Il suo viaggio in Sudamerica ha portato Faraz Jaka a Buenos Aires, una cittadina in cui non era mai stato prima e che sembra essergli piaciuta parecchio. Lo statunitense da quattro anni non ha una casa, una scelta di cui si mostra molto soddisfatto.
"Consiglierei a chiunque di provarlo almeno una volta, è un'esperienza che ti fa capire come un sacco delle cose di cui pensavi di avere bisogno in realtà non ti servano - spiega a LatinPokerNews.com - io viaggio con il minimo indispensabile, è un modo per mantenere il distacco dagli oggetti, per capire che non hai bisogno di portarti dietro tutti i tuoi vestiti o oggetti. Si tratta di uno stile di vita capace di mettere in prospettiva quello di cui davvero hai bisogno".
Essendo un giocatore professionista ormai da diversi anni, Jaka ha avuto modo di riflettere a lungo su che cosa il poker possa dargli e cosa no, ed alcune delle sue conclusioni suonano decisamente interessanti: "In quanto giocatore, forse non contribuisco immediatamente a creare qualcosa di utile per la società, ma posso riuscirci in maniera indiretta. Ad esempio, sono in grado di sfruttare la mia popolarità per promuovere uno stile di vita che mi sembri giusto, o diventando un imprenditore che in fondo è quello che sto facendo".
Ed a proposito dello stile di vita dei giocatori di poker, che tanto spesso è esaltato ma anche criticato, mostra di avere idee molto chiare: "Ho cominciato a parlare apertamente del risparmiare denaro perché non lo stava facendo nessuno. Negli anni ho visto molte persone essere al top e poi sparire, perché erano brave al tavolo ma non altrettanto ad avere il controllo di se stessi lontano da questo".
E' anche un modo, lui dice, per condividere con gli altri aspetti della vita del giocatore che non siano esclusivamente incentrati sul lusso, un atteggiamento che sempre più professionisti stanno abbracciando: "Abbiamo cominciato a parlare di progetti sociali, di yoga o alimentazione, in modo da uscire dal classico stereotipo del ragazzino che spende un sacco di soldi perché ha appena vinto un torneo".
Nel suo caso, sembra aver deciso di mantenere aperte più strade, dove il poker sia solamente una fra queste: "Sento di non aver raggiunto ancora tutto quello che potevo nella mia carriera, dopo il successo al WPT voglio dimostrare a me stesso di poterci riuscire ancora. Tuttavia, molti ottimi giocatori sembrano investire tutte le loro energie nel poker, ma questo non pare renderli felici, e questo credo che dipenda da una mancanza di equilibrio con altri aspetti importanti della propria vita".
Equilibrio che non necessariamente va cercato in Argentina, ma di cui il californiano sembra assolutamente intenzionato a prendersi cura.