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IPS 1,5 Million: Sacchi ci prova ma Aram Alì è ingiocabile, a lui il titolo

Si conclude con un dominio pressoché totale di un giocatore, il tavolo finale dell'IPS 1,5 Million di Rozvadov, ma purtroppo non è un italiano. Si tratta del tedesco Aram Alì, che trova una giornata pressoché perfetta e trionfa sul comunque ottimo Daniele Sacchi.

IPS 1,5 Million: quattro italiani al final table, ma vince il tedesco Alì

Il tavolo finale partiva con nove candidati al successo di cui ben quattro italiani, per una chance globale di vittoria pari al 44,4%, da parte di uno dei nostri. Daniele Sacchi era il più accreditato dei quattro, sia per una mera ragione di chips, che per il rendimento mostrato negli ultimi mesi. Il romano, infatti, aveva chiuso al terzo posto l'evento Mystery Bounty all'EPT Praga di dicembre per 104mila euro, quindi aveva conquistato un anello del WSOP Circuit proprio al King's, il mese scorso, per altri 26mila euro.

Aram Alì e i colpi che spostano

Si capisce presto che poteva essere la giornata di Aram Alì quando elimina il ceco Shuh, dando il via al tavolo finale televisivo da primo inseguitore del chipleader Schwalgun. E proprio contro il connazionale, Ali vince un colpo importantissimo puntando pesante sul river 4-7-6-T-8. River beffardo in quanto ha chiuso la scala di Ali con 99, ma anche quella inferiore di Schwalgun con 55. Poi arriva lo scacco in due mosse allo stesso Schwalgun, che gioca con a 3 vs k q sul turn k 4 2 q e Ali, dopo river a , vince un colpo pazzesco, eliminando il rivale ma soprattutto volando a 115 milioni con il secondo che non arriva a 40.

Questo colpo sconvolge ogni equilibrio preesistente a questo tavolo finale, ma il bello è che Ali continua a martellare anche perché continua a vedere molte ottime carte.

In questo frattempo, assistiamo allo scontro fratricida De Lucia-Ortu che vede il primo prevalere. Si finisce ai resti su flop 6-9-9 con Antonio che ha A9 e Mauro che mette tutto con coppia di 10, non trovando aiuti da turn e river.

Perdiamo il secondo italiano del final table con Davide Marchi, che esce dominato dallo slovacco Uharcek, A7 vs A5 e 7 sul flop a spegnere praticamente ogni speranza.

Come detto, Ali continua a martellare e a volare, sia perché vede ottime carte, sia perché i board continuano a sorridergli. Ad esempio contro Duda, che finisce ai resti da short con A4 vs J9 a fiori, ma il board disegna un beffardo colore backdoor a fiori, togliendo di mezzo anche l'ultimo ceco dalla lotta per il titolo.

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Ali fa corsa a sé contro due italiani

La staffa pressoché definitiva, Aram Ali la mette in un allin preflop 77 vs AK dello slovacco Uharcek, con il tedesco che vince il coinflip arrivando a flirtare con i 200 milioni in chips, ma soprattutto detenendo tre quarti delle fiches in gioco con tre giocatori rimasti.

Gli altri due sono italiani e a determinare l'heads up è un derby tutto azzurro, con i KQ di Daniele Sacchi che prevalgono sui 44 di Antonio De Lucia. Sacchi si avvia all'heads up in situazione molto sbilanciata, con 49,5 milioni contro ben 211,5 milioni.

Heads up senza speranza

Alì non si accontenta e scava un divario sempre più grosso, fino all'epilogo. Ali mette ai resti Sacchi per i suoi 17 milioni e il romano chiama con a 2 . Il tedesco ha comunque notevoli chance con i suoi k q e il board 4 4 10 q 3 è anche l'ultimo di questo bel torneo.

Payout tavolo finale IPS 1,5 Million

Aram Ali mette a segno una colpo clamoroso grazie a una performance pressoché perfetta, mentre Daniele Sacchi centra un altro risultato che ne conferma il notevole stato di forma. Questo il payout del tavolo finale:

POSIZIONE FINALEGIOCATORENAZIONEPREMIO
1Aram AliGermania€ 200.750
2Daniele SacchiItalia€ 123.750
3Antonio De LuciaItalia€ 88.750
4Marian UharcekSlovacchia€ 65.750
5Dalibor DulaRepubblica Ceca€ 49.450
6Andrea MarchiItalia€ 36.950
7Mauro OrtuItalia€ 27.950
8Cengiz SchwalgunGermania€ 21.250
9Michal SchuhRepubblica Ceca€ 16.014

Immagine di copertina: Aram Ali (si ringrazia Eurorounders)

Giornalista - Poker e Sport Editor
Nato nel 1972 in Calabria, pratica diversi sport con alterne fortune, anche per via di un fisico non esattamente da Guardia Svizzera. Dai primi anni ’90 ad oggi, il suo percorso lavorativo e di vita non ha mai smesso di accompagnarsi alle varie passioni: dalla musica alle arti visive, alla tecnologia e alla scrittura. Prima DJ in vari club, poi tecnico e regista televisivo, quindi giornalista. Nel 2006 scopre il Texas Hold’em che dal 2007 diventa il suo pane quotidiano, creando la prima redazione online interamente dedicata al poker, in Italia. Anche lo sport non ha mai smesso di essere parte della sua vita, seppur non vissuto ma raccontato. Da anni scrive di calcio, basket e tennis, con particolare amore per quest’ultimo, ben prima che diventasse sport nazionale con la Sinner-mania e tutto ciò che ne consegue.
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