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Faraz Jaka, vagabondo per due mesi in Sud America

Se credete che si debba essere ricchi per viaggiare, lo state facendo nella maniera sbagliata“. Parole e musica di Faraz Jaka.

Lo statunitense ha ormai da tempo adottato uno stile di vita piuttosto diverso da quello che abbracciava in passato, e che probabilmente in questo senso lo accomunava a diversi altri giocatori professionisti: “Dopo un mese e mezzo passato a giocare a Las Vegas, è arrivato il momento di tornare ad abbracciare la mia vita da vagabondo“. Con classe, ma non troppo.

Che infatti “The Toilet” sia una persona benestante è indubbio, così come è altrettanto chiaro che qualcuno con un lavoro “normale” difficilmente potrebbe permettersi questo genere di pause, non solo economicamente. Tuttavia, Jaka è convinto che da questo punto di vista la differenza possa farla il modo con cui ci si approccia al viaggiare, che lui per primo ha rivisto in modo drastico.

Come già aveva avuto modo di spiegare un anno fa, ormai ha rigettato le lusinghe degli alberghi di lusso, i taxi e tutto quello che dal suo punto di vista faceva sì che si trovasse a viaggiare come rinchiuso in una bolla, che lo teneva a debita distanza da quelle che erano le abitudini delle persone del posto, proprio quelle che adesso cerca di abbracciare.

Faraz Jaka alle scorse World Series (photo courtesy Poker Telegraph)

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In questo momento si trova in Brasile, poi si recherà a Buenos Aires e quindi a Santiago del Cile, per poi tornare negli Stati Uniti e quindi dirigersi in Sud Africa, spostarsi a Montreal, e quindi fare tappa a San José, Las Vegas, la Jamaica e infine le Bahamas. Tutto ciò nell’arco dei prossimi sei mesi, e in futuro chissà.

“Viaggiare stando attenti al proprio budget significa non farsi svenare dai taxi negli aeroporti, dormire in ostelli o appoggiandosi a servizi come Air bnb, entrare a contatto con la gente del posto ed essere attivo quando si tratta di decidere dove mangiare – spiega – quando sono in giro conosco un sacco di persone che magari insegnano inglese o lavorano in un ostello per potersi permettere di continuare a viaggiare”.

Abbracciando la filosofia di Tim Ferriss, secondo la quale i nuovi ricchi sono coloro che possono lavorare liberamente da dove vogliono attraverso un semplice computer, Jaka non soltanto continua a giocare a poker ma ha anche cominciato a studiare trading, un passo che molti professionisti proprio come lui hanno cominciato a fare.

Naturalmente la sua è e resta una posizione privilegiata, ma come lui stesso ci tiene a sottolineare forse meno di quanto ci piacerebbe credere