Vai al contenuto

Giorgio Montebelli campione Eureka: “Tavolo finale sul velluto, ho comprato casa a Malta”

Tornato a casa da Rozvadov, Giorgio Montebelli ha risposto alle domande di AssoPoker per celebrare la incredibile vittoria del Main Event Eureka.

Per la carriera di ‘madness92’, questo il nickname con cui Giorgio gioca online, questo sigillo può essere un punto di svolta.

Trasferta, day 1 e day 2

Quando sei partito per Rozvadov e con chi eri?

La mia trasferta è iniziata il 22 maggio, che era un venerdì e sono andato via ieri. Ho giocato sia mtt che cash. Tornei ho giocato il 330€ KO Eureka in cui ho fatto il day 2, poi il 550€ warmup in cui ho chiuso 11° e infine il Main Event che ho shippato. Sono andato con due amici, Nicola Angelini e Simone ‘simopascu96’ Pascucci. Faccio speso queste trasferte a Rozvadov perché mi piace la location. Offre una libertà di gioco che altrove non si trova. Il cash game funziona h24 senza che il tavolo si rompa o perché il casinò deve chiudere, come purtroppo succede qui in Italia.

Raccontaci come è andato il torneo!

Sono entrato in late reg al day 1 e a fronte di uno starting stack di 30k dopo due mani mi sono trovato a 9.000 per aver perso uno spot contro un tizio. Son rimasto aggrappato a quei 20bb aggrappato, poi ho fatto double-up e ho chiuso la giornata a 200k, che era più o meno l’ average, arrivando al day2 con 40bb.

Il day 2 è stato molto molto rocambolesco, praticamente alla prima orbita sono riuscito a portarmi a 350k stealando un po’ di spot di cui ricordo solo un tribettato che ho vinto cbettando postflop. Poi sono sceso fino a 150k prima di vincere una delle mani più importanti del torneo, di fatto l’unico showdown per la tournament life che ho giocato in tutto il torneo: io con JJ lui con gli assi e ho trovato questo J al flop.

La fase finale del day2 è stata molto lunga, credo che abbiamo giocato 13 o 14 ore, la stanchezza si faceva sentire. Alla fine ho chiuso con 3,6 milioni che erano 60bb per il day3 ,12 left.

Tavolo finale e deal

Per il tavolo finale hai adottato qualche accorgimento particolare?

Ho iniziato il tavolo finale con il terzo o quarto stack in gioco, tra gli avversari nessuno mi impensieriva particolarmente. Sapevo che lo spagnolo era un buon regular ma era short e l’ho bustato io. C’era un rumeno aggressivo ma il redraw mi è stato amico perché era alla mia destra.

Ho cercato di giocare più spot possibili preflop, senza arrivare a showdown. L’adrenalina da dentro o fuori non c’è stata. Ho cercato di non commettere errori e di giocare il più pulito possibile per ICM, flattando in posizione anche con tutte le carte. Da questo punto è stato un tavolo finale molto soft.

Come è nata l’idea del deal e perché hai accettato?

L’ha proposto un ragazzo e abbiamo valutato. Per ICM dovevo avere 140k e spicci, ho chiesto qualcosa in più, visto che avevo 14 milioni io contro i 9 del secondo. Gli avversari mi hanno dato duemila in più ciascuno, quindi un totale di 146 mila. Era un deal ottimo da prendere.

Festeggiamenti e progetti futuri

Hai già festeggiato la vittoria o hai intenzione di festeggiarla?

Festeggiamenti che si possano proprio chiamare tali ancora non ne ho fatti. A Rozvadov sono andato a cena con gli amici ma vorrei organizzare qualcosa qui dove vivo con gli amici più stretti.

Da un punto di vista pokeristico questa bella iniezione al roll cambierà le tue abitudini? Che progetti hai per il futuro?

Di sicuro questa vincita mi porterà a giocare più trasferte e più tornei live. Da questo punto di vista sono bei stimoli in più. Sarò al cento per cento ad agosto a Barcellona per l’EPT. Il pensiero delle WSOP si fa sempre più concreto ma è ancora presto: vorrei andarci entro un paio di anni… Per il futuro sto comprando una casa a Malta con un mio amico, andremo per giocare online sulle piattaforme dot com, per migliorare le nostre skill tramite il confronto con un field più difficile e più oceanico. Ma questo passo era in programma già prima di questa vittoria.

Giornalista pubblicista dal 2005, in un periodo sabbatico mi sono appassionato al poker e dal 2012 è diventato il mio pane quotidiano. Intanto ho fatto anche altro, tipo scrivere due libri che niente hanno a che vedere col nostro meraviglioso gioco.