nel palmares, Fabio Peluso ed Ermanno Di Nicola che ne ha addirittura due.

Sì era un bel tavolo finale. Egoisticamente, non ti nascondo che le cose si sono messe bene proprio quando loro due sono usciti, perché per me erano due grossi pericoli in meno. Oltretutto, con Ermanno eravamo stati tantissimo al tavolo insieme per tutto il torneo, mentre con Fabio ci eravamo incrociati solo nel day 3. Ad ogni modo sì, quando il francese li ha tolti di mezzo è stato un bel vantaggio per me.

Sempre all’IPO, sembrava che l’unico francese al tavolo finale potesse tirare un brutto scherzo a voi italiani. Invece, poi è uscito in quarta posizione.

Anche lui l’avevo avuto al tavolo nei primissimi giorni e poi ritrovato solo al tavolo finale. Dove era stra-chipleader ha giocato aggressivo all’inverosimile, ma avrebbe potuto fare qualcosa di diverso.

Cosa intendi?

Nel live giocare aggressivo va bene, soprattutto se hai lo stack per farlo e lui lo aveva. Però, a un certo punto, devi anche tenere in considerazione che tipo di avversario hai davanti. Per esempio, se continui a “pestare” con giocatori poco avvezzi a foldare, potresti trovarti in brutte situazioni. Per quello dico che è importante capire quando è il caso di divergere dalle linee che abbiamo in testa, in virtù degli avversari che si hanno di fronte.

Il poker che cambia e l'utilità della GTO

Ma tu, che vincevi nel 2014 e vinci anche nel 2026, sei più della vecchia scuola oti sei adattato alle dinamiche GTO?

Partendo dal presupposto che non sono un giocatore professionista, perché per me il poker è sempre stato una passione ove possibile remunerativa ma nulla di più, mi è sempre piaciuto tenermi aggiornato. Ho seguito e seguo sessioni online di alcune scuole, review di tornei commentati da reg che stimo, mentre per quanto riguarda la GTO ho letto il libro tradotto da Giada (Fang, ndr) sulla GTO semplificata.

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Ovviamente sono nozioni che è prezioso conoscere, perché costituiscono delle basi che ti possono aiutare in moltissime situazioni. Poi, però, devi essere in grado di capire quando è il caso di mettere nel mirino un dato avversario per exploitarlo.

Tu che linea hai adottato, nel tavolo finale IPO?

Fondamentale è stata la struttura del torneo, bellissima perché ti concedeva sempre margine di azione senza costringerti a muovere. Nell’heads up, poi, partivo dietro per circa 2 a 1 ma ero abbastanza fiducioso. Ho adottato una limping strategy che contro questo avversario mi sembrava la più profittevole. Infatti lui ha iniziato a shovare un po’ di mani fino a quando mi ha trovato con AT vs A8 ed è andata bene.

Ciccio Esposito, la gestione del bankroll e i programmi futuri

Questa vittoria IPO cambia qualcosa nei tuoi programmi e nelle tue abitudini?

Assolutamente no. Preciso che non sono 80.000€ ma poco più di 60.000€, perché abbiamo fatto deal a 3 left, lasciando 15.000€ con il trofeo. Io mi ero assicurato 46.000€ con il deal, quindi in totale sono 61.000€. Una bella cifra, ma che non cambia una virgola nel mio approccio con il poker che rimarrà sempre lo stesso. Voglio dire, difficilmente mi vedrai shottare tornei da 5 o 10mila euro, ecco.

Visto l’affetto che mi lega a ISOP, potrei fare i campionati italiani a giugno, a Campione. Di sicuro giocherò i prossimi Malta Poker Festival e Battle of Malta, il resto non so.

Cosa significa "shottare" nel poker

Nell'intervista di Francesco Esposito avete letto il termine "shottare", sul quale magari qualcuno di voi si sta interrogando. Nello slang pokeristico, "shottare" ha un paio di accezioni possibili. In senso lato, per "shottare" si intende vincere un torneo, ovvero fare un "big shot". C'è poi un altro significato ed è quello inteso da Esposito nella nostra intervista. Si parla di "shottare" quando, magari dopo una bella vittoria, si va a tentare un livello di buy-in inusuale poiché più alto rispetto alle nostre abitudini o al bankroll. Si intende come un tentativo saltuario, non su base regolare, altrimenti si parlerebbe di "level up".

Giornalista - Poker e Sport Editor
Nato nel 1972 in Calabria, pratica diversi sport con alterne fortune, anche per via di un fisico non esattamente da Guardia Svizzera. Dai primi anni ’90 ad oggi, il suo percorso lavorativo e di vita non ha mai smesso di accompagnarsi alle varie passioni: dalla musica alle arti visive, alla tecnologia e alla scrittura. Prima DJ in vari club, poi tecnico e regista televisivo, quindi giornalista. Nel 2006 scopre il Texas Hold’em che dal 2007 diventa il suo pane quotidiano, creando la prima redazione online interamente dedicata al poker, in Italia. Anche lo sport non ha mai smesso di essere parte della sua vita, seppur non vissuto ma raccontato. Da anni scrive di calcio, basket e tennis, con particolare amore per quest’ultimo, ben prima che diventasse sport nazionale con la Sinner-mania e tutto ciò che ne consegue.