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Dario Sammartino si arrende al 3° posto nell’HORSE: il bracciale va a Mueller

Dario, che peccato!

Dal sogno all’incubo per Dario Sammartino. Il bracciale, mai come questa volta, sembrava alla portata del partenopeo. E invece il tavolo finale del “$10.000 HORSE” si rivela molto più complicato del previsto. La possibilità di mettere le mani sul primo alloro targato WSOP diventa utopia, quando l’azzurro è costretto ad alzare bandiera bianca in terza posizione. Così, se da una parte resta l’amaro in bocca per quello che poteva essere e invece non è stato, all’altra abbiamo la certezza che Dario Sammartino prima o poi quel benedetto braccialetto riuscirà a metterlo al polso. È solo questione di tempo.

Dario Sammartino by Pokernews

L’atto finale dell’evento#29 si è aperto con il giocatore italiano nettamente al comando dei sette left. Il copione è abbastanza chiaro: Dario Sammartino è l’uomo in fuga e gli altri sono costretti ad inseguire in mezzo alle cinque specialità del torneo. Non solo, ma i rivali dell’azzurro sono anche costretti a fare i conti con degli stack non proprio deep in alcuni casi. Lo sa bene Matthew Gonzales, il quale è approdato con gli spiccioli alla volata per il titolo e si accomoda subito alle casse come settimo classificato.

L’illusione e il crollo

Ti aspetti una selezione abbastanza rapida al tavolo finale, almeno per quello che concerne gli short. E invece succede l’opposto, soprattutto nella fase a sei giocatori. Il russo Mikhail Semin è un osso duro e sembra non saperne volere di deporre le armi, mentre Dario inizia un preoccupante saliscendi nel count, pur mantenendo la vetta. Semin uscirà sesto, imitato poco dopo Craig Chait. Quando Scott Clements è fuori dai giochi in quarta piazza, Dario Sammartino sembra dare un netto scossone al torneo. Scott si presenta in allin con Q-10, l’azzurro chiama con K-5 e lo stesso fa Mueller con Q-10. Dario e Greg vanno in check lungo il board 7-9-9-A-3. Il piatto è per Sammartino e sembra il punto di svolta.

Invece succede proprio l’opposto, visto che il player campano accusa la lunghissima fase a tre giocatori, anche perché sia Ospina che Mueller hanno parecchia esperienza in più rispetto a Dario, nell’ H.O.R.S.E.. Sammartino entra in sofferenza e inizia una discesa senza freni nel count. Intanto è proprio Ospina a prendere il comando, con Mueller che accorcia le distanze. Sarà proprio quest’ultimo a mettere fine al cammino dell’azzurro in una mano di Stud Hi-Lo: Dario Sammartino mostra K-6/6-Q-4-5/6, mentre Greg ha dalla sua 9-6/9-7-3-9/2. Il tris di 6 non basta al partenopeo che si arrende in terza posizione.

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Il duello finale per il titolo di campione è tutta una sfida fra Ospina e Mueller, con il primo chiamato alla rimonta con 1.5 milioni, rispetto agli 8.8 milioni di pezzi del rivale. Una rimonta stroncata sul nascere alla prima mano dell’heads up. Siamo sempre nello Stud Hi-Lo, Ospina mette gli ultimi resti con q 8 / 8 2 10 k / 3 Mueller chiama con k q / q 8 2 3 / a per il colore che vale il trionfo da 425.347 dollari. Il canadese succede nell’albo d’oro a John Hennigan e conquista il bracciale.

Il payout

  1.  Greg Mueller Canada $425,347
  2.  Daniel Ospina Colombia $262,882
  3.  Dario Sammartino Italy $184,854
  4.  Scott Clements United States $132,288
  5.  Craig Chait United States $96,378
  6.  Mikhail Semin Russia $71,505
  7.  Matthew Gonzales United States $54,043
Nel mondo del giornalismo sportivo da quando avevo 16 anni, ho all'attivo quasi 800 radiocronache di eventi sportivi e quasi 10 mila articoli sportivi. Da 15 anni nel mondo del poker, del betting e del gaming. Cavallo di battaglia: "Amici Miei".
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