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fernando macedo

Gioca per otto ore il torneo WSOP sbagliato: il brasiliano Fernando Macedo sarà rimborsato?

Episodio curioso alle World Series Of Poker che tagliano oggi la prima settimana di svolgimento. Nel caos delle file per le registrazioni ai tornei, un giocatore brasiliano ha ricevuto il ticket per giocare l’evento riservato ai lavoratori del settore.

Felipe Macedo, questo il nome del professionista carioca che è anche molto attivo sui social, ha giocato otto ore prima di capire che la partecipazione a quel torneo in realtà gli era preclusa e che sarebbe stato squalificato.

A quel punto restare al tavolo sarebbe stato per lui inutile e ha abbandonato la sala: adesso spera in un rimborso delle World Series Of Poker.

Colpa della registrazione?

Il pokerista brasiliano ha raccontato la dinamica della vicenda al portale poker.org.

“Ero in coda per la registrazione e c’erano tante persone, quindi ho provato a registrarmi online, non lo avevo mai fatto prima ma ci sono riuscito e sono andato nella corsia veloce della fila, dove mi hanno chiesto tutti i documenti. Mi hanno stampato il ticket e sono andato al tavolo”.

La presa di coscienza

Macedo si è così accomodato all’evento WSOP riservato agli impiegati del settore.

“Nessuno della organizzazione mi ha avvicinato mentre ero al tavolo – ha raccontato il brasiliano – Ho ricevuto un messaggio su Instagram in cui mi dicevano che il torneo che stavo giocando era riservato ai dipendenti dei casinò, ma quando l’ho letto ne ho dubitato: siccome mi ero registrato senza problemi sembrava proprio un torneo aperto a tutti. Alla fine ho chiesto con un messaggio a Felipe Ramos che mi ha risposto che sarei stato squalificato dall’evento. A quel punto ho deciso di abbandonare il tavolo”.

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Il video social

Mentre si allontanava dalla sala Macedo, che è anche uno YouTuber conosciuto come ‘Poker Depressão’, ha pubblicato un video live sul suo Instagram:

L’ipotesi-rimborso

Macedo adesso spera in un rimborso da parte della organizzazione, che ancora non ha richiesto per l’ostacolo della lingua:

“In quel momento ero davvero deluso perché il torneo stava andando davvero bene. Non ho parlato con nessuno delle WSOP perché non parlo inglese. Credo che le registrazioni ai tornei dovrebbero essere organizzate meglio perché io mi sono registrato senza alcun problema all’evento per gli impiegati. Probabilmente parlerò con loro domani, non so bene come funziona questa parte”.

Dopo anni passati a scrivere di altro, in un periodo sabbatico mi sono appassionato al poker e dal 2012 è diventato il mio pane quotidiano. Intanto ho scritto un paio di libri che niente hanno a che vedere col nostro meraviglioso gioco.
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